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Si è spento il 9 ottobre 2019 a Parigi Louis-Christophe ZALESKI-ZAMENHOF (1925-2019), ingegnere civile e navale, specializzato nella progettazione di strutture in acciaio e calcestruzzo. Era il nipote di Ludovico Zamenhof, ideatore della lingua esperanto.

Nell'ultima fase della sua lunga carriera come ingegnere, Zaleski-Zamenhof ha dimostrato di essere un pioniere nella costruzione di piattaforme per l'estrazione di petrolio dal fondo del mare. Per molti anni ha tenuto conferenze sulla teoria della costruzione presso la Scuola Superiore di architettura di Parigi. È stato anche professore a contratto presso il Politecnico di Milano e ha tenuto conferenze sulla stessa materia in diversi Paesi.

Dopo la sua pensione nel 1993, è stato coinvolto nella consulenza, ha partecipato a conferenze e congressi scientifici, tra cui congressi in esperanto.

Zaleski-Zamenhof ha preso il nome dal nonno Ludovico Zamenhof, che nel 1887 ha presentato al mondo l'esperanto, una lingua ricca e di grande capacità espressiva che si è sviluppata fino ai giorni nostri ed è diffusa in tutto il mondo,parlata in piu’ di 120 paesi da piu’ di due milioni di persone. Era anche cittadino onorario di Białystok, la città polacca di nascita del suo avo.

La Federazione Esperantista Italiana, la maggiore associazione esperantista italiana, esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Louis-Christophe Zaleski-Zamenhof, ingegnere di alto profilo ed esperantista dalle alte qualità umane.

I gruppi esperantisti di Trento e Riva del Garda invitano alla conferenza:

"L'esperanto fra associazionismo e comunicazione internazionale: dai Boy-scouts ai Rotariani, dall'UNESCO al PEN International"

con il prof. Davide Astori, Università di Parma

Trento, 11 settembre 2019
Biblioteca comunale di Trento - via Roma, 55
sala degli affreschi ore 17:30

L’incontro, intende illustrare come l’esperanto oggi, accanto al sogno di diventare la “lingua del mondo”, è strumento concreto di molte realtà, sociali, culturali, religiose, che – con la pratica d’uso – ne mostrano la forte potenzialità comunicativa.

Davide Astori, laurea in lettere indirizzo classico, dottorato in romanistica (LMU – München), diploma in paleografia (Archivio di Stato di Parma), giornalista (albo della Lombardia), dopo aver insegnato ‘Lingua e cultura ebraica’, ‘Lingua araba’ e ‘Sanscrito’, è, dal marzo 2015, professore associato del s.s.d. L-LIN/01 presso l’Università degli Studi di Parma, dove è titolare dei corsi di ‘Linguistica generale’ e ‘Interlinguistica’. Fra gli interessi primari: indoeuropeistica, lingue in contatto, traduttologia, minoranze e politiche linguistiche, interlinguistica.

Si interessa da oltre vent’anni di esperanto, e molto ne ha scritto. Si segnala solo l’ultimo lavoro, ricco di bibliografia: D. Astori, *Due passi in Esperantujo*, Athenauem, Parma 2019.

Per l’anno sociale 2019-20 è presidente del Rotary Club Esperanto Brazil, l’unico club rotariano nel mondo che utilizza tale lingua per le sue attività di servizio, e membro della sezione esperanto del PEN International, associazione mondiale di scrittori, fondata a Londra nel 1921 per promuovere la letteratura e la cooperazione intellettuale tra gli scrittori di tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni:

Web: https://www.esperanto.trento.it/

Il 19 settembre 2020 l'UNESCO organizzerà un festival della pace a Tolosa (Spagna). Le lingue di lavoro di questo festival saranno il francese, l'inglese, lo spagnolo e l'esperanto. Il festival consisterà in gran parte in video di cori di tutto il mondo che cantano per la pace in varie lingue. Per la partecipazione sarà necessario presentare la traduzione dei testi delle canzoni in una delle quattro lingue di lavoro: francese, inglese, spagnolo o esperanto.

L'Associazione Mondiale per l'Esperanto vede il festival come un'importante opportunità per contribuire al raggiungimento degli obiettivi delle Nazioni Unite e per mostrare al pubblico il valore della lingua internazionale Esperanto. Quanti di più saranno i cori saranno raccomandati dagli esperantisti, tanto di più l'esperanto saranno evidente al pubblico l'utilità dell'esperanto e la sua popolarità. L'Associazione Mondiale per l'Esperanto invita le associazioni nazionali, i gruppi locali e gli attivisti a raccomandare i cori, nella speranza che ciascun paese consiglierà almeno un coro.

Se conoscete un coro in grado di realizzare un video di 3 minuti di una canzone per la pace, in qualsiasi lingua (con traduzione del testo in esperanto) o direttamente in esperanto, contattate François Lo Jacomo <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>, rappresentante della UEA presso l'UNESCO e il tesoriere Huang Yinbao <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>, vicepresidente della UEA, responsabile delle relazioni con l'UNESCO.

Andrà in scena a Trieste martedì 27 agosto 2019 alle ore 21.00 lo spettacolo "Esperanto al Castello - Il Doktoro Esperanto", monologo di e con Mario Migliucci. La rappresentazione, che avrà come cornice il Castello di San Giusto - Bastione Rotondo, ruota intorno al tema della non comunicazione e alla figura di Ludovico Zamenhof, l'ideatore dell'esperanto, riconosciuto nel 1959 dall'Unesco come una delle grandi figure dell'umanità. 
 
Lo spettacolo, a ingresso libero, è coorganizzato dal Comune di Trieste - Assessorato alla cultura nell'ambito del progetto SERESTATE 2019 e dall'Associazione esperantista triestina. Il "Doktoro Esperanto", con la regia di Giancarlo Fares, è ispirato al libro "Una voce per il mondo" di Vitaliano Lamberti ed ha debuttato a Roma al Teatro dell’Orologio nel 2007. La rappresentazione è allestita in concomitanza con l'86° congresso italiano di esperanto, che si svolge a Trieste dal 24 al 31 agosto, nelle sale del Savoia Excelsior Palace, con il tema "Multiculturalità e plurilinguismo oggi".
 
"Sinceramente non riesco a ricordare quale sia stata la prima volta in cui abbia sentito pronunciare la parola esperanto", spiega l'autore ed interprete Mario Migliucci. Fino a qualche anno fa l’aspetto più affascinante per me era quello della lingua misteriosa, strana, basata sull’idea di far parlare gli uomini tutti allo stesso modo. Poi ho cominciato a volerne sapere di più per dare vita alla mia idea di racconto e ho scoperto che il sogno non era svanito affatto, e che più di un sogno si trattava di una realtà, stimolante e concretissima ancora per moltissime persone».

Oggi a Trieste è stato ufficialmente inaugurato il congresso italiano di Esperanto, a cui il commissario europeo Vytenis Povilas Andriukaitis ha inviato un suo messaggio di saluto, che riportiamo qui di seguito. La Federazione Esperantista Italiana ringrazia e sottolinea la validità dell'esperanto come mezzo di intercomprensione tra i popoli.

Mi fa molto piacere congratularmi e inviare i miei auguri al comune congresso dell'Unione Esperantista Europea e della Federazione Esperantista Italiana a Trieste. Mi spiace che non mi è stato possibile accettare il vostro cortese invito di essere lì con voi, ma i miei impegni di lavoro non me lo permettono.

L'esperanto progredisce lentamente ma in modo costante. La Polonia e la Croazia hanno formalmente riconosciuto l'esperanto come eredità culturale immateriale di questi stati e dell'Europa. Amici, esperantisti, miei connazionali, lituani, e in Slovacchia stanno dandosi da fare per raggiungere un analogo risultato.

Una delle maniere più efficaci per promuovere l'esperanto è il metodo propedeutico, l'utilizzo di brevi corsi di esperanto per migliorare e spronare lo studio delle lingue in generale. E' generalmente riconosciuto che lo studio di una lingua con risultati positivi favorisce il successivo studio di altre lingue. E' difficile dimostrare che i corsi di esperanto siano più efficaci per migliorare l'apprendimento linguistico rispetto a corsi di altre lingue straniere, ma per noi, che abbiamo studiato l'esperanto, è assolutamente logico. Tale lingua ha una struttura lineare, senza eccezioni, e una grammatica immediatamente comprensibile. Tutte queste caratteristiche contribuiscono ad un rapido apprendimento, e il successo in tale studio contribuisce al successivo apprendimento di altre lingue. E, come si dice, nulla ha maggior successo del successo. Sono soprattutto felice, che il vostro congresso a Trieste prenderà dettagliatamente in esame il progetto di questa regione europea, che ha come scopo il miglioramento del livello linguistico in generale.

L'acceleratore plurilingue è un progetto del programma Erasmus+ finanziato dalla Commissione Europea, in cui nove partner di sei diverse nazioni creano un programma di studio per alunni di otto, nove anni delle scuole elementari in Bulgaria, Croazia e Slovenia. Tale progetto permette ai docenti di lingue straniere di insegnare l'esperanto come lingua propedeutica, per questo è stata scelta con molta attenzione una parte di esperanto con lo scopo di accelerare e migliorare il successivo studio di altre lingue straniere. L'importantissima novità è che il progetto è rivolto agli insegnanti, che non conoscono l'esperanto, e può essere realizzato da loro dopo un tirocinio di una settimana.

Il progetto è ora nella fase finale di svolgimento e tutti i suoi scopi sono stati raggiunti. Dopo una prova sperimentale di un anno in tre scuole elementari sia gli studenti che i loro genitori, e ovviamente gli insegnanti, si sono dichiarati entusiasti per il successo dell'apprendimento. I metodi di insegnamento sono moderni e utilizzano computer facilmente usabili. I ragazzi imparano svolgendo esercizi al computer, dialogando e presentando delle scenette. Al suo completamento, il progetto sarà presentato in otto lingue e quindi utilizzabile in dieci paesi europei. Quindi il nuovo corso annuale potrà potenzialmente raggiungere miglioramenti significativi per l'insegnamento di una seconda o terza lingua nelle scuole, e porterà un significativo contributo alla realizzazione della politica di multilinguismo della UE, approvata dal Consiglio Europeo a Barcellona nel 2002, che tutti i cittadini studino la propria e altre due lingue.

Uno dei più ambiziosi progetti linguistici finanziati dalla Commissione Europea è finito lo scorso anno. Il progetto mobilità e inclusione in un Europa multilingue (MIME) è stato veramente complesso. È durato dal 2014 al 2018, ha coinvolto 22 università in 16 stati europei includendo ricerche di oltre 70 esperti di 11 diverse discipline, dall'economia all'educazione, le finanze, il diritto, scienze politiche, filosofia politica, psicologia, sociologia, sociolinguistica traduzione e geografia urbana. Esso ha prodotto oltre 1500 pagine di relazioni scientifiche e oltre 60 pubblicazioni scientifiche specificatamente dedicate ai risultati del progetto.

La sezione del MIME vademecum dedicata al l'esperanto è particolarmente illuminante e se ne dovrebbe richiedere un'attenta lettura a tutti coloro che hanno un ruolo nell'ideare le politiche dell'educazione. Essa descrive l'esperanto come "una lingua viva con un grande potenziale, che è molto più facilmente imparabile di altre lingue straniere", e "efficace ed espressivo mezzo di comunicazione transnazionale, che permette alti gradi di inclusione". Dichiara chiaramente che "i sistemi educativi non devono ignorare l'esperanto" e formula quattro specifiche raccomandazioni politiche:

  • Le lingue pianificate e l'interlinguistica siano assunti come campi di istruzione e di ricerca nelle università.
  • Bisogna creare materiali didattici professionali per insegnare l'esperanto nelle scuole
  • L'esperanto deve essere proposto come lingua straniera in alcune scuole selezionate in Europa, come parte di un progetto coordinato per constatarne il valore su grande scala e nel tempo. Questo richiederà dei corsi per docenti per ogni scuola partecipante al progetto con norme che ne garantiscano l'alta qualità dell'insegnamento cime per le altre lingue straniere.
  • Ogni evento per il progredire dell esperanto dovrebbe essere accompagnato da una campagna informativa su vasta scala, che renda cosciente il pubblico generale del fatto, che questa lingua è già usata in tutto il mondo regolarmente da persone di diversi ceppi linguistici.

L’importanza della ricerca del MIME non deve essere sottovalutata. È forse la prima volta che così tanti esperti di così tante prestigiose università hanno riconosciuto il valore dell’esperanto. La nostra lingua gioca un ruolo importante, non soltanto nell’educazione Europea, ma anche nel progredire della mobilità ed inclusione, contribuendo decisamente all’integrazione europea. Essa permette ai cittadini europei di utilizzare e valorizzare le proprie lingue, comunicando contemporaneamente in modo facile con tutti gli altri europei. Come ha scritto il brillante poeta esperantista Antoni Grabowski:

"Ed ugualmente fedeli al domestico altare,
Ci sentiamo figli di tutta l'umanità."

Vytenis Povilas Andriukaitis

Sabato 24 agosto 2019 si aprirà a Trieste l'86esimo congresso italiano di Esperanto. La manifestazione, che quest'anno avrà come tema "Multiculturalità e plurilinguismo oggi", è organizzata dalla Federazione Esperantista Italiana.


Il congresso ha un importante valore, non solo culturale: è prevista la partecipazione di 300 delegati dall'Italia e dal mondo. Il programma prevede seminari, tavole rotonde, corsi di Esperanto per principianti e avanzati, un servizio librario con novità editoriali, concerti, spettacoli teatrali ed escursioni.

Gli amanti della filatelia saranno felici di sapere che il pomeriggio del 25 agosto ci sarà anche un annullo postale dedicato alla manifestazione. Sempre nell'ambito del congresso, inoltre, la Federazione Italiana invita la cittadinanza a visitare l’esposizione "Trieste e l’Esperanto – La filatelia nello sviluppo della lingua internazionale a Trieste", che sarà inaugurata già domani venerdì 23 agosto alle 17:00 presso il Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa (Piazza Vittorio Veneto, 1).

Il congresso, patrocinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dai comuni di Trieste e Gorizia, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura Venezia Giulia e dal Club per l’Unesco di Udine, si chiuderà il 31 agosto 2019. Il programma è disponibile all'indirizzo: https://kongreso2019.esperanto.it/programma/

Una lingua oggi festeggia i suoi 132 anni di vita e di costante crescita: è l’esperanto, lanciato il 26 luglio 1887 dal polacco Zamenhof attraverso la pubblicazione di un opuscolo in russo a Varsavia. All’inizio, questa lingua non aveva nemmeno un vero nome. Il libricino si intitolava laconicamente “Lingua internazionale” e venne tradotto in francese, inglese, ecc. Sulla copertina c’era anche lo pseudonimo dell’autore “Dottor Esperanto”, il dottore che spera.

La lingua da allora si è diffusa, nonostante i conflitti mondiali e le persecuzioni da parte dei totalitarismi, per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente. Per abbattere le barriere dell’incomunicabilità tra persone di diversa cultura. Si può apprenderla con lezioni dal vivo presso i gruppi locali, studiandone un libro di grammatica oppure con internet. Oltre i corsi gratuiti offerti dalla Federazione Esperantista Italiana, c’è anche Duolingo.

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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