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Le ipocrisie della lingua

Le lingue, come sappiamo, sono in continuo divenire, si evolvono. Fino a qualche decennio fa l’italiano era tra quelle più conservatrici. Un tedesco, un francese, per dire, difficilmente possono accostarsi a un loro documento letterario del Medioevo o dello stesso Rinascimento: semplicemente non lo comprendono, è un’altra lingua, mentre se noi leggiamo «Chiare, fresche e dolci acque» lo capiamo benissimo, anche se risale a settecento anni fa. Oggi non più, computer e mass-media hanno mutato le forme della comunicazione e accentuato la nostra anglofilia: magari un giorno potremo leggere: «Chiare, fresche e sweet water».

E’ la nostra natura, siamo incostanti, riottosi alla perseveranza, ci piace stupire, apparire spregiudicati, moderni. Si pensi ai matrimoni omosessuali, di cui si fa un gran discutere. Ma come: oggi che il matrimonio è in crisi, che le coppie convivono, quelli vogliono sposarsi? E tuttavia, considerata la brevità dei matrimoni qui in Italia (e il Veneto figura tra i primi della classe), va a finire che quelli gay potrebbero anche risultare i più solidi e duraturi.

Leggi l'articolo di Beppe Gullino - corrieredelveneto.corriere.it