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A108 Progetto B1 on line della Conferenza rettori università italiane

Fondazione CRUI

Le motivazioni del progetto

La CRUI, con i progetti Campus e CampusOne, ha posto all’attenzione delle università il tema molto critico del deficit di competenze e di conoscenze linguistiche degli studenti italiani, sottolineando la necessità di spingere il più alto numero di essi ad approfondire, e al contempo rendere trasparente, la propria conoscenza linguistica.

Con CampusOne la CRUI ha siglato un accordo con tutte le organizzazioni autorizzate dal Consiglio d’Europea a rilasciare certificazioni di competenze linguistiche di diverso livello e presenti in Italia. La stessa riforma della didattica universitaria sottolinea tale necessità, ribadendo l’importanza della conoscenza delle lingue straniere elevando il livello di competenze linguistiche dello studente universitario. Infatti, l’art. 7, comma 1, del D.M. 509/1999 stabilisce che per conseguire la laurea lo studente debba aver acquisito 180 crediti, comprensivi di quelli relativi alla conoscenza obbligatoria di una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano. Tale conoscenza deve essere verificata, secondo modalità stabilite dai regolamenti didattici di ateneo, con riferimento ai livelli richiesti per ogni lingua. Inoltre, si ribadisce l’obbligatorietà della conoscenza di una lingua straniera in connessione con la preparazione della prova finale (art. 10, comma 1, punto e), e si elencano, tra le attività formative qualificanti e indispensabili al conseguimento dei titoli di studio, anche ulteriori conoscenze linguistiche, ritenute, assieme ad altre abilità, “comunque utili per l’inserimento nel mondo del lavoro” (art. 10, comma 1, punto f).

La conoscenza delle lingue è inoltre ritenuta essenziale per l’attuazione del processo di internazionalizzazione dei corsi degli studi e la loro armonizzazione nel contesto europeo, volta ad assicurare il riconoscimento internazionale dei titoli di studio e la piena mobilità dei laureati nell’ambito comunitario.

 

Il contesto europeo

La formazione linguistica a livello universitario si deve rapportare agli obiettivi e ai livelli medi europei. Da anni l’Unione Europea – con l’intento di assicurare ai giovani una diffusa cultura sulle civiltà contemporanee e le correlate competenze comunicative in due lingue europee – sta attuando una politica di vasta diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione legate anche all’apprendimento delle lingue straniere. I vari organismi dell’Unione Europea hanno più volte ribadito che il ricco patrimonio europeo rappresentato dalla diversità linguistica e culturale è una risorsa comune preziosa che va protetta e incrementata, e che è necessaria una più decisa azione educativa perché questa diversità non costituisca più una barriera alla comunicazione, ma diventi fonte di comprensione e di arricchimento reciproci. Solo una migliore conoscenza delle lingue europee moderne può facilitare la comunicazione e l’interazione, tra cittadini che sono madrelingue diverse, e agevolare la mobilità, la comprensione reciproca e la cooperazione in Europa, superando pregiudizi e discriminazioni.

In particolare, si mira a preparare i cittadini europei affinché possano affrontare le sfide derivanti dalla sempre maggiore mobilità internazionale e dalla sempre più stretta collaborazione in atto non solo nel campo dell’educazione, della cultura e della scienza, ma anche del commercio e dell’industria.

Nei vari contesti educativi e lavorativi a livello europeo è stata avvertita l’esigenza di stabilire i livelli di competenza linguistica secondo parametri comuni, confrontabili e conformi alle direttive dell’Unione Europea.

 

Gli obiettivi della formazione linguistica a livello universitario

E’ stato ampiamente dimostrato che una buona competenza linguistica rende il laureato meglio preparato e più competitivo sul mercato del lavoro. Tale competenza, tuttavia, deve essere di livello adeguato e articolata nelle diverse competenze richieste dalle specifiche esigenze delle attività di tipo professionale. Per questo motivo, i corsi principali previsti non devono essere di tipo generale, destinati a tutti gli studenti indistintamente, ma devono tenere conto delle differenti finalità professionali e dei diversi livelli di abilità richiesti nel contesto lavorativo prefigurato. Si può ipotizzare quindi che i corsi di lingue specifici delle varie Facoltà siano destinati soprattutto a studenti con conoscenza intermedia della lingua e debbano mirare a raggiungere competenze linguistiche, cognitive ed operative di tipo avanzato. Questo a partire da un livello superiore di conoscenza, quale potrebbe essere il livello B2, la cui acquisizione potrebbe essere accertata attraverso un’attività di monitoraggio.

Data la situazione ancora insoddisfacente della conoscenza delle lingue in Italia, è intenzione dell’intero Sistema Paese portare sia le scuole che le università ad innalzare progressivamente il livello delle competenze linguistiche secondo parametri comuni e conformi alle direttive del Consiglio d’Europa. In quest’ottica, le università dovranno puntare a fornire ai propri studenti conoscenze linguistiche di alto livello, nonché specifiche per i diversi settori disciplinari; dovranno altresì accertare le competenze linguistiche di base che gli studenti avranno acquisito, almeno per quanto riguarda la prima lingua straniera, durante la formazione scolastica precedente, così da verificarne la rispondenza ai requisiti in ingresso per i loro corsi, ed eventualmente predisporre percorsi mirati per il recupero degli eventuali debiti formativi.

Qualora la formazione linguistica di base non sia ancora stata acquisita, si può intervenire con corsi di alfabetizzazione e di preparazione generale, che possono essere erogati da strutture interFacoltà, come i centri linguistici di ateneo, laddove esistano.

 

Il riconoscimento della certificazione a livello universitario

L’art. 5, comma 7, del D.M. 509/1999 prevede il riconoscimento in crediti formativi universitari, secondo criteri predeterminati, delle conoscenze e abilità professionali certificate, maturate dagli studenti universitari anche all’esterno degli atenei, nel pieno rispetto dell’autonomia delle singole università che possono decidere se e come riconoscere i crediti, anche mediante intese dirette con le istituzioni formative. Tale riconoscimento non può comunque sostituire il conseguimento da parte degli studenti dei crediti relativi a particolari conoscenze e abilità linguistiche previste tra gli obiettivi formativi caratterizzanti di specifici corsi di laurea e di laurea specialistica.

L’applicazione della riforma ha visto un’ampia adozione di procedure di riconoscimento delle certificazioni di livello internazionale, anche se in maniera differenziata a seconda dei tipi di accertamento richiesti dai singoli corsi di studio. In genere si opera un’opportuna distinzione tra i corsi curricolari di lingua (in qualsiasi tipo di Facoltà o di corso di studio questi siano attivati) – per i quali non può mai bastare il semplice riconoscimento di una certificazione esterna – e l’acquisizione dei crediti formativi relativi all’obbligo per tutti gli studenti di possedere un minimo di conoscenze informatiche e linguistiche.

Il riconoscimento delle certificazioni ottenute in ambito scolastico è stato facilitato dal protocollo di intesa dal Ministero della Istruzione, Università e Ricerca e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Nell’ambito di questa intesa il MIUR si impegna a facilitare la diffusione dell’iniziativa e a verificare presso le scuole l’attività di formazione e di certificazione secondo standard internazionali indicati nel Quadro di riferimento europeo a cura del Consiglio d’Europa, mentre la CRUI si impegna a favorire presso le diverse università il riconoscimento in crediti formativi universitari della certificazione di competenze linguistiche per la comunicazione conseguita all’interno delle istituzioni scolastiche.

 

Il progetto

Il livello soglia, o B1 del Consiglio d'Europa, è considerato il livello minimo richiesto agli studenti universitari. Si constata, però, che attualmente molti studenti italiani giungono all'università senza possedere tale livello nella lingua studiata, in particolare quella inglese, lingua che spesso viene richiesta per gli studi accademici. E’ di fondamentale importanza – in base a quanto descritto fin qui - offrire un aiuto alle università per portare gli studenti a questo livello. Il Progetto B1 on line ha pertanto come primo obiettivo la realizzazione di un modulo di formazione a distanza di 75 ore, integrato con altre 25 ore di assistenza/tutorato da parte dell’università per il tramite delle sue strutture (Centro Linguistico di Ateneo, Laboratorio linguistico, Lettori di madre lingua, etc..). Tale modulo di formazione sarà progettato e realizzato dall’University of Cambridge in collaborazione con la Fondazione CRUI che provvederà alla formazione del personale universitario da dedicare al progetto e alla diffusione tra gli studenti. Il modulo sarà acquistato dagli atenei per ciascuno studente o dagli stessi studenti e, orientativamente il suo costo può essere stimato intorno ai 90 Euro.

Al modulo formativo offerto dal progetto dovrebbero esser riconosciuti 3/4 crediti formativi relativi alle 75 ore di lezione a distanza e/o alle ulteriori 25 ore di assistenza/tutorato in aula.

 

I Partners

Già dai tempi del Progetto Campus (1996), la Conferenza dei Rettori e l’University of Cambridge avevano avviato un proficuo rapporto di collaborazione per facilitare l’accesso alle certificazioni delle conoscenze della lingua inglese da parte degli studenti universitari. Tale collaborazione, come effetto diretto e indiretto, ha portato molti buoni risultati; tra questi i più importanti sono:

v l’obbligatorietà dell’idoneità linguistica per i laureati di primo livello (Regolamento 509/99 in tema di autonomia didattica);

v il Progetto 2000 del Ministero della Pubblica Istruzione, che ha esteso le certificazioni alle scuole medie e superiori;

v il rafforzamento delle strutture deputate alla diffusione della conoscenza delle lingue straniere all’interno degli atenei italiani (esempio: Centri Linguistici di Ateneo).

 

Attualmente, la CRUI – attraverso la Fondazione CRUI, suo braccio operativo – sta sviluppando diversi ulteriori progetti che hanno, come di consueto, lo scopo di introdurre innovazioni, nel campo della didattica e della ricerca, nell’intero sistema universitario italiano. Sono, infatti, in corso di realizzazione progetti nel campo della diffusione di:

o nuove tecnologie informatiche per la didattica e l’offerta dei servizi;

o nuovi modelli organizzativi basati sulla qualità (valutazione di processo e accreditamento);

o orientamento alla scelta universitaria più consapevole da parte degli studenti attraverso diverse azioni che comprendono anche la messa a punto di strumenti innovativi per la formazione.

 

Fondazione CRUI e University of Cambridge hanno deciso di realizzare insieme un’azione che incida più profondamente sulla diffusione della conoscenza della lingua inglese tra gli studenti universitari italiani, mettendo a frutto la partnership avviata da anni con ottimi risultati e la loro stessa comune natura e vocazione accademica.

Mentre il ruolo dell’University of Cambridge sarà quello di portare tutto il suo tradizionale e consolidato know-how nel campo della didattica linguistica, quello della Fondazione CRUI sarà:

  • collaborare alla progettazione dei contenuti linguistici affinché siano il più rispondenti possibile alle caratteristiche ed alle esigenze degli studenti universitari italiani;
  • realizzare una prima sperimentazione in almeno nove atenei italiani, distribuiti omogeneamente sul territorio nazionale, scelti in base alla loro dimensione e all’organizzazione prevista per l’insegnamento delle lingue straniere;
  • facilitare la più alta diffusione possibile tra gli atenei italiani dello strumento di apprendimento a distanza realizzato.

 

Le fasi

Il progetto prevede 3 fasi.

§ fase di sviluppo: vedrà coinvolti soprattutto i consulenti della Fondazione CRUI e i docenti della University of Cambridge che realizzeranno il “modulo formativo”:

o entro la fine del mese di aprile, allo scopo di armonizzare la collaborazione, è previsto, a Roma, un incontro di programmazione e coordinamento;

o i due gruppi operativi, italiano e inglese, si scambieranno il materiale formativo e lavoreranno a stretto contatto attraverso la predisposizione di un’area riservata sul sito della Fondazione CRUI;

o a fine giugno è prevista una riunione di verifica del lavoro svolto e consegna del modulo formativo on-line.

§ fase di sperimentazione: prevede il coinvolgimento di nove atenei italiani i quali dovranno acquisire il modulo on-line, presentarlo agli studenti ( circa 20-25 per ateneo) e monitorarne l’apprendimento e i risultati ottenuti. Per formare/informare i docenti sperimentatori è prevista, a Roma, una giornata di formazione entro il mese di settembre, mentre nel mese di dicembre ci sarà una riunione conclusiva di chiusura della sperimentazione e analisi dei risultati;

§ fase di diffusione: vedrà coinvolti soprattutto i responsabili della Fondazione CRUI che faranno delle visite mirate negli atenei per diffondere il progetto.