Eroj (Frammenti) di di Marjorie Boulton

Marjorie Boulton (1924) è una poetessa e scrittrice britannica che ha scritto e scrive in inglese ed Esperanto. E' stata per lungo tempo insegnante di lingua e letteratura inglese nelle scuole britanniche, direttrice di un Istituto femminile per la preparazione di giovani insegnanti. Ha scritto, in prosa e poesia, una ventina di libri ed ha debuttato, come poetessa, col suo primo volume di liriche in esperanto Kontralte (A voce di contralto) nel 1955. la caratteristica principale di quella raccolta sono una serie di perfetti sonetti che parlano di una pedagogista fra le sue allieve e del profondo sentimento di partecipazione alle problematiche delle giovani generazioni.

Ma la sua opera e capolavoro di poesia, Frammenti (Eroj) esce nel 1959 presso l'Editore J.Régulo, La Stafeto, Isole Canarie: un volume di 368 pagine che ci presenta una gamma molto vasta di problemi universali e di domande irrisolte, concernenti l'uomo. Questo volume ha origine da una ricca esperienza di vita e dall'abbondante lavoro di scrittrice di quegli anni, quando un acuto senso di osservazione ed un'inconsueta capacità di giudizio evidenziano e consolidano la sua espressività poetica. Il suo animo inquieto, la sua sensibile corda d'amore per l' uomo-fratello allargano i temi del suo poetare, ed ecco apparire anche temi sociali, un'acuta e lungimirante capacità critica verso gli ordini mondiali stabiliti che opprimono l'uomo in luoghi e paesi diversi. La sua corda poetica viene fatta vibrare da temi solo apparentemente femministi: il figlio non nato, una madre nubile, un'amante abbandonata, una profuga apolide alla frontiera innescano, qua e là, una poesia che trasmette sentimenti e umani comportamenti in cerca del consenso di ogni uomo di buona volontà.

La raccolta Frammenti (Eroj) inizia con un ciclo grandioso, i cui "frammenti", appunto, sono TERRA, LIBERTA', VERITA' e MISTERO. Deve essere rimarcata, nella lingua originale, la consonanza e composizione grafico-fonica di queste quattro parole, che in Esperanto contengono tutte la finale "ERO = FRAMMENTO" che dà il titolo all'opera. Infatti in Esperanto abbiamo le quattro parole che suonano: tERO, libERO, vERO, mistERO. E' doveroso citare qualche estratto da questi quattro cicli, che sono la dichiarazione di pensiero e di vita, nonché il credo della nostra autrice. A mio parere, tale credo si può riassumere così: la dignità e la libertà dell'uomo siano sempre conservate e promosse ovunque. Nell'espressività immagiativo-creativa della poetessa la "libertà" è personificata e simboleggiata dalla "farfalla" che continuamente riappare e riecheggia attraverso i versi dei quattro cicli, ed in modo mirabile e martellante nel ciclo Libertà (Libero):

 

La blanka papilio en libero                                        Quella farfalla bianca in libertà

flugadas, aŭ sursidas la brasikojn.                            svolazza oppur sui cavoli si posa.

Ĉi homo perdis ungojn en karcero -                          Pel carcere quest'uomo unghie non ha -

li penis ne denunci geamikojn.                                 perché agli amici non ha mosso accuse.

 

Du papilioj sub la sun' pariĝas                                S'accoppiano farfalle sotto il sole

en blanka simetrio delikata;                                     in bianca simmetria delicata;

ĉi du geknaboj ĉarmaj tuj fariĝas                             graziosa coppia di ragazzi vuole

krimuloj, pro impulsa kis' surstrata.                      baciarsi in strada, ed è già incriminata.

 

Libere rajtas papili' cirkuli;                                     Può libera farfalla circolare;

artisto devas bridi artaktivon,                                 l'artista l'arte imbriglia, ché impedita

die kreonte, konsideri, ĉu li                                     gli viene nel crear , senza badare

perdos postenon, aŭ, kelkloke, vivon?                     se il posto perderà, oppur la vita?

 

La papilio flugas super muroj                                  La farfalla sorvola e passa mura

en gaja flugilhava anonimo.                                    nel gioioso volar tutta leggera.

Ĉi rifuĝant', post multaj aventuroj,                       Il profugo, dopo più d'un' avventura

mortis, mitralpafita sur landlimo.......                   è morto, mitragliato alla frontiera.....

 

Ecco il dipanarsi del suo pensiero che amaramente pone in contrasto la libertà della farfalla con la mancanza di libertà nell'uomo, a causa delle sue stesse stolte leggi e "civili" costumi. In questa lunga poesia riemerge costantemente il tema della libertà, attraverso versi che spesso sono taglienti come sentenze:

 

Respekti la ekziston de l' najbaro:                          Rispettare la vita del vicino:

jen centro de etiko kaj de juro                                 dell'etica e diritto tutto il centro

kaj jen la fundamento de libero...                           e della libertà il fondamento....

 

Per la poetessa "libertà" è premessa alla "felicità", ammesso che una felicità possa esser raggiunta dal genere umano.

Marjorie Boultton arpeggia e tesse suoni e significati anche su altre corde e tastiere: i temi femministi, il sostegno alla condizione ed emancipazione della donna nel mondo, il senso di ironia per i propri gusti e sentimenti, l'introspezione psicologica, ed altro ancora, non ultima, la Morte. Infatti, ecco una sua breve lirica a chiusura:

 

Senpace                                                         Senza pace

 

Nenio kvietigis mian koron                         Nulla ha calmato questo cuore mio

dum miaj junaj jaroj, kaj nenio                    durante i giovani miei anni, nulla

ĝin kvietigas nun; la sango pro pasio          ora lo calma; il sangue ancora rulla

ankoraŭ ŝajnas bola akvoforto.                     di passione e sembra un'acquaforte.

 

Nenio kvietigas mian koron;                       Nulla più calma questo cuore mio;

ĝi brulas, ĝi tamburas en la sin';                già brucia, già tambura nel mio sen:

nenio ajn jam kvietigos ĝin,                        nulla giammai lo calmerà davver,

krom mia morto.                                          se non la morte.

 

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