Giustamente Heinrich August Luyken è stato presentato come il secondo romanziere esperantista, in quanto il suo primo romanzo, Paŭlo Debenham (è il nome del protagonista), risale al 1912. Prima del suo quarto romanzo, recensito in questa serie, compare il primo romanzo giallo, Pro kio? (“Quale è il movente?”), uscito a puntate fra il 1918 e il ’19. In quell’epoca andavano a ruba i romanzi di Conan Doyle: anche per il nostro autore c’è un investigatore, Martens, che si esibisce in deduzioni raffinate sullo stile di Sherlock Holmes, e che è fiancheggiato da un aiutante, Kruse, che ricalca la figura del dottor Watson. La trama richiama romanzi della stessa epoca: il cadavere di una bella donna senza documenti è trovato da un cacciatore, l’investigatore individua rapidamente la professione e lo stato civile della scomparsa, la quale risulta venuta dall’America in compagnia di un personaggio che fa perdere le proprie tracce, ma che sarà raggiunto prima di compiere un secondo delitto. Quello che contraddistingue il romanzo è la fluidità del linguaggio nei colloqui: l’autore aveva partecipato assiduamente a congressi di esperanto, e quindi era stato in grado di cogliere le sfumature della lingua parlata meglio di quanto non avessero fatto i suoi predecessori.