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Dal 17 al 24 maggio 2014 San Benedetto del Tronto (AP) ospiterà il 66° congresso internazionale dei ferrovieri esperantisti, organizzato dalla Federazione Internazionale dei Ferrovieri Esperantisti (IFEF - Internacia Fervojista Esperanto-Federacio). L'associazione, nata nel 1909 e ricostituitasi nel 1950, comprende 18 associazioni nazionali, ha oltre 1500 membri e partecipa come membro della UIC (Unione mondiale delle ferrovie) al Progetto Rail Lex (Lessico Ferroviario), all'interno del quale l'Esperanto è uno delle 20 lingue ufficiali.

L'esperanto, nato come lingua internazionale 125 anni fa, si propone come lingua ausiliaria da affiancare alle varie lingue nazionali nel rispetto della diversità delle culture e delle lingue di tutti i popoli. I ferrovieri esperantisti cercano di diffondere la lingua, organizzano corsi ed altri incontri per favorire la corrispondenza e l'amicizia, insieme con la cultura ferroviaria e l'idea della possibile pacifica convivenza internazionale.

La 47° conferenza della Lega Internazionale degli Insegnanti Esperantisti (Internacia Ligo de Esperantistaj Instruistoj, ILEI) celebrerà il 60° anniversario dalla prima risoluzione dell'UNESCO sull'esperanto . Alla luce del piano strategico della Associazione Universale d'Esperanto e del suo principale ĉefmotivo, la giustizia linguistica, l'ILEI valuterà l'importanza di principio di entrambe le risoluzioni sull'Esperanto (Montevideo 1954 e Sofia 1985) ed i loro effetti pratici  con particolare attenzione per le esperienze e le tendenze in America Latina come un continente ospite sia della Conferenza, sia del Congresso Universale.
 
Recentemente è giunta la conferma che l'inaugurazione solenne della 47° conferenza dei ILEI avverrà presso il Palacio Legislativo, sede del Parlamento uruguajano, lunedì 21 luglio 2014. La notizia ha un valore simbolico importante, perché nella stessa struttura si svolse l'Assemblea Generale dell'UNESCO nel 1954, che approvò la prima risuluzione dell'UNESCO sull'esperanto.
 
Oltre alla solenne inaugurazione , il resto del programma della conferenza principalmente prendere posto nell' "Ateneo" di Montevideo, istituzione culturale fondata appena un anno prima della pubblicazione della prima grammatica della lingua internazionale esperanto. L'ultimo giorno di convegno, il 25 luglio , partirà la carovana che raggiungerà Buenos Aires, sede del Congresso Universale di Esperanto 2014. La manifestazione è organizzata con cadenza annuale dall'Associazione Universale d'Esperanto ogni anno in una città diversa secondo il principio dell'alternanza tra Europa e resto del mondo. L'edizione 2015 della manifestazione, la 100esima, si svolgerà a Lille, in Francia, che si trova a poca distanza da Boulogne-sur-Mer, dove nel 1905 gli esperantisti si sono dati appuntamento per la prima volta.
La rivista "Scienca Revuo" (https://scienca-revuo.info) è pubblicato dall'Internacia Scienca Asocio Esperantista (Associazione Internazionale Esperantista Scientifica, ISAE) a partire dal 1949, succedendo alla "Internacia Scienca Revuo" fondata nel 1904. L'ISAE ha ora aperto il suo archivio, mettendolo in rete. Gli articoli ora disponibili sono oltre 2000 e riguardano le annate dal 1949 ai giorni nostri. Motori del progetto sono stati Johannes Mueller (DE) e Mélanie Maradan (CH) e la scansione del materiale è stata possibile grazie alla collaborazione con il Centro Interculturale Herzberg. 
 

La Gioventù Esperantista Italiana oggi domenica 20 aprile 2014 ha rinnovato le cariche sociali dell'associazione durante la tradizionale assemblea annuale, svoltasi a Castelsarda (SS) nell'ambito del Festival Giovanile Internazionale. Il consiglio direttivo eletto risulta composto da Michele Guerriero (Presidente), Emanuele Regano (Vicepresidente), Stefano Di Fermo (Tesoriere), Zuzana Kozuchová, Michael Boris Mandirola, Rachele Conte, Andrea Manfredi, Giulia Cipolletta, Walter Bruno.

 

Michele Gazzola è intervenuto ieri giovedì 27 marzo 2014 come oratore principale con un intervento sulla giustizia linguistica in Europa nell'ambito della conferenza "Translating and Interpreting for our citizens" ("Tradurre ed intepretare per i nostri cittadini"), svoltasi alla Commissione europea di Bruxelles. I lavori sono accessibili su internet (http://ec.europa.eu/dgs/scic/cooperation-with-universities/universities-conferences/18th/index_en.htm)
La manifestazione ha luogo dal 27 al 28 marzo, ed essa è uno dei massimi incontri a livello di politica linguistica dell'Unione a diretto contatto con i dirigenti dei servizi linguistici della Commissione europea. Michele Gazzola è autore di diversi saggi sulla valutazione delle politiche linguistiche. Egli è inoltre segretario dell'Associazione Nitobe per la giustizia e la democrazia linguistica (www.nitobe.it), che ancora una volta mostra la sua capacità di fare sentire la propria voce nei contesti direttamente coinvolti nella promozione della giustizia linguistica in Europa. Un'intervista di Gazzola, in cui si parla anche di esperanto, sarà presto disponibile su youtube.

(AGI) - Washington, 13 mar. - Un nuovo studio sull'evoluzione dei linguaggi tra Nord America e Siberia fa luce sulla migrazione umana dalla Beringia, quella striscia di terraferma tra Kamchatka e Alaska emersa durante l'ultima glaciazione. La ricerca, condotta da Mark Sicoli (Georgetown University) e Gary Holton (University of Alaska Fairbanks), ha analizzato da una prospettiva evolutiva il rapporto tra le lingue del Nord America e della Siberia centrale, e ha scoperto che probabilmente alcuni esseri umani si mossero dal ponte di terra dello stretto di Bering - che durante le ere glaciali del Pleistocne collegava Alaska e Siberia - verso l'Asia centrale mentre altri verso il Nord America. L'indagine si e' concentrata sulle lingue Na-Dene nordamericane e le ienisseiane della Siberia centrale. I risultati hanno rivelato una dispersione precoce delle lingue Na-Dene lungo la costa del Nord America con una migrazione di "ritorno" delle ienisseiane attraverso la Siberia e una successiva dispersione delle Na-Dene nei territori interni nordamericani. Lo studio e' stato pubblicato sul 'Plos One'.
  (AGI) .
Con una conferenza sarà inaugurato venerdì prossimo, 14 marzo,   alle ore 11.00 presso l’Aula Tesi di Scienze Politiche,   Sociolingua , il primo Centro Studi sulla Diversità Linguistica in Italia. Dopo i saluti delle autorità accademiche la conferenza inizierà  con la proiezione del film documentario “Andate sempre avanti, non vi fermate mai! La prima carovana della memoria e della diversità linguistica”. Seguirà, alle 13, presso la mediateca del Centro Studi, una breve presentazione della struttura, del fondo documentario e del programma di attività .
L’iniziativa è promossa dall’Associazione LEM-Italia, impegnata da anni sul fronte della promozione e tutela dei diritti linguistici e delle lingue d’Europa e del Mediterraneo.
“Questa importante struttura - ha sottolineato Giovanni Agresti responsabile del Centro Studi - è ospitata presso l’Università di Teramo per volontà del Magnifico Rettore Luciano D’Amico, che dimostra così di voler dare un innovativo impulso al Polo linguistico dell’ateneo teramano”.
In occasione dell’inaugurazione di Sociolingua saranno conferiti il titolo di «Ambasciatore della diversità linguistica» all’azienda Gelco -  rappresentata dall’attuale direttore Massimiliano Bolognesi -  già vicina al tema dei diritti umani e dal 2008 sostenitrice delle attività di LEM-Italia e un riconoscimento di merito all’ex direttore Salvatore Di Paolo.
Saranno inoltre presenti alcuni rappresentanti delle comunità incontrate nel 2013 dall’Associazione LEM-Italia in occasione della Prima Carovana della memoria e della diversità linguistica, tra cui Pierfranco Bruni del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
 

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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