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Si indice per l’a.a. 2014-2015 la sesta edizione del concorso per la migliore tesi di laurea (triennale e specialistica) in Interlinguistica ed Esperantologia discussa in una università italiana negli ultimi tre anni accademici: il premio è dedicato al Prof. Giorgio Canuto, già magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Parma dal 1950 al 1956 e Presidente Internazionale del Movimento Esperantista dal 1956 al 1960.

Al primo vincitore sarà assegnato un contributo di € 150, e un riassunto del suo lavoro sarà ospitato in forma di articolo sulla rivista Uni-versum. La Giuria si riserva di valutare ulteriori lavori degni di pubblicazione, e trovare loro degna collocazione. La giuria è individuata nelle persone dei Professori Davide Astori, Università di Parma, Presidente; Fabrizio Pennacchietti, Università degli Studi di Torino; Luciano Mazzoni Benoni, Direttore di Uni-versum.

La partecipazione è gratuita.

Si concorre inviando una copia cartacea del lavoro a: Associazione Esperanto “GIORGIO CANUTO”, c/o Luigia Madella Oberrauch, via Prampolini 8 – 43122 PARMA e una digitalizzata a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 15.07.2015.
Per informazioni è possibile telefonare allo: 0521.785582.
L’operato della giuria è inappellabile.
La premiazione è prevista per l’ottobre 2015.

"Fra sepolto tesoro e occulta scienza non c'è gran differenza" recita un famoso proverbio italiano. Se un libro non può essere consultato, in altre parole, è come se non esistesse. Per questo motivo, dopo i documenti relativi alle trasmissioni in esperanto di Radio Roma, l'attenzione dei volontari della Federazione Esperantista Italiana (FEI,  http://disvastigo.esperanto.it) si sta concentrando ora anche sulla rivista "L'esperanto", pubblicata dal 1913 ad oggi con due interruzioni. La prima, dovuta alla rotta di Caporetto, jn quanto la casa editrice, Paolet, aveva sede a San Vito al Tagliamento. La seconda interruzione nel 1939, quando la rivista fu sospesa a causa delle politiche  di restrizione della carta per riviste e giornali prese dal governo fascista.
A causa della grandissima mole di dati, i lavori sono partiti dalla digitalizzazione di un corpus limitato di pubblicazioni. Si tratta dei "Quaderni k" (editi tra il 1975 ed il 1987) e dei più recenti numeri speciali, dai cui titoli (le lingue pericolose, internazionalità della cultura: aspetti linguistici e pedagogici, il valore educativo della lingua internazionale - l'insegnamento delle lingue straniere nella scuola elementare: un esperimento alternativo, ecc..) si può intendere il carattere monografico di questi quaderni. Il progetto ha l'obiettivo di mettere a disposizione del pubblico attraverso il sito internet della FEI una serie di testi utili a meglio conoscere e comprendere il movimento esperantista.
La Gioventù Esperantista Mondiale (Tutmonda Esperantista Junulara Organizo - TEJO) ha annunciato la città che ospiterà il 72° Congresso Giovanile Internazionale (Internacia Junulara Kongreso), che si terrà in Polonia, nella città di Breslavia (in polacco: Wroclaw). Nel centro della Bassa Silesia si è già svolto, lo scorso anno, la Settimana Giovanile Esperantista.
Breslavia ha superato le concorrenti anche in virtù del fatto che nel 2016, anno in cui si svolgerà la manifestazione, sarà capitale europea della cultura e capitale mondiale del libro.
Quest'anno il Congresso Giovanile Internazionale si svolgerà a Wiesbaden, in Germania. 
Il 20 novembre Małgorzata Omilanowska, ministro polacco della cultura e del patrimonio nazionale, ha approvato l'inserimento della lingua Esperanto nel patrimonio culturale immateriale della Polonia. Questo è il risultato degli sforzi avviati da Edmund Wittbrodt, membro del Senato polacco, e il signor Kazimierz Krzyżak, membro del consiglio della sezione polacca del Partito Europa-Democrazia-Esperanto (EDE). L'EDE è è un movimento politico nato nel 2003 che propone l'adozione dell'esperanto come seconda lingua di tutti i paesi membri dell'Unione europea, al fine di facilitare la comunicazione diretta tra gli europei.
 
Il successo attuale è il primo passo verso il riconoscimento come parte del patrimonio culturale immateriale dell'umanità da parte dell'UNESCO della lingua iniziata dal polacco Ludovico Zamenhof. Attualmente l'Associazione Universale di Esperanto (Universala Esperanto-Asocio, UEA) è partner consultivo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura dal 1954, quando l'UNESCO con una risoluzione approvata a Montevideo, ha riconiscutìuto ha riconosciuto che i risultati ottenuti dall'esperanto in materia di scambi culturali coincidono con gli scopi e gli ideali dell'UNESCO. Un ulteriore riconoscimento ancora più esplicito, è giunto nel 1985 con la risoluzione di Sofia, con la quale si chiede "al Direttore Generale di seguire costantemente lo sviluppo dell'esperanto come strumento per una migliore comprensione fra nazioni e culture diverse".
Il servizio di biciclette pubbliche di Varsavia, il più grande dell'Europa orientale, è stato chiamato, dopo attraverso un sondaggio condotto su Internet, “Veturilo" (in lingua Esperanto "veicolo"). Proprio nella capitale polacca, infatti, nel 1887 Ludwig Lejzer Zamenhof ha pubblicato l'Unua libro ("Primo libro") in cui presentava al mondo la sua Lingvo Internacia ("Lingua internazionale"), presto ribattezzata Esperanto ("colui che spera"), lo pseudonimo con cui era firmato il volume.
 
Nel 2016 per la prima volta nella storia del movimento si svolgerà in Slovacchia un Congresso Mondiale di Esperanto, che per la precisione sarà il 101°. La manifestazione si svolgerà a Nitra, città di 80000 abitanti nell'ovest del  Paese. Il direttore generale della Posta slovacca, Tomáš Drucker, ha confermato agli organizzatori della manifestazione l'intenzione di pubblicare per l'occasione. due francobolli nel 2016, anno in cui la Slovacchia ricoprirà anche per la prima volta la presidenza di turno dell'Unione europea.  Andrej Kiska, il Presidente della Repubblica, ha accettato l'invito della Federazione Esperantista Slovacca, ha accordato la sua Alta Protezione al Congresso Universale. 
Il Congresso Mondiale di Esperanto è organizzato con cadenza annuale dall'Associazione Universale d'Esperanto ogni anno in una città diversa, secondo il principio dell'alternanza tra Europa e resto del mondo. Quest'anno la manifestazione si svolgerà a Lille, in Francia, a poca distanza da Boulogne-sur-Mer, dove nel 1905 gli esperantisti si sono dati appuntamento per la prima volta.

Giorgio Canuto: un grande rettore dell’università di Parma e la cerimonia in suo onore del 23 ottobre 2914

Govedì, 23 ottobre, alle ore 11.30, presso l’Aula dei Cavalieri del Palazzo Centrale (via Università 12), si terrà la cerimonia di consegna del V Premio di laurea “Giorgio Canuto” per la migliore tesi di laurea in interlinguistica ed esperantologia. Giorgio Canuto, infatti, era uno scienziato multiforme che oltre che rettore dell’Università di Parma fu anche presidente della Associazione Mondiale di Esperanto.

Quest’anno è stato conferito alla Dott.ssa Antonella Strano.

La cerimonia si aprirà con i saluti di Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice per l’Area Didattica e Servizi agli Studenti, di Giuseppe Gilberto Biondi, Direttore del Dipartimento Antichistica, Lingue, Educazione, Filosofia - A.L.E.F. e di Davide Astori, docente del Dipartimento A.L.E.F. e organizzatore dell’evento.

Nel corso della cerimonia interverrà Luigia Oberrauch Madella, Presidente dell’Associazione Esperanto “G. Canuto” di Parma, che conferirà il premio ad Antonella Strano, laureatasi nel ciclo triennale presso l’Università degli Studi di Palermo con una tesi dal titolo: “L’invenzione linguistica per la comunicazione internazionale e l’esperanto”.

Sarà inoltre presentato, da parte di Michela Lipari, Presidente della Federazione Esperantista Italiana, il volume, dal titolo La Premio «G. Canuto» por magistriĝa disertacio pri Interlingvistiko kaj Esperantologio. Kvin jaroj da (inter)lingvistikaj pliprofundigoj en Parma (D. Astori, a c. di, FEI, Milano 2014), realizzato per l’occasione dei cinque anni di esistenza del Premio.

Chiuderà la mattinata Fiorenzo Toso, socio-linguista dell’università degli Studi di Sassari, con una prolusione che verterà sul tema “La lingua degli altri”.

Seguirà nel pomeriggio, dalle ore 16,30 in Aula B del Plesso D’Azeglio (all’interno del corso di Linguistica generale ma aperto al pubblico), la tavola rotonda “Italiano in Europa: lingua di minoranza?”, cui parteciperanno Augusto Carli, sociolinguista, Università di Reggio-Modena (“Quale(i) lingua(e) per la scienza?”), Michele Giovannini, giurista, Politecnico di Milano (“I perché di una scelta anglofona”), Marco Mezzadri, glottodidatta, Università di Parma (“Un contributo al concetto di ‘lingua veicolare’”) e il già citato Fiorenzo Toso (“Politiche linguistiche: le ragioni della tutela”).

Come si vede alla premiazione della mattina è abbinato un dibattito attualissimo sullo stato della lingua italiana in Italia. Il problema attuale non è piu’ quello di poter o non potere parlare l’italiano a Bruxelles (non paghiamo anche noi i contributi come gli inglesi, i francesi ed i tedeschi?), ma quello di poter utilizzare l’italiano in Italia per tutte le funzioni, quali gli studi universitari. L’italiano tende infatti a scivolare allo status del sardo o del friulano, tollerati in Sardegna e Friuli, purche’ non diano fastidio alla lingua della Repubblica. Lo stesso sta succedendo anche a Milano o a Roma. Vedetevi pure la televisione in italiano, ma non vorrete scrivere una relazione di fisica in italiano? Studiatevi pure Dante in italiano, ma incominciate a studiare le materie in lingua straniera (insegnate ovviamente da stranieri, mentre voi continuerete a fare quello che sapete fare meglio, camerieri, pizzaioli e suonatori di mandolino). Questa “globalizzazione” della scuola dall’asilo alle medie superiori (si chiama CLIL e nessuno ha pensato di dirci che significa: Content and Language Integrated Learning = Insegnamento integrato di materie e lingue) è stata appena giudicata molto negativamente dalla Accademia della Crusca, ma si sa la Crusca è legata alla cultura italiana del passato, dicono i giovani rampanti e snazionalizzati che non vedono l’ora in cui tutti, anche i bidelli, saranno obbligati a parlare solo in inglese con gli altri bidelli, alla faccia dei diritti linguistici dell’uomo.

 

La Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) partecipa alla Giornata europea delle lingue e sottolinea l'importanza dei temi del plurilinguismo, della diversità culturale, dell'intercomprensione tra i popoli e lo studio delle lingue. L'associazione augura buon lavoro a Tibor Navracsics, neo commissario UE con delega a Cultura, Educazione, Gioventù e Cittadinanza, auspicando che il rispetto dei diritti e della democrazia linguistica siano al centro della sua agenda.
 
La recente crisi in Ucraina ha evidenziato - al di là delle speculazioni politiche e degli interessi in gioco - le difficoltà della coesistenza di comunità di cultura diversa e proprio le politiche linguistiche di Kiev sono state tra la cause (o tra i pretesti, a seconda dei punti di vista) che hanno acuito le tensioni tra le parti. L'Ungheria, Paese originario del commissario Tibor Navracsics, e tutta l'Europa, hanno un tesoro immateriale fatto di lingue e culture che va conservato adottando le più opportune politiche.
 
L'associazione ricorda, inoltre, che più volte gli Organi di Giustizia europei hanno riconosciuto la discriminatorietà, ad esempio, della pubblicazione dei bandi esclusivamente in inglese, francese o tedesca con conseguente oggettivo svantaggio per i non madrelingua. La difesa dei diritti linguistici non deve riguardare esclusivamente le minoranze linguistiche ma dev'essere considerato come un elemento volto a costruire l'armonia e la coesione all'interno dell'Unione Europa. Bisogna tutelare, quindi, non solo il basco o il catalano, ma anche l'italiano, il polacco, ecc. abbandonando il modello trilingue .
 
Il rispetto delle culture e delle lingue è uno dei pilastri fondamentali del movimento a sostegno dell'esperanto, diffusosi proprio per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente.
 
La Federazione Esperantista Italiana ricorda al commissario Tibor Navracsics che le lingue sono un importante strumento per la partecipazione dei cittadini alla vita socio-politica e culturale: discriminarne anche solo una equivale a penalizzare severamente l'intera comunità.

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Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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