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E' scomparso Baldur Ragnarsson

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Baldur Ragnarsson

La Federazione Esperantista Italiana comunica la scomparsa di Baldur Ragnarsson, famoso scrittore e poeta esperantista, deceduto il 25 dicembre 2018 a Reykjavik, in Islanda.

Baldur Ragnarsson è nato il 25 agosto 1930 e si avvicinato all'esperanto nel dopoguerra. È stato presidente dell'Associazione Esperantista islandese per molti anni e vice presidente dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto dal 1980 fino 1986.

Una figura importante per la nostra cultura, egli ha presieduto dal 1975 fino al 1985 i Concorsi di belle arti, è stato membro dell'Accademia di Esperanto (istituzioneparagonabile all'Accademia della Crusca per la lingua italiana e all'Académie française per la lingua francese) dal 1979 e nel 2007 è stato scelto dall'Associazione degli Scrittori Esperantisti come candidato per il premio Nobel per la letteratura dopo la morte di William Auld.

In islandese Ragnarsson ha scritto poesie e libri specializzati sulla propria lingua madre. In Esperanto, ha scritto due famose raccolte di poesie: "Gradini senza nome" ed "Esplorazioni", che nel 2007 sono state riunite dalla casa editrice Edistudio nel volume "La lingua serena", che contiene anche tutte le altre poesie pubblicate e tutti i saggi.

Dichiarazione dell‘Associazione Mondiale per l'Esperanto in occasione della Giornata dei diritti umani 2018

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In occasione della Giornata dei Diritti Umani, il 10 dicembre 2018, e della celebrazione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata in tale data nel 1948, L'Associazione Mondiale per l'Esperanto (UEA) si congratula con le Nazioni Unite per la costante difesa dei diritti umani in tutto il mondo, e sottolinea che, più che mai, i popoli del mondo hanno bisogno che i contenuti della dichiarazione siano applicati. Dovunque l'umanità è testimone o vittima di discriminazione (compresa quella linguistica) e dell'uso della violenza invece del dialogo pacifico.

L'Associazione Monfiale per l'Esperanto dichiara la propria solidarietà con i principi dei diritti umani e con le Nazioni Unite nei loro sforzi per attuare questi principi.

"Natura viva, cultura fiorente": il tema del prossimo Mondiale di Esperanto

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Il tema del Congresso Mondiale d'Esperanto è stato scelto dal Consiglio della Associazione Mondiale per l’Esperanto (UEA). La manifestazione si svolgerà a Lahti (Finlandia) dal 20 al 27 luglio 2019. La manifestazione è organizzata ogni anno dall'Associazione Mondiale d'Esperanto in una città diversa, usualmente secondo un principio di alternanza tra Europa e resto del mondo.

Il primo Congresso Mondiale d'Esperanto si è svolto a Boulogne-sur-Mer (Francia) nel 1905, anno immediatamente precedente la fondazione dell'Associazione Esperantista Triestina, una delle più antiche e tutt'ora attive in Italia. Proprio nel capoluogo del Friuli-Venezia Giulia si svolgerà quest’anno l'86esimo Congresso di esperanto in Italia, per la precisione dal 24 al 31 agosto 2019.

Al XV Forum Italradio c'è anche l'esperanto

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L'esperanto sarà presente con un tavolo espositivo a margine del XV Forum Italradio, che si svolgerà mercoledì 12 dicembre 2018 alla Villa Medicea di Coltano (Pisa). Sarà esposto del materiale documentario, per la maggior parte riviste degli anni '20, a testimoniare la stretta e proficua collaborazione fra l'esperanto e le radiotrasmissioni in quegli anni. Il materiale esposto è proveniente dal materiale documentario del Gruppo Esperantista Massese, che andrà poi nella Biblioteca Nazionale di Esperanto, presso l'Archivio di Stato di Massa.

Comunicato per la Giornata dei diritti umani

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Il 10 dicembre è la Giornata dei diritti umani delle Nazioni Unite: proprio in questa data, nel 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Quest'anno si celebrerà il 70° anniversario di questo importante documento. L'Associazione Universale D'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) ricordano che Ludwig Zamenhof, l'iniziatore dell'esperanto, ha ripetutamente enfatizzato l'importanza della piena partecipazione alla vita internazionale secondo il principio dell'uguaglianza e senza alcuna discriminazione religiosa, razziale e linguistica. Questi stessi principi, da lui più volte ripetuti e rilanciati nel suo Appello ai diplomatici (1915) trenta anni dopo hanno trovato un posto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.