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All'Onu l’Associazione Mondiale di Esperanto ha parlato dei diritti dei popoli indigeni e di esperanto per i diplomatici

Scritto da Redazione. Archiviato in Notizie

La settimana dall'8 al 12 luglio 2013 è stata ricca di attività per i rappresentanti dell’Associazione di Esperanto presso le Nazioni Unite a Ginevra, che hanno partecipato alla 6 ° sessione del convegno di esperti sul meccanismo per il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni (EMRIP). Oltre al tema principale della sessione di quest'anno, lo studio sull'accesso alla giustizia nella promozione e nella tutela dei diritti delle popolazioni indigene, i partecipanti hanno trattato anche il documento conclusivo della manifestazione svoltasi a giugno ad Alta, Norvegia, che ha preparato il vertice delle Nazioni Unite del 2014: la Conferenza Mondiale sulle popolazioni indigene. Verena Graf, Adrian Tanner e Stefano Keller, rappresentanti della Associazione di Esperanto, sono stati presenti a questo significativo evento delle Nazioni Unite, che si svolge una volta l'anno. 

Durante la settimana ci sono state diverse possibilità per esprimere il parere della Associazione sui diritti linguistici, sia durante gli speciali incontri collaterali, sia discutendo con i rappresentanti delle popolazioni indigene e di altre Organizzazioni Non Governative. Keller è intervenuto in due eventi paralleli. Nel primo si è congratulato con l'organizzazione ginevrina doCip (centro di documentazione, informazione e ricerca per le popolazioni indigene), che con i loro servizi contribuiscono in modo significativo al sostegno degli indigeni, specialmente aiutandoli durante questi eventi delle Nazioni Unite e con i documenti multilingui che forniscono. Questa ONG ha consigliato e aiutato anche l’Associazione di Esperanto nell'organizzazione del Simposio sui diritti linguistici, tenuto presso le Nazioni Unite nel 2008. Nel suo secondo discorso, nell’incontro di Incomindios (Comitato internazionale per i popoli indigeni dell'America) Stefano Keller ha sottolineato l'importanza dell'interdipendenza della diversità linguistica e biologica e ha sottolineato la necessità di preservare la ricchezza bio-culturale nel mondo, alla cui base sono la difesa, il sostegno e il rispetto per ogni lingua etnica, obiettivi primari dell’Associazione di Esperanto. 

Gli oratori principali lo hanno ringraziato per il suo intervento. Il passo più significativo durante questa sessione EMRIP è stato il discorso nella sessione principale. Citando i punti 1 e 2 dell'articolo 13 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, ha presentato un caso di violazione dei diritti linguistici riguardanti un residente della Svezia, la cui lingua madre è il sami. Si tratta delle difficoltà di questa persona a poter esercitare i suoi diritti linguistici, che la legge del paese garantisce per i contatti con gli uffici pubblici. In relazione a questo caso, Keller si è espresso circa la sempre più evidente necessità di sottolineare anche gli obblighi di rispettare i diritti contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Keller ha sottolineato la situazione insoddisfacente riguardo alle riunioni delle Nazioni Unite, il non rispetto dell'aspetto linguistico per quanto riguarda i documenti e gli interventi orali ancora esiste, poiché si privilegia una sola delle lingue ufficiali, l’inglese.

Più tardi, ha informato l'assemblea circa l'innovativo passo del governo indonesiano, che ha lo scopo di introdurre l'insegnamento della lingua Esperanto nel programma di studio dei diplomatici.

Nel corso della conferenza e durante gli incontri personali con due dei rappresentanti dello Stato, Keller si è vivamente congratulato per conto dell'Associazione di Esperanto e ha sottolineato che l'uso di una lingua neutrale e facile da imparare come l'esperanto nella comunicazione internazionale significa un segno di rispetto per tutte le persone, lingue e culture. Ha consegnato ai diplomatici incontrati documenti informativi, copie della rivista Esperanto in Indonesia, una copia del messaggio della signora Rita Izsák, capo delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze, inviato in occasione del 125 ° anniversario dell’esperanto e la versione in esperanto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Al termine del suo discorso, Stefano Keller ha esposto dettagli sull’imminente Congresso Mondiale di Esperanto a Reykjavik, al quale ha cordialmente invitato i presenti.

Dopo l'intervento sono venuti in molti a congratularsi con lui, compresa una delegazione di giovani provenienti dalla Germania, un membro della quale ha detto a Keller che fino ad ora aveva pensato dell’esperanto che si trattasse di una cosa senza senso, ma che il discorso del rappresentante dell’AME lo aveva adesso convinto dell’idea dell’esperanto. Egli ha ricevuto da Keller l'ultimo numero di Esperanto aktuell.

Durante i giorni dell’incontro è anche avvenuta una conversazione con alcuni rappresentanti di popoli indigeni al fine di informarli sull’esperanto e di istituire una cooperazione futura, per la quale c’è bisogno di un progetto con un contenuto e obiettivi molto chiari e che corrisponda alle aspettative degli indigeni, che sia utile per loro, con l’esperanto come lingua ponte e legame tra tradizione e modernità.