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In Cina apre il Museo Internazionale dell'Esperanto

Scritto da Redazione. Archiviato in Notizie

il 16 di novembre nell'Università di Zaozhuang (Cina) è stato inaugurato il Museo Internazionale dell'Esperanto, risultato della collaborazione dell'associazione nazionale esperantista cinese e dell'ateneo locale. Hanno presieduto l'inaugurazione Chen Haosu e Chen Shi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Lega Cinese per l'Esperanto e vicedirettore del Gruppo editoriale cinese internazionale e direttore della rivista "El Popola Ĉinio". Erano presenti, inoltre, Ragnar Baldursson , Ministro Consigliere dell'Ambasciata islandese in Cina scrittore esperantista di fama, nonché Lee Jungkee, membro del consiglio dell'Associazione Universale d'Esperanto e dirigente della Università del Zaozhuang. Nel 2012 l'ateneo aveva deliberato la fondazione della struttura per tutelare la conservazione del patrimoniale culturale esperantista, non solo letterario. Al mondo esistono diverse realtà nate con questo fine, tra cui la Biblioteca Nazionale di Esperanto (Massa Carrara) il Museo di Esperanto di Vienna, sede della più grande raccolta di lingue artificiali e di una biblioteca per ricerche di progetti linguistici.  
 
Nella Repubblica Popolare l'Esperanto non è una novità e le notizie degli ultimi mesi confermano un vivo interesse verso un'alternativa all'inglese. Il museo con una superficie di 680 metri quadrati, è il primo sull'esperanto in Cina e il più grande in Asia . Ci sono sei sale esposizioni e un'area multimediale, un piccolo auditorium e l'archivio. Il museo ha finora raccolto 26 mila reperti provenienti da più di 40 paesi e regioni. Il museo, aperto per un periodo di prova nel maggio di quest'anno , il museo ha già accolto circa 7.000 visitatori, tra cui lo scrittore cinese Wang Meng , il presidente del Nuovo Partito Yu Muming (Taiwan), Chen Haosu , e altri dirigenti del ministero cinese dell'Istruzione.