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Esperanta Civito. La comunità soggetto di diritto internazionale costituita sullo jus sermonis. Mercoledì 12 febbraio 2014, ore 17.00. Salone di Via di Torre Argentina 76 a Roma.

Non esiste solo lo "jus sanguinis" lo "jus soli" o lo "jus fidae" ma le comunità esistono anche in base allo "jus sermonis", ossia alla condivisione di lingua e cultura.

Su tale principio è fondata la Esperanta Civito (detta anche: Civitas esperantica) una collettività sovrana, democratica e federale, fondata alla fine degli anni '90 in Svizzera e strutturata come un soggetto di diritto internazionale senza territorio. L'attuale Konsulo Giorgio Silfer (nella foto) ne parlerà mercoledì 12 febbraio 2014 a Roma (Salone di Via di Torre Argentina 76) insieme a Giorgio Pagano che introdurrà e presiederà l'evento e al vaticanista (e quindi esperto anche di jus fidae) Giuseppe Di Leo.

ATTENZIONE ! Per coloro che non sono a Roma o non possono partecipare di persona l'evento sarà possibile seguirlo in diretta collegandosi all'indirizzo internet http://www.radioradicale.tv/servizio?s=video-3&n=pagano&c=diretta 

La città di Granada ha ospitato dal 24° al 27° di gennaio il primo Congresso Internazionale di Esperanto in Nicaragua, manifestazione a cuihanno partecipato 39 persone - soprattutto giovani - provenienti da 11 paesi. Il tema dell'incontro è stato: "Un mondo migliore è possibile?". Il congresso ha visto, inoltre, la nascita della Associazione Nicaraguense di Esperanto.
Metaforicamente, scopriamo gli ingredienti di questo congresso! In primo luogo, la campagna di informazione. Gli organizzatori, vale a dire Martin Schaffer, segretario generale dell'Associazione Universale d'Esperanto, e Uriel Gurdian, giovane dirigenteche hanno saputo far conoscere l'esperanto ed il congresso anche attraverso i media del paese centroamericano.  Al fine di dare l'opportunità ai nuovi sostenitori della lingua esperanto, è stato ideato anche uno speciale corso di formazione degli attivisti, a cura di Veronika Poor. In secondo luogo, insegnamento. Tappe fondamentali sono stati i corsi e gli esami presso l'Università Nazionale Autonoma del Nicaragua (UNAN) a Managua, e la partecipazione globale agli esami internazionali di esperanto. Prima del congresso si sono svolte 3 settimane di lezioni intensive guidate da Julián Hernández. Infine, il programma della manifestazione è stato di ottimo livello.
 
Carlo Minnaja sarà il nuovo capo redattore della rivista "Literatura Foiro" (LF) per il 2014, con il sostegno di Perla Martinelli per gli aspetti grafici e di Miroslava Kirova come assistente editoriale.  La rivista è stata fondata nel 1970 a Milano dal circolo letterario "La patrolo" (in esperanto: "la pattuglia") ed è stata guidata nell'ordine da Giorgio Silfer (1970-1980), Perla Martinelli (1980-1995), Ljubomir Trifonĉovski (1996-2013). E' anche organo dell'Esperanta PEN-Centro, che a sua volta è sezione del PEN club, associazione e organizzazione internazionale non governativa di scrittori. 
Carlo Minnaja e Perla Martinelli sono tra le persone più competenti per quanto riguarda la letteratura in Esperanto. Entrambi collaborano con LF fin dai primi anni della sua esistenza.
 
Nella toto a fianco: Carlo Minnaja tra Pierluigi Fantelli, Presidente Università Pololare di Padova, e Manuela Toso, Consigliere Comunale della città di Padova. La foto è stata scattata il 20 ottobre 2013 durante i festeggiamenti del centenario del grupppo esperantista locale, di cui Minnaja è Presidente.  Fonte: cristinatoso.wordpress.com
 
La L'Organizzazione della Gioventù Esperantista Mondiale (Tutmonda Esperantista Junulara Organizo - TEJO) ha annunciato che nel 2015 il suo Congresso si terrà a Wiesbaden (Germania), organizzato dalla Gioventù Esperantista Tedesca (Germana E-Junularo) e da quella italiana (Itala E-Junularo). La struttura che ospiterà l'evento dispone di 250 posti letto, 14 saloni di varie dimensioni e spazi per il campeggio. Wiesbaden, una città tedesca di medie dimensioni in una zona collinare facilmente raggiungibile in treno. Inoltre è vicina Francoforte sul Meno, il centro finanziario d'Europa, dove c'è un grande aeroporto internazionale.
La scelta del consiglio direttivo dei giovani esperantisti è felice, considerando anche che, a poca distanza da Wiesbaden, si volgerà in Francia il Congresso Mondiale a Lille (Francia), arrivato all'edizione numero 100. Molte persone, così, avranno la possibilità di partecipare ad entrambe le manifestazioni.
Il 70 ° Congresso della TEJO si svolgerà dal 18 al 25 luglio 2014 a Fortaleza (Brasile). Il tema della manifestazione sarà "esperanto e tecnologia: strumenti per la comunicazione reciproca senza barriere in tutto il mondo". 
 

La Commissione Africana dell’Associazione Universale d'Esperanto per la Fondazione Afriko ha potuto fare un altro passo sulla strada della diffusione, dell'istruzione e della rivitalizzazione dell’Esperanto in molti paesi africani. Questo passo è potuto realizzarsi anche grazie al grande aiuto, sia da parte di persone singole che di organizzazioni, sotto forma di sostegno diretto ai progetti fatti da esperantisti in Africa.
Nel Benin, la rivista "Le potentiel" ha pubblicato articoli sul quinto Congresso Africano, mentre la radio Tokpa la trasmesso su di esso per diversi giorni. Nella Repubblica Democratica del Congo il movimento ha avuto la possibilità di far sentire una trasmissione in esperanto e inglese attraverso le onde della radio nazionale (FM 100 MHz) ogni sabato. Il movimento nel Madagascar ha preparato una nuova pagina web: <www.malagasio.org>. Nel Togo si è compiuto passi in avanti a favore della lingua iniziata da L. Zamenhof nella maggiore università statale della capitale Lomé e si è anche preso parte ad un programma televisivo. Il programma può essere visto in http://www.youtube.com/watch?v=D5LhPXUkXNg&feature=youtu.be. La rivista "Babilanto", promossa e pubblicata dal sig. Adjévi Adjè, è uscita quattro volte. Il bollettino della Commissione "Esperanto in Africa" ​​è apparso due volte sotto la redazione di Jean Codjo. Attraverso la gestione di quest'ultimo, www.esperanto-afriko è diventato più ricco anche di notizie sull’Azione Africana e la Pagina Africana su Facebook è stata aggiornata con aggiunte di nuovi soci durante l'anno.

 

“In media scompare una lingua ogni due settimane, e l'Africa è il continente più a rischio” ha scritto José Eduardo Agualusa in un articolo del 2011 sull'evoluzione delle lingue in Angola. Tuttavia l'anno scorso sono state create una quantità di piattaforme online per proteggere proprio le lingue nazionali.

L'Angola è un paese plurilingue [it], con sei lingue africane riconosciute come lingue ufficiali nazionali insieme al portoghese. Oltre ciò, si stima che 37 lingue e 50 dialetti siano correntemente parlati nel paese. Alla fine dell'ottobre 2013 il blog Círculo Angolano Intelectual ha presentato una relazione [pt, come i link successivi salvo diversa indicazione] secondo la quale il 30% degli angolani (quasi 8,5 milioni) “parla solo lingue nazionali che non sono incluse in alcun programma educativo o sociale”, aggiungendo che:

isto é mais um dos factores que gera exclusão social.

questo è uno dei fattori che provocano esclusione sociale

In un articolo di Agualusa [it] pubblicato da Casa das Africas, un istituto per la formazione e gli studi nella società africana di São Paulo, il prestigioso autore guarda a una “proposta di pace” per la coesistenza tra idiomi nazionali e lingua portoghese (“lingua madre contro lingua matrigna”) e si chiede:

Porquê que é que em Angola, país de muitas línguas, os escritores apenas utilizam o português?

Perché mai in Angola, un paese di molte lingue, gli scrittori parlano solo portoghese?


Cinque modi per fare domande in Kimbundo, fonte pagina Facebook Evalina.

 Come tentativi di controbilanciare il fenomeno, per tutto il 2013 sono state create molte iniziative online soprattutto da giovani che vedono nelle nuove tecnologie un ottimo strumento di promozione e protezione delle lingue nazionali.

Uno di questi progetti si chiama Evalina, che mira a promuovere l'apprendimento delle lingue nazionali angolane in modo innovativo, ma è ancora in fase iniziale.

La piattaforma è stata creata nel maggio 2013 da Joel Epalanga, un project manager nel settore delle telecomunicazioni, in seguito all'osservazione di un grande divario che i giovani devono affrontare quando imparano le lingue nazionali. La proposta è stata spiegata in un'intervista sulla rivista Jovens da Banda:

[para que] os jovens, que hoje em dia gastam boa parte do seu tempo livre na internet, pudessem dedicar algumas horas para aprender um pouco a (sua) língua nacional de preferência.

[così che] le giovani generazioni, che in questi tempi passano gran parte del loro tempo libero su internet, possano dedicare un po’ di tempo all'apprendimento di una loro lingua nazionale a scelta.

Evalina prevede anche una pagina Facebook dove sono condivisi stimoli all'apprendimento e lezioni. Al momento attuale, la pagina presenta articoli e lezioni inUmbundu [it], la seconda lingua più parlata dopo il portoghese, e in Kimbundo [en].

 

 

 

Nel febbraio del 2013, una piattaforma di slang angolano, Kallun, era già stata condivisa su Global Voices. Il progetto ha come obiettivo quello di “creare uno spazio dove le forme dello slang (angolano) e del linguaggio colloquiale sono spiegate così che tutti possano capirle”, e usa i social network per promuovere la condivisione e l'apprendimento in maniera informale.

Un altro progetto importante è il Dizionario Ngola Yetu, un traduttore online dalle lingue angolane nazionali “sviluppato con l'obiettivo di rinforzare la cultura angolana e diffonderne l'uso tra la popolazione più giovane”. Con un layout grafico semplice e intuitivo che si rifà a Google Translate, questo dizionario funziona da motore di ricerca dalle lingue Kilongo, Kimbundo, Umbundo verso il portoghese. Il progetto si serve inoltre di Facebook e Twitter per interagire con gli utenti.

Per la difesa della madrelingua

L'importanza dell'inclusione delle lingue nazionali nell'insegnamento è riconosciuta parimenti dalle istituzioni e dalle accademie. A metà giugno 2013 il portale angolanoMwelo Weto ha pubblicato un'intervista con Daniel Peres Sasuku, un linguista angolano e docente nella Facoltà di Arti dell'Università Agostinho Neto, il quale sostiene a gran voce la priorità dell'insegnamento delle lingue nazionali:

Pensamos, de igual modo que a implementação dessas línguas no ensino é uma forma mais concreta de seu resgate e preservação enquanto patrimônio cultural dos angolanos

Pensiamo che l'inclusione di queste lingue nell'insegnamento sia il mezzo più concreto per salvarle e preservarle come patrimonio culturale della popolazione angolana.

Anche il Forum Regionale per lo Sviluppo dell'Università (FORDU) appoggia l'idea che le lingue nazionali debbano essere materie d'insegnamento obbligatorie nelle scuole. Tra le considerazioni che sono state fatte in seguito a un dibattito organizzato dal Forum lo scorso aprile 2013, che aveva per tema “le lingue nazionali come vera eredità identitaria della popolazione angolana”, emerge questa:

Angola continua uma sociedade plural do ponto de vista das línguas, tradições, cultura (diversidade cultural) tal situação faz de Angola um País rico em cultura, mas precisa política séria de promover as Línguas todas e dar maior grandeza nas Línguas Nacionais, principalmente as mais faladas como Umbundo.

L'Angola continua a essere una società plurale dal punto di vista di lingue, tradizioni e diversità culturale. La situazione rende l'Angola un Paese ricco di cultura, ma servono politiche serie per promuovere tutte le Lingue e dare maggiore risalto a quelle nazionali, soprattutto quelle più parlate come l'Umbundo.

Tra il 2004 e il 2010 è stato attuato e portato avanti un procedimento per introdurre sette lingue nazionali in un certo numero di scuole del paese. Nel settembre del 2013 il Ministero dell'Educazione ha dichiarato che è stata pianificata l'estensione dell'apprendimento delle lingue nazionali in tutte le scuole primarie. Un progetto di legge sullo Statuto delle Lingue Nazionali in Angola ”per promuovere integrazione sociale e rafforzare l'unità nella diversità etnolinguistica” è nella sua fase di perfezionamento.

Nel frattempo alcuni artisti – soprattutto cantanti – hanno raccomandato e sponsorizzato l'uso delle lingue nazionali all'interno delle proprie canzoni.

 

 

Una lingua franca che mescola inglese, creolo e portoghese
Lagos (TMNews) - Il pidgin, esperanto pratico d'Africa. Un miscuglio d'inglese, di altre lingue, di espressioni prese dalla strada, il "pidgin english" è un retaggio della onnipresente colonizzazione britannica. Come in Nigeria, un paese di 170 milioni di abitanti, dove coabitano centinaia di lingue diverse. Qui un melange d'inglese, di creolo giunto dai Caraibi, di portoghese portato dai marinai dell'Accademia navale di Enrico il Navigatore, sta mettendo in pericolo le lingue indigene.Wazobia FM è una delle radio più ascoltate del paese. Anche perché utilizza questa lingua franca. Come spiega DJ Yaw."Per potere raggiungere chiunque bisogna parlare una lingua comune. E noi gli diamo l'inglese rammendato del pidgin perché ci si possa capire facilmente".L'inglese, quello vero, è la lingua ufficiale in Nigeria, ex colonia britannica, ma viene percepito come troppo elitario. E così il pidgin complica la vita dei professori d'inglese."Quando parlano tra loro, sottolinea Benedicta Esanjumi insegnante al liceo Jomal, i nostri allievi parlano il pidgin perché è molto più facile. Ma così ci troviamo costretti a correggerli continuamente. A livello di inglese scritto poi, è un vero disastro".Minacciate però sono soprattutto le lingue autoctone, come l'igbo, l'haoussa e lo yoruba. Anche per la mancanza d'insegnanti qualificati. Per correre ai ripari, in questa scuola i bambini imparano l'igbo con l'ausilio delle nuove tecnologie. L'apprendimento diventa così più divertente, con la speranza di salvaguardare la ricca diversità linguistica della Nigeria.

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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