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Er kikoffe, ovvero l'invadenza dell'anglopovero in un povero Paese (già Paese povero)

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Questo non è  il solito lamento sull'invadenza della lingua inglese nel nostro linguaggio quotidiano. Aspira ad essere un tentativo di meditazione su alcune nostre tendenze nazionali (italian grains, oh yes!) osservate attraverso la spia linguistica. Premettiamo che non abbiamo alcuna prevenzione purista e che seguendo l'impostazione pragmatica della "linea lombarda" (Il Caffé, soprattutto) riteniamo che una lingua abbia il diritto di approvvigionarsi dei termini che gli servono per la proprie necessità comunicative dove ritiene più opportuno: attingendo ai linguaggi speciali o anche fuori dogana, se occorre.

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