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Si aprirà domani sabato 18 agosto 2018 a San Marino l'85° congresso italiano di esperanto in Italia sul tema “San Marino ed esperanto: piccole comunità e grandi valori”. Alla manifestazione, della durata di una settimana ed organizzata dalla Federazione Esperantista Italiana, parteciperanno delegati da 40 Paesi.

Il programma prevede eventi aperti al pubblico, che potranno essere un modo anche per avvicinarsi alla cultura esperantista, anche attraverso la musica. Domenica 19 agosto presso il Campo Bruno Reffi la cittadinanza si potrà così intrattenere ascoltando la musica di Jomo, al secolo Jean-Marc Leclercq. Il cantante è noto per essere entrato nel Guinness Dei Primati nel 2000 e sette anni più tardi ha perfezionato il proprio record presentando 25 canzoni in altrettante lingue diverse nell'ambito dello stesso concerto. Il giorno seguente sempre al Campo Bruno Reffi si esibirà Maria Grazia Barboni, che darà voce alle canzoni di De Andre' in esperanto.

L'esperanto è una lingua diffusasi per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente. Domenica 19 agosto nel Salone Ciccanti inizierà un corso per principianti guidato da Emanuele Regano.

Il 26 luglio 1887, a Varsavia, veniva pubblicato il primo libro nella lingua internazionale esperanto. In questa riccorenza le Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importanza dei diritti linguistici dell'uomo e la necessità di politiche a protezione di essi. Lo scopo dell’esperanto è di essere usato per contatti fra persone di lingue diverse, che così si parlerebbero su un piede di parità. Nessuno si arroghi il diritto di sentirsi superiore a un altro.

La Federazione Esperantista Italiana invita a festeggiare il 26 luglio come la giornata della parità linguistica, e quindi di relazioni giuste fra culture, popoli, etnie.

La comunicazione è equa quando tutti i partecipanti dispongono delle stesse competenze linguistiche. É ovvio che, se alcuni hanno il diritto di parlare nella propria lingua materna mentre altri devono usare una lingua materna altrui, non c'è parità.

Martedì 10 luglio 2018 (h. 17.00) presso la sala Alberoni della Biblioteca Di Stato di San Marino si svolgerà la conferenza “Una grande personalità dell’UNESCO: Ludovico Lazzaro Zamenhof e i pionieri dell’esperanto a San Marino nel primo ‘900“. La manifestazione, a cura degli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino e della Federazione Esperantista Italiana (FEI), fa parte dei festeggiamenti per il decennale dell’iscrizione dei centri storici di San Marino e di Borgo Maggiore, insieme al Monte Titano, alla prestigiosa Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Ludovico Zamenhof è stato riconosciuto nel 1959 dall'Unesco come “una delle grandi personalità dell'Umanità” ed è ricordato principalmente come l’iniziatore della lingua esperanto, parlata tuttora una viva comunità in tutto il mondo. Egli era, inoltre, fautore della fratellanza universale e, allo scoppio della Prima guerra mondiale, lanciò il suo “Appello ai diplomatici”, sottolineando che “ogni paese deve appartenere moralmente e materialmente a tutti i suoi abitanti naturali e naturalizzati, qualsiasi sia la loro lingua, religione o supposta provenienza”.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 20 giugno Giornata mondiale dei rifugiati. In questa occasione, si ricordano in particolare i molti milioni di persone cacciate dalle loro case a causa di guerre, violenze e disastri naturali. L'Associazione Universale d'Esperanto solidariamente con molte altre organizzazioni richiama l'attenzione sulla necessità di una cooperazione internazionale per soddisfare i bisogni dei rifugiati e lavorare per il loro ritorno tranquillo e sicuro nei luoghi di origine, o offrire loro asilo in Paesi in cui essi si trovano senza colpa e non per scelta. Tra le molte questioni che sono più difficili da affrontare c'è il problema linguistico: molti di questi si trovano in situazioni in cui non possono comunicare con le persone circostanti, inclusi funzionari governativi, professori, medici e psicologi. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2018, chiediamo a governi, organizzazioni non governative, e in modo particolare alle Nazioni Unite di ocuparsi di questioni linguistiche in modo più diretto e secondo i principi di giustizia linguistica, non discriminazione e simpatia umanitaria.
Giovedì 31 Maggio 2018 a Massa in Via Benedetto Croce (ore 10:00, dietro il tribunale) verrà intitolata una strada ai fratelli Catina e Mario Dazzini. Il programma prevede, dopo l'esecuzione dell'Inno di Mameli eseguito dagli alunni della Scuola Primaria “Vallerga” di Massa ed i saluti delle Autorità, l'inaugurazione della targa. Massa, città in cui è attivo il Gruppo Esperantista Massese, ospita la Biblioteca Nazionale di esperanto, che nacque proprio da Catina e Mario Dazzini, che ne proposero la costituzione negli anni '50. La raccolta, tuttavia, ebbe inizio nel 1972, quando Mario Dazzini ricevette a prima grammatica di lingua esperanto pubblicata in Italia, ad opera del cremasco Daniele Marignoni, in dono da parte del linguista Bruno Migliorini e di suo fratello Elio. Nel marzo 1994 la Biblioteca vennero donati allo Stato e all'amministrazione archivistica del Ministero per i beni culturali e ambientali. Nell'Archivio di Stato (Via Sforza 3), che ora ospita la biblioteca, alle ore 15.30 si terrà il Convegno “Raccontami ancora un paesaggio” con ingresso libero.

Da venerdì 25 a domenica 27 maggio 2018 si svolgerà ad Imperia nel centro storico di Porto Maurizio la XVIIa Edizione della Fiera del Libro - Festival della Cultura Mediterranea. Alla manifestazione parteciperà con diversi contributi anche la Federazione Esperantista Italiana.

Venerdì 25 maggio presso il Caffè del Teatro in via Cascione (h. 18.00) si svolgerà una conferenza su Ludwik Zamenhof e la presentazione del libro "Via Zamenhof, creatore dell'esperanto" del regista e scrittore Roman Dobrzynski. L’opera abbraccia oltre 60 anni di storia europea offrendone un brillante spaccato, dedica molte pagine all'evoluzione dell'esperanto nonché alla vita di Zamenhof, di cui nella prefazione Davide Astori ricorda le celebri parole: "Se non fossi ebreo del ghetto, l'idea di unire oppure no l'umanità non mi avrebbe sfiorato, o almeno non mi avrebbe così costantemente ossessionato durante tutta la mia vita."

La Federazione Esperantista Italiana, come rappresentante in Italia del movimento per la lingua internazionale esperanto e cioè' del movimento per una soluzione equa nel campo della comunicazione internazionale e per il rispetto dei diritti linguistici di tutti a tutti i livelli, sente il dovere di unire la sua voce a quella della Accademia della Crusca nella critica all'azione del Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca per quanto riguarda la costante azione di promozione dell'inglese a danno dell'italiano in Italia. Alcuni mesi fa ci fu la decisione del MIUR di far presentare le domande di partecipazione al “Prin”, il bando per il finanziamento dei progetti universitari di interesse nazionale, obbligatoriamente in inglese, decisione immotivata e lesiva dell'interesse nazionale. Non vogliamo nemmeno soffermarci sull'assurdità della necessaria conoscenza dell'inglese per poter insegnare l'italiano. Adesso si aggiunge un testo, il sillabo sull'educazione all'imprenditorialità, in cui, come asserisce la Crusca, «l'adozione di termini ed espressioni anglicizzanti non è più occasionale. imputabile magari a ingenue velleità di "anglocosmesi", bensì diventa programmatica, organica e assurge a modello su cui improntare la formazione dei giovani italiani » . A ciò si aggiungano le dichiarazioni della ministra Valeria Fedeli: «È sbagliato porre in alternativa l'italiano - il cui valore va non solo difeso, ma anche consolidato e promosso come ha fatto iI Miur - e l'inglese, che ritengo debba diventare lingua obbligatoria fin dalla scuola dell'infanzia, insegnato da docenti madrelingua». Sostanzialmente la ministra afferma che i giovani inglesi dovrebbero venire in Italia ad insegnare l'inglese mentre i giovani italiani dovrebbero continuare ad emigrare a Londra come camerieri, che e' quello che il suo governo ha incentivato negli ultimi anni. Ci sembra che la misura sia colma e che non valga nemmeno la pena di parlare alla ministra di esperanto, in quanto soluzioni eque e tese a tutelare i parlanti di tutte le lingue, compreso l'italiano, non interessino chi segue in questo ed altri campi solo i dettati della Goldman Sachs e simili poteri forti.

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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