Logo

Notizie

Ue: Corte accoglie reclamo Italia, dubbi su lingue lavoro

Scritto da AGI. Archiviato in Notizie

(AGI) - Bruxelles, 16 ott. - Il Tribunale Ue ha oggi accolto un reclamo italiano per la bocciatura di un concorso per la selezione di funzionari delle istituzioni europee sulla base del fatto che si richiedeva ai candidati di conoscere "in modo soddisfacente" inglese, francese o tedesco come seconda lingua.
  Il Tribunale ha stabilito che il bando in questione, relativo al 2010, viola le regole sul regime linguistico europeo che si basano sul principio della non discriminazione. Pur riconoscendo che si possa derogare a questo principio nell'interesse del servizio, il Tribunale per la prima volta ha pero' sollevato dubbi sulla necessita' per i candidati di conoscere, oltre alla propria lingua, anche una delle tre lingue di lavoro usate nelle istituzione europee, cioe' inglese, francese e tedesco. In una nota in cui si accoglie il ricorso italiano, il Tribunale sottolinea che e' necessario che l'interesse al corretto funzionamento del servizio "sia oggettivamente giustificato e che il livello di conoscenze linguistiche richiesto risulti proporzionato alle effettive esigenze del servizio," elementi che secondo il Tribunale non erano giustificati a sufficienza nel bando di concorso. La sentenza segna una nuova, piu' importante, vittoria nella crociata di Roma contro l'uso di inglese, francese e tedesco come lingue di lavoro nell'Ue. Lo scorso settembre, il Tribunale Ue aveva annullato altri concorsi effettuati nel 2008 e nel 2009 perche' i bandi erano stati pubblicati soltanto in inglese, francese e tedesco. In questo caso, il Tribunale si e' spinto oltre, accettando il ricorso italiano sul fatto che la conoscenza di una delle tre lingue sia richiesta come necessaria per lavorare nelle istituzioni Ue. La sentenza ammette che le tre lingue possano essere giustificate come lingue di servizio, ma richiede ulteriori chiarimenti e precisazioni sulla loro effettiva necessita' e sui livelli di conoscenza ritenuti necessari. L'Italia ha invece perso il ricorso sull'uso di inglese, francese e tedesco come lingue di base per il brevetto europeo. (AGI) .