SARNEN - Franz Enderlin non nasconde la sua sorpresa. La decisione del suo governo di abolire l'offerta della lingua italiana agli studenti che sceglieranno l'opzione specifica per l'anno scolastico 2012/13, in Ticino ha provocato reazioni così decise, che il direttore del dipartimento Formazione e Cultura obvaldese non si aspettava in queste proporzioni.

Mercoledì scorso il Governo ticinese si è addirittura rivolto al presidente del CDPE Isabelle Chassot e al Consigliere federale Didier Burkhalter per sostenere le ragioni della richiesta di mantenere e tutelare l'italiano, lingua federale, anche in Obvaldo.

Per capire le dimensioni della portata di questa scelta, innanzitutto, bisogna annotarsi qualche cifra su questo piccolo cantone della Svizzera centrale. Obvaldo conta in tutto (compresa l'exclave di Engelberg, Horbis, Obermatt e Grafenort) 35mila abitanti. Il suo capoluogo Sarnen, ha gli stessi abitanti di Chiasso, neppure 10mila e la sua unica scuola cantonale conta circa 450 studenti, suddivisi in circa 75 unità per ognuno dei sei anni scolastici previsti per le scuole medie superiori.

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