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A259 - Alla scoperta dell'italiano svizzero

Scritto da Massimo Acciai. Archiviato in Approfondimenti

Che la nostra lingua sia parlata anche al di fuori dei confini nazionali italiani è cosa nota, ma non tutti saprebbero dire su due piedi in quante nazioni è lingua ufficiale. A questa domanda viene subito in mente però la Svizzera italiana (per la cronaca, le altre nazioni in cui l’italiano sono molto più piccole: San Marino e Città del Vaticano – è inoltre seconda lingua ufficiale in certe zone dell’ex Jugoslavia). Lo standard parlato in Italia e quello parlato in Svizzera non sono così identici come si potrebbe pensare…

Innanzitutto un po' di Storia. Gli svizzeri arrivarono nell'attuale zona del Canton Ticino - il principale cantone di lingua italiana insieme al Cantone Grigioni - verso il '400: fino a quel momento la storia del territorio era legata a quella della Lombardia. Gli attuali confini tra Italia e Svizzera si fissano nel 1515, data di inizio della dominazione elvetica, anche se occorre aspettare al 1803 perché, per intervento di Napoleone, il Canton Ticino ottenga la propria indipendenza e diventi uno stato confederato come gli altri - nella stessa data sorge anche ufficialmente il Cantone Grigioni.
L'italiano svizzero si è quindi formato parallelamente allo standard italiano (che deriva a sua volta, com'è noto, dal fiorentino dei tempi di Dante), ma essendo a stretto contatto con altre lingue quali francese e tedesco ne è stato influenzato in certe costruzioni grammaticali e nel lessico (in termini tecnici si parla di "calchi linguistici"). Le differenze tra le due varietà di italiano non sono moltissime, vanno cercate con attenzione, ma ci sono e si notano. Traggo alcuni esempi sia dai miei soggiorni nel Grigioni e dalle parti di Lugano e Bellinzona, sia da Internet su alcuni simpatici forum: la curiosa espressione "venire insieme" ("Andiamo al cinema, vieni insieme?") è infatti ricalcata sul tedesco "kommst du mit?" e "Grazie per non fumare" dal francese "Merci pour ne pas fumer".
Per quanto riguarda il lessico, abbiamo anche qui dei calchi: "azione" per "offerta speciale" (dal tedesco "Aktion "), "magistrato" per "membro del Governo" (dal tedesco), "comandare" per "ordinare" (dal francese "commander"). La parola "Natel" invece è del tutto incomprensibile in Italia; in Svizzera indica il telefono cellulare (viene dall'acronimo tedesco Nationales Autotelefonnetz); quando ho telefonato a casa di un mio amico svizzero mi ha risposto suo padre: "lo trovi sul Natel"; solo dal contesto ho compreso il senso della parola, ma sono rimasto un po' stupito. L'espressione "ti invito al bar", "ti invito io" equivale a offrirsi di pagare il conto (me l'ha riferito un'amica con parenti in Svizzera). Altra curiosissima differenza: "Ferragosto" indica il momento in cui un cantiere edile giunge a tetto.
Si veda anche all'indirizzo http://www.crcsoft.com/lessico/sezione1.html per altre liste di parole diverse tra standard italiano e svizzero.
In Svizzera l'italiano è una lingua di minoranza (solo il 6,5% della popolazione lo parla come prima lingua - dati del 2000) ma ben difeso attraverso una politica accorta e non ultimo una grande diffusione di mass media. Questo vale però solo nei cantoni in cui è lingua ufficiale (Ticino e Grigioni appunto) mentre altrove è trascurata e si va perdendo. Infatti è vero che le lingue ufficiali in Svizzera sono quattro ma vale il criterio della "territorialità" ossia una e una sola lingua è quella ufficiale in un dato territorio (con eccezione per Friburgo Biel/Bienne); quindi ad esempio a Berna (di lingua tedesca) non si ha diritto ad avere risposte in altre lingue nazionali (anche se poi nella realtà non ci sono problemi di tipo linguistico ad esempio per un italiano, anche questo l'ho sperimentato di persona in un mio recente viaggio).
Un discorso a parte andrebbe fatto per l'italiano come lingua di immigrati (che si va perdendo con l'avvicendarsi delle generazioni) e per l'italiano come lingua franca fra lavoratori stranieri (spagnoli, portoghesi, ma anche turchi e jugoslavi, spesso prima del tedesco o del francese hanno imparato l'italiano) fenomeno ancora vivo anche se in estinzione, ma l'argomento ci porterebbe troppo lontano.