Nynorsk e Bokmål: differenze ed evoluzioni delle due lingue ufficiali della Norvegia

Otto Prytz è professore emerito dell'Università di Oslo

 

MR: Perché la Norvegia ha vuto bisogno di due lingue?

OP: Per motivi storici: quando la Norvegia conquistò l'indipendenza dalla Danimarca nel 1814, la lingua scritta era il danese, parente del norvegese, ma appena comprensibile per i contadini norvegesi. Il lavoro per instaurare una propria lingua scritta norvegese avvenne secondo due diverse vie. Una era la compilazione del Nynorsk sulla base dei dialetti norvegesi; l'altra era la progressiva norvegizzazione del danese, da cui deriva l'attuale Bokmål. Ebbe luogo un reciproco avvicinamento tra le due lingue ed ora si parla preferibilmente di due "forme linguistiche", piuttosto che di due lingue separate.

 

Diversi impiegati danesi inviati in Norvegia hanno formato famiglia e costantemente vi si sono stabiliti. Essi parlavano il danese, ma con una pronuncia norvegese. Lo stesso hanno fatto indubbiamente anche dei norvegesi ritornati dopo aver studiato in Danimarca. E quando della gente contadina leggeva ad alta voce dalla Bibbia, lo faceva in danese, ma con una pronuncia norvegese. Questa lingua proveniente dal danese poi ha ricevuto il nome Rigsmaal [ríksmo:l], secondo l'attuale ortografia riksmål (lingua del regno), e ancora più tardi bokmål [bú:kmo:l] (lingua per libri).

Il Nynorsk viene composto a metà del XIX secolo, fondato sui dialetti norvegesi, soprattutto di quelli della campagna. Il suo architetto è stato Ivar Aasen, che nel 1848 ha pubblicato il libro Det norske Folkesprogs Grammatik [de noŝke fólkespro:ks gramatík] (la grammatica della lingua volgare norvegese), revisionata come Norsk Grammatik [noŝk gramatik] (grammatica norvegese) nel 1864. Nel 1850 apparve Ordbog over det norske Folkesprog [ú:rbu:k ó:ver de nóŝke fólkespro:k] (vocabolario della lingua volgare norvegese), con più di 25.000 vocaboli, riveduta come Norsk Ordbog [noŝk ú:rbu:k] (vocabolario norvegese), del 1873. I primi testi presi ad esempio in landsmål [lán(d)smo:l apparvero su Prøver af Landsmaalet i Norge [pró:ver av lán(d)smo:le i nórge] (campioni della lingua contadina della Norvegia), del 1853. Il termine landsmål, che taluni norvegesi potrebbero comprendere come "lingua nazionale", originariamente era intesa come "lingua rurale", in contrapposizione a quella urbana.

Quando Ivar Aasen ha incominciato il suo lavoro di raccolta, furoreggiava il romanticismo nazionale. Le idee di Herder, secondo cui ciascuna nazione ha un suo spirito popolare, "Volksgeist", che si manifesta nella lingua, letteratura, arte ed altri strumenti espressivi culturali, hanno caratterizzato il pensiero nazionalistico in Europa durante gli anni intorno al 1840. La propria lingua scritta contava come simbolo dell'indipendenza di Norvegia, essendo un'attestazione decisiva che i norvegesi sono differenti dai danesi.

 

MR: Quale tra Nynorsk kaj Bokmål è più "vitale"? 

OP: Indubbiamente il Bokmål, che è praticato forse dall'80% dei norvegesi. Ma in Nynorsk si sono create opere letterarie il cui valore è riconosciuto anche dai "non addetti".

 

MR: Come Ivar Aasen ha progettato il vocabolario di Nynorsk e, ad esempio, le congiunzioni?

Ivar Aasen ha stabilito una rigorosa classificazione dei dialetti in base a quanto essi si avvicinavano al norreno Nella prefazione a ""Specimenoj de la kampara lingvo" (Campioni della lingua rurale) egli dice che "i migliori dialetti sono quelli delle regioni occidentali Hardanger [hardánger], Voss [vos] e Sogn [songn], mentre "i dialetti a nord delle montagne [nella regione di Trondheim] si trovano quelli tra i peggiori ed i più difettosi [parola alternativa: menomati] ". Aasen ha potuto poco approfittare dei suoi studi sui dialetti nord-norvegesi, dato che le forme grammaticali, secondo il suo rapporto di lavoro, erano "pochissime e semplici".

Nelle lingue scandinave i verbi non vanno oltre la coniugazione secondo la persona del soggetto - così come avviene in Esperanto. Fino ad un certo punto della metà del XX° secolo, tuttavia, nelle lingue standard [parola alternativa: modello] danese e svedese, nei verbi "forti" al presente e anche al passato non si distingueva tra tutte le persone, ma tra forme verbali al singolare e al plurale. Alcuni dialetti norvegesi arcaici possiedono ancora una tale distinzione e Aasen ovviamente l'ha inserita nella sua regola. Nel Nynorsk di oggi essa non esiste, nemmeno nelle altre lingue scandinave.

MR: Il lavoro di Zamenhof, l'ideatore dell'Esperanto, è comparabile con quello di Aasen?

OP: In generale, la stesura di Zamenhof del materiale per una lingua internazionale sulla base di tratti comuni tra diverse lingue europee è paragonabile alla compilazione di Aasen del materiale per una lingua norvegese sulla base di dialetti norvegesi, ma lì termina la similitudine.

Aasen ha attinto il suo materiale da dialetti che basilarmente erano comparabili tra di loro, ed ha fissato delle categorie grammaticali secondo un insieme di sistemi linguistici relativamente ristretto ed unitario. Zamenhof ha attinto il suo da lingue tra loro non comprensibili, egli aveva una vasta gamma di sistemi linguistici divergenti tra cui scegliere, quando doveva decidere quali categorie grammaticali potesse avere l'Esperanto.

Nynorsk ha raggiunto una condizione ufficiale in Norvegia. L'Esperanto non ha ottenuto internazionalmente un simile status ufficiale, ma tra tutti i progetti varati, l'Esperanto è il solo usato quotidianamente, non solo come strumento concreto di comunicazione, ma anche come strumento espressivo letterario e culturale.

 

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