Oggi, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2012-13, la Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia ospita Noam Chomsky, linguista, scienziato, docente al Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, oltre che politologo e sociologo di fama mondiale. Chomsky terrà una prolusione dal titolo "Language and limits of understanding". Proponiamo un articolo di Giovanni Gobber e (dalle ore 10) il saluto che

La figura e la riflessione di Noam Avram Chomsky (Philadelphia, 1928) ha segnato lo sviluppo della linguistica nel secondo Novecento e ha inciso profondamente anche nel riorientamento generale delle scienze "umane", non più ridotte a scienze del comportamento. I suoi primi lavori risalgono agli anni cinquanta; l'opera più nota, Syntactic structures, esce nel 1957; tuttavia, la più importante è The logical structure of linguistic theory, del 1955, ma pubblicata solo nel 1975. In questi contributi il compito della sua indagine è di mostrare "come la complessità delle lingue naturali, in apparenza così straordinaria (formidabile), si possa analizzare in componenti semplici; cioè che questa complessità è il risultato di un'applicazione ripetuta di principî – in sé del tutto semplici – che riguardano la costruzione delle frasi" (The logical structure of linguistic theory, p. 57). In seguito, vengono a caratterizzare la sua ricerca (Cartesian Linguistics, 1970) una serie di domande sul rapporto fra lingua e mente umana: come si spiega la capacità di un parlante di intuire la correttezza di una frase? Come si acquisisce questo "sesto senso" per la struttura? Come mai tutte le lingue presentano aspetti comuni?

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