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La lingua esperanto, la lingua internazionale lanciata nel 1887 dal polacco Zamenhof, vive ed è utilizzata nella vita reale e soprattutto in rete: la sua Wikipedia ha raggiunto quota 250.000 articoli. La sua prima versione è stata pubblicata il 2 gennaio 2002 con più di 300 pagine grazie all'opera di Chuck Smith, Jerry Muelver e Stephen Kalb.

Gli articoli sono liberamente modificabili e recentemente oltre 300 utenti modificano i contenuti della Wikipedia in esperanto ogni mese. I volontari di Wikipedia continuano ad aggiungere nuove voci e contemporaneamente a espandere e aumentare le risorse esistenti. L'intero progetto è possibile solo grazie alla collaborazione immediata su Internet e a molti volontari.

La Wikipedia in esperanto si posiziona alla 32a posizione tra le altre enciclopedie per numero di articoli. Vicino al basco (che ha circa 45 mila voci in più), il bulgaro e l'armeno (5 mila in meno) si stanno avvicinando rapidamente. Ma la quantità di articoli è importante ma non è tutto. Considerata la qualità dei 1.000 articoli più importanti, l'enciclopedia in esperanto si trova in un ottimo 16° posto. Nel movimento globale la Wikipedia nella lingua lanciata da Zamenhof viene valutata positivamente, in quanto è stato fondata molto presto, unisce una comunità significativa ed è anche ufficialmente rappresentata dall'associazione Esperanto e libera conoscenza (Eliso).

Sono felice di poter indirizzare queste parole di sostegno ai partecipanti del 103° Congresso Universale dell'UEA. Avete l'opportunità di riunirvi in questa bellissima città di Lisbona, una città con una grande storia, che fu eretta al crocevia di diverse culture, una città aperta al mondo, all'estremità occidentale della penisola iberica. Non ho dubbi che questa cornice eccezionale riuscirà ad ispirarvi degli interscambi fruttuosi. Come sapete, l'UNESCO sostiene l’insegnamento dell'esperanto da molti anni. E' noto che la nostra Organizzazione condivide con il Movimento esperantista dei valori comuni: la speranza nella costruzione di un mondo in pace, la coesistenza armoniosa tra i popoli, il rispetto della diversità culturale, la solidarietà oltre le frontiere. Il cemento di tutti questi valori è la capacità di dialogare, ascoltare, condividere. Le lingue sono il vettore che rende possibile questo dialogo; esse costituiscono quindi lo strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi che noi dobbiamo concretizzare, come anche per difendere i nostri valori.

Si aprirà domani sabato 18 agosto 2018 a San Marino l'85° congresso italiano di esperanto in Italia sul tema “San Marino ed esperanto: piccole comunità e grandi valori”. Alla manifestazione, della durata di una settimana ed organizzata dalla Federazione Esperantista Italiana, parteciperanno delegati da 40 Paesi.

Il programma prevede eventi aperti al pubblico, che potranno essere un modo anche per avvicinarsi alla cultura esperantista, anche attraverso la musica. Domenica 19 agosto presso il Campo Bruno Reffi la cittadinanza si potrà così intrattenere ascoltando la musica di Jomo, al secolo Jean-Marc Leclercq. Il cantante è noto per essere entrato nel Guinness Dei Primati nel 2000 e sette anni più tardi ha perfezionato il proprio record presentando 25 canzoni in altrettante lingue diverse nell'ambito dello stesso concerto. Il giorno seguente sempre al Campo Bruno Reffi si esibirà Maria Grazia Barboni, che darà voce alle canzoni di De Andre' in esperanto.

L'esperanto è una lingua diffusasi per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente. Domenica 19 agosto nel Salone Ciccanti inizierà un corso per principianti guidato da Emanuele Regano.

Il 26 luglio 1887, a Varsavia, veniva pubblicato il primo libro nella lingua internazionale esperanto. In questa riccorenza le Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importanza dei diritti linguistici dell'uomo e la necessità di politiche a protezione di essi. Lo scopo dell’esperanto è di essere usato per contatti fra persone di lingue diverse, che così si parlerebbero su un piede di parità. Nessuno si arroghi il diritto di sentirsi superiore a un altro.

La Federazione Esperantista Italiana invita a festeggiare il 26 luglio come la giornata della parità linguistica, e quindi di relazioni giuste fra culture, popoli, etnie.

La comunicazione è equa quando tutti i partecipanti dispongono delle stesse competenze linguistiche. É ovvio che, se alcuni hanno il diritto di parlare nella propria lingua materna mentre altri devono usare una lingua materna altrui, non c'è parità.

Martedì 10 luglio 2018 (h. 17.00) presso la sala Alberoni della Biblioteca Di Stato di San Marino si svolgerà la conferenza “Una grande personalità dell’UNESCO: Ludovico Lazzaro Zamenhof e i pionieri dell’esperanto a San Marino nel primo ‘900“. La manifestazione, a cura degli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino e della Federazione Esperantista Italiana (FEI), fa parte dei festeggiamenti per il decennale dell’iscrizione dei centri storici di San Marino e di Borgo Maggiore, insieme al Monte Titano, alla prestigiosa Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Ludovico Zamenhof è stato riconosciuto nel 1959 dall'Unesco come “una delle grandi personalità dell'Umanità” ed è ricordato principalmente come l’iniziatore della lingua esperanto, parlata tuttora una viva comunità in tutto il mondo. Egli era, inoltre, fautore della fratellanza universale e, allo scoppio della Prima guerra mondiale, lanciò il suo “Appello ai diplomatici”, sottolineando che “ogni paese deve appartenere moralmente e materialmente a tutti i suoi abitanti naturali e naturalizzati, qualsiasi sia la loro lingua, religione o supposta provenienza”.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 20 giugno Giornata mondiale dei rifugiati. In questa occasione, si ricordano in particolare i molti milioni di persone cacciate dalle loro case a causa di guerre, violenze e disastri naturali. L'Associazione Universale d'Esperanto solidariamente con molte altre organizzazioni richiama l'attenzione sulla necessità di una cooperazione internazionale per soddisfare i bisogni dei rifugiati e lavorare per il loro ritorno tranquillo e sicuro nei luoghi di origine, o offrire loro asilo in Paesi in cui essi si trovano senza colpa e non per scelta. Tra le molte questioni che sono più difficili da affrontare c'è il problema linguistico: molti di questi si trovano in situazioni in cui non possono comunicare con le persone circostanti, inclusi funzionari governativi, professori, medici e psicologi. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2018, chiediamo a governi, organizzazioni non governative, e in modo particolare alle Nazioni Unite di ocuparsi di questioni linguistiche in modo più diretto e secondo i principi di giustizia linguistica, non discriminazione e simpatia umanitaria.
Giovedì 31 Maggio 2018 a Massa in Via Benedetto Croce (ore 10:00, dietro il tribunale) verrà intitolata una strada ai fratelli Catina e Mario Dazzini. Il programma prevede, dopo l'esecuzione dell'Inno di Mameli eseguito dagli alunni della Scuola Primaria “Vallerga” di Massa ed i saluti delle Autorità, l'inaugurazione della targa. Massa, città in cui è attivo il Gruppo Esperantista Massese, ospita la Biblioteca Nazionale di esperanto, che nacque proprio da Catina e Mario Dazzini, che ne proposero la costituzione negli anni '50. La raccolta, tuttavia, ebbe inizio nel 1972, quando Mario Dazzini ricevette a prima grammatica di lingua esperanto pubblicata in Italia, ad opera del cremasco Daniele Marignoni, in dono da parte del linguista Bruno Migliorini e di suo fratello Elio. Nel marzo 1994 la Biblioteca vennero donati allo Stato e all'amministrazione archivistica del Ministero per i beni culturali e ambientali. Nell'Archivio di Stato (Via Sforza 3), che ora ospita la biblioteca, alle ore 15.30 si terrà il Convegno “Raccontami ancora un paesaggio” con ingresso libero.

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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