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Lacrime da campioni: combattere per difendere l'ucraino

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La lingua è un progetto, un successo o un fallimento che mostra chiaramente se si può creare o meno un singolo Stato. Ecco il motivo della protesta in Ucraina.
Ora ho davvero visto tutto: le lacrime negli occhi di Vitalij Klyčko. E la mia lingua madre, quella in cui sto scrivo testo (il russo), è il colpevole. Si può riassumere l'antefatto partendo, ad esempio, dal 3 luglio. Questo è quanto successe: la frangia di destra del Partito delle regioni nella Verchovna Rada, il Consiglio Supremo ucraino, inaspettatamente, non avendo avvertito gli oppositori e anche in assenza del Presidente del Parlamento, ha fatto votare al secondo turno una proposta di legge, emanata nel paese, sulle cosiddette lingue regionali, oltre a quella di Stato. Nella regioni, dove oltre il 10% della popolazione non è di lingua madre ucraina, possono essere studiate tali lingue in qualsiasi scuola, compilare documenti ufficiali e scriverci il proprio cognome sul passaporto (affianco alla versione in alfabeto ucraino). Se la legge sulla "Base delle politiche linguistiche" passerà in maniera definitiva, in 13 dei 27 oblast' ucraini, si potrà utilizzare il russo, ignorando la lingua di Stato, che rimane ufficialmente una sola. Questo, dal punto di vista dell'opposizione, è una vera è propria imboscata. Il fatto è che oltre al russo nella lista delle lingue regionali ci saranno anche l'ungherese, lo yiddish e il tataro di Crimea ma queste preoccupano meno l'opposizione.
Leggi l'articolo di Leonid Bershidskij su cronachelaiche.globalist.it