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La Federazione Esperantista Italiana in occasione della Giornata internazionale della donna 2020 saluta tutte le donne. Nel suo ruolo di lingua internazionale per un dialogo diretto e non filtrato tra i cittadini del mondo, l'esperanto è in una posizione unica per aiutare le donne a comunicare, scambiare opinioni e idee e organizzarsi ovunque superando le barriere di distanza e lingua. Le donne, inoltre, hanno da sempre avuto un ruolo importante nella comunità e letteratura esperantista. Oggi occupano posizioni di rilievo, quali ad esempio, la presidenza e la vicepresidenza della Federazione Esperantista Italiana.

Nel mondo è necessario fare ancora molto: parità di retribuzione per pari lavoro, accesso all'istruzione, adeguata assistenza sanitaria, parità di istruzione per ragazze e ragazzi, superamento degli stereotipi - l'elenco potrebbe continuare all'infinito. "Il vero cambiamento", come sottolineano le Nazioni Unite, "è dolorosamente lento per la maggior parte delle donne e delle ragazze di tutto il mondo. Oggi, nessun paese può affermare di aver raggiunto l'uguaglianza di genere". La violenza domestica e pubblica contro le donne continua. Come ha recentemente evidenziato il segretario generale António Guterres ciò che va cambiato non sono le donne, ma "i sistemi che impediscono loro di raggiungere il loro potenziale".

La Federazione Esperantista Italiana esprime la sua solidarietà verso le donne e i movimenti contro la discriminazione nei loro confronti. L'auspicio è che tutti lavorino per creare un futuro in cui tutte le persone saranno trattate con uguale attenzione e rispetto, indipendentemente da lingua, cultura, genere e altre forme di diversità.

La Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sostiene con orgoglio la Giornata internazionale della lingua madre e il suo messaggio di giustizia linguistica per tutti. L'associazione ricorda le parole di Audrey Azoulay, direttore generale dell'UNESCO, che nel 2018 scrisse: "La nostra organizzazione condivide con il movimento esperantista valori comuni: speranza nella costruzione di un mondo pacifico, coesistenza armoniosa tra i popoli, rispetto della diversità culturale, solidarietà oltre i confini".

Le Nazioni Unite e i suoi stati membri hanno chiesto di raggiungere un'istruzione di qualità per tutti come il quarto dei diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Questo scopo può essere raggiunto dando a tutti e a tutte la possibilità di frequentare una scuola con insegnanti qualificati.

La Federazione Esperantista Italiana ricorda che c'è ancora un'altra condizione necessaria: che gli studenti e le studentesse possano ricevere un'istruzione in una lingua che capiscono. Se questo non avviene, si crea uno svantaggio per tutta la vita, negando la positività della frequenza scolastica, dell'insegnamento competente e degli investimenti nelle infrastrutture scolastiche.

Per questo motivo, l'UNESCO ha proclamato la Giornata internazionale della lingua madre il 21 febbraio, celebrata ogni anno. Mira principalmente a sottolineare i benefici educativi dell'uso della madrelingua nelle scuole, in particolare nelle scuole elementari. I bambini imparano a leggere e scrivere più velocemente in una lingua che conoscono pienamente - o, più precisamente, hanno uno svantaggio se devono iniziare l’educazione in una lingua che non conoscono, parzialmente o completamente.

La Giornata della lingua materna ci ricorda anche che in molte parti del mondo, molte lingue mancano di uno status ufficiale, i loro parlanti sono discriminati per questo e i loro valori culturali sono ignorati. La Federazione Esperantista Italiana ribadisce il suo credo e il suo impegno nell'istruzione per tutti, nella giustizia linguistica in ogni aspetto e in un mondo pacifico costruito attraverso l'educazione e la comprensione.

In occasione del 75° anniversario della liberazione di Auschwitz e delle vittime dell'Olocausto, la Federazione Esperantista Italiana (http://www.esperanto.it) rende omaggio alla memoria dei milioni di persone perseguitate e uccise per la loro appartenenza religiosa, culturale o etnica.
Zamenhof, il creatore dell'esperanto, era un ebreo di Bialystok, una città allora parte dell'Impero Russo, oggi della Polonia. Il suo desiderio era che i popoli potessero comunicare e capirsi attraverso una lingua neutrale. Nel 1887 pubblicò a Varsavia il primo opuscolo della lingua internazionale esperanto. Allo scoppio della prima guerra mondiale, lanciò un ultimo e disperato “Appello ai diplomatici”, sottolineando che “ogni paese deve appartenere moralmente e materialmente a tutti i suoi abitanti naturali e naturalizzati, qualsiasi sia la loro lingua, religione o supposta provenienza”.
La Storia, purtroppo, ha avuto un altro corso. Zamenhof si spense a Varsavia nel 1917. Trent’anni più tardi, quasi tutta la sua famiglia veniva sterminata nei campi nazisti. Molti sostenitori dell’esperanto ebbero lo stesso triste destino.
Il ricordo del passato sia, quindi, sempre vivo monito: solo il rispetto dei diritti umani può garantire all'umanità un futuro sostenibile. Perché queste atrocità non si ripetano mai più.

L’8 febbraio 2020, dalle 15:30, nel Museo Cinese in viale S. Martino, Parma, il Gruppo Esperanto Giorgio Canuto presenta "Teo kaj Amo/ Tè e amore", un evento interculturale per la cittadinanza interessata alle culture cinesi e giapponesi. Presentazioni di docenti universitari stranieri appositamente venuti offrono un ricco programma per questo pomeriggio, che fa parte del calendario ufficiale di eventi per Parma Capitale della Cultura 2020. L’evento nasce da una collaborazione con un gruppo di associazioni locali legate al Forum Interreligioso ed è finanziato dalla Federazione Esperantista Italiana.
 
La prima parte del pomeriggio tratta di cultura ed animazione. Alessandra Madella parla dell’uso dell’Esperanto in un’animazione di Norman McLaren, ispirata da un’esperienza di vita in Cina. Du Xin dell’Università Keio (Giappone) mostra come fan cinesi e giapponesi di cartoni animati giapponesi riescono a creare nuovi modi di comunicazione interculturale legati ai propri interessi.
 
Nella seconda parte del programma, docenti del College delle Arti di Kunming introducono alcune delle minoranze etniche della provincia Yunnan nella Cina Sud-Occidentale, per rendere almeno in parte la sua ricchezza culturale. Tan Zhongqi e Yu Mei presentano la cultura e le danze della minoranza Dai, vicina agli abitanti della Thailandia. Zhang Di e Duan Jike portano un cortometraggio sull’opera tradizionale della minoranza Bai. La giovane regista Zheng Nanxi ci mostra due film sulla produzione di tè e caffè da parte di cooperative delle minoranze Yi, Wa e Buyi come forma di resistenza locale contro le grandi corporazioni internazionali.
 
L’evento si apre e si conclude con la degustazione di tè e dolci alle rose cinesi dello Yunnan, la visione di film amatoriali in Esperanto dei concorsi "Teo kaj amo" e "Mia Asocio, Mia Urbo/La mia associazione, la mia città" di Radio Cina Internazionale e l’ascolto di canzoni esperantiste del cantautore uzbeko Gafur Mirzo.
 
È nostro gradito ospite il professor Wolfgang Huemer, docente di filosofia presso l’Università di Parma. Introduce e modera il dott. Luciano Mazzoni Benoni. Fa gli onori di casa il presidente del Gruppo Giorgio Canuto, Padre Gustavo Zanoli.
 
Ingresso libero.
 

Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

Il 20 novembre è un giorno importante: in questo stesso giorno del 1959, quindi esattamente sessant'anni fa, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione dei diritti dell'infanzia. Esattamente trenta anni dopo, nel 1989, l'Assemblea Generale ha proclamato la Convenzione sui diritti dell'infanzia.

Già nel 1954 il 20 novembre era stato istituito come la Giornata Mondiale dell'Infanzia. Questa festa mira a promuovere la solidarietà internazionale, sensibilizzare i bambini di tutto il mondo e rafforzare il benessere dei bambini. La Dichiarazione del 1959 è stata uno dei frutti di questa consapevolezza, così come la Convenzione del 1989. I 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile, adottati dalle Nazioni Unite nel 2015 per stabilire le priorità nel campo dello sviluppo, concentrano particolare attenzione ai bambini, alla loro salute, alla loro istruzione e al loro benessere generale.

La giornata Internazionale della tolleranza, istituita dall'UNESCO nel 1995, viene celebrata il 16 novembre per ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione universale dei diritti umani.

La Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea come la tolleranza sia più importante che mai, trovandoci in un'epoca in cui il mondo deve affrontare sfide e minacce più grandi che mai non solo per l'umanità ma anche per lo stesso pianeta. Sfortunatamente, non esiste un paese al mondo che non provi intolleranza in una forma o nell'altra - per razza, religione, genere e molte altre differenze, che dovrebbero, invece, rafforzarci nella diversità. In molti Paesi l'estremismo politico sta crescendo e l'odio sostituisce la comprensione. La cooperazione sia tra i Paesi sia tra le singole persone e comunità non è mai stata più importante di quanto lo sia oggi.

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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