Prima pagina arrow Rassegna stampa arrow Razzismo letterario: scrivi in italiano e non vinci mai
Mercoledì 22 Febbraio 2012
Prima pagina
Presentazione
Notizie
Quasi un diario... di HORI Jasuo
Kampanjo 125
Approfondimenti
Disesperanto
Cerca nel sito
Rassegna stampa
Indirizzi Web utili
Contatti
Nova Sento in rete
Rassegna stampa
Login Form





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Razzismo letterario: scrivi in italiano e non vinci mai PDF  | Stampa |  E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
Scritto da Daniela Padoan - ilfattoquotidiano.it   
mercoledì 18 gennaio 2012

Gli scrittori immigrati, anche se scrivono in italiano o sono nati qui, non vengono considerati parte della letteratura italiana e a nessuno di loro è mai stato consegnato un premio letterario di alto livello. Ma la letteratura oggi è meticcia, come dimostrano casi stranieri come quello di Ben Jelloun e Kureishi

Benché tra una cinquantina d’anni, a detta dell’Istat, un quarto della popolazione residente in Italia sarà composta da immigrati, gli scaffali delle librerie continuano a essere divisi in autori italiani e stranieri: nel settore degli italiani alloggia, in ordine alfabetico, la vasta famiglia che va da Arpino a Vittorini, passando per la Brianza di Gadda e le Langhe di Fenoglio, mentre gli scrittori dai nomi esotici – non importa se di lingua italiana o addirittura nati in Italia – sono abitualmente collocati in ordine di appartenenza geografica sugli scaffali della letteratura straniera.

Leggi l'articolo di ilfattoquotidiano.it

 
< Prec.   Pros. >