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Dossier Tatarstan #1 PDF  | Stampa |  E-mail
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Scritto da Massimo Ripani   
lunedì 18 aprile 2011
mappa tatarstan
 

Il viaggio del mondo attraverso le minoranze linguistiche continua seguendo il corso del fiume Volga. Disvastigo visita il Tatarstan, repubblica autonoma della Federazione Russa, situata alla confluenza del Volga e del Kama, circa 800 km a sud-est  di Mosca.



I tartari, seconda etnia per popolazione nella federazione russa (dati: 2002), possono essere considerati, insieme ai ciuvasci, i più prossimi discendenti delle tribù bulgare del Volga. Convertitesi nel 921 all'Islam per sottrarsi all'influenza dei Cazari, queste popolazioni all'indomani dell'invasione mongola (1235-1236) si erano amalgamate con le tribù Kipčak  giunte al seguito dell’esercito vincitore.

bandiera tatarstan

La bandiera del Tatarstan

 
Lo stesso etnonimo «tartaro» nasce in questo contesto: dapprima utilizzato per indicare i mongoli, era passato poi a identificare le popolazioni turche che componevano l'Orda d'oro. L'etimologia del termine è controversa e sono state avanzate diverse possibili spiegazioni. Molti studiosi sono concordi nel tradurre -ar(-ir) come uomo, gente mentre tar- si presta a diverse interpretazioni, tra cui:

1) t (arma) – ar (cavallo) -   ar/-ir (uomo). Uomo armato a cavallo
2) tar/dar (straniero, “non nostro”) - ar/-ir (gente, popolo). Popolo straniero.
 

Disgregatasi l'Orda d'oro, nel 1437 Kazan – l'attuale capitale del Tatarstan - divenne il centro di un Kanato, che gli studiosi tartari mettono in ideale continuità con le istituzioni, la cultura e la popolazione dei Bulgari del Volga. Esteso sugli attuali Tatarstan, Mari El, Ciuvascia, Mordovia, su parte della Udmurtia e del Bashkortostan, è rimasto indipendente fino al 1552, quando le truppe di Ivan il terribile entrarono nella città dopo 2 mesi di assedio.

Le autorità zariste indirizzarono quindi i loro sforzi alla diffusione del cristianesimo tra i Tartari, con i mezzi della coercizione: nel 1593 lo zar Fëdor I (1557–1598) ordinò la distruzione di tutte le moschee tartare e ne vietò la costruzione. I tentativi si susseguirono infruttosi nei secoli successivi e l'attività dei missionari si focalizzò su Kazan, che era, secondo le parole di P. Dmitriy Sechenov (1709-1767), capo dell'agenzia per le conversioni, “uno dei centri dei non cristiani residenti nel sud-est della Russia” .
 
Il forte legame dei Tartari con la propria religione e con la propria lingua ha permesso loro di coltivare un forte sentimento identitario e un alto grado di prestigio, resistendo ad ogni tentativo di assimilazione o colonizzazione.

bandiera di Kazan

La bandiera di Kazan

 
Se Kazan può essere considerata a livello politico il centro del mondo tartaro, non bisogna dimenticare che soltanto il 36% degli abitanti della repubblica eponima appartengono a questa etnia. I tartari, infatti, culturalmente e demograficamente eccedono i confini del Tatarstan, spaziando dalla Siberia alla Crimea.
 
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