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Il «Cherokee» salvato da Google ed Apple

Il dialetto indiano è tra le 57 lingue disponibili in Gmail e dal 2010 è tra i linguaggi disponibili su iPhone e iPad

MILANO - Dalle riserve indiane al web: nella lista delle 57 lingue disponibili per gestire l’account Gmail ha fatto capolino da poco anche il cherokee. La lingua, parlata solo dall’omonimo popolo nativo americano, è l’unica del ceppo irochese del Sud degli Stati Uniti ancora utilizzata. Nella vita di tutti i giorni solo poche persone la usano: la comunità cherokee conta circa 300 mila membri, dei quali solo 20 mila parlano la lingua tradizionale. 

Sul Web, invece, la parlata cherokee è preservata e “sponsorizzata” dai big della Rete. Da pochi giorni l’email di Google ha ampliato l’elenco delle lingue di utilizzo, inserendo anche il cherokee. Ma non è stata una sorpresa: il colosso di Mountain View già nel marzo 2011 aveva introdotto la parlata dei nativi americani fra le lingue a disposizione del motore di ricerca Google. La prima ad avere un occhio di riguardo per il cherokee, però, è stata Apple. Che dal dicembre 2010 l’ha inserita fra le lingue disponibili su iPhone e iPad. Decisioni in controtendenza con l’utilizzo delle lingue su internet, dove le lingue meno parlate rischiano l’estinzione. Secondo lo studio “Europe’s Languages in the Digital Age”, condotto dall’associazione Meta-Net e pubblicato a settembre, le lingue europee meno utilizzate rischiano di sparire a breve dalla Rete. In prima fila ci sono l’islandese, il lettone, il lituano e il maltese. Ma anche l’italiano sarebbe in pericolo. E il cherokee? “Salvato” (per ora) dalle grandi società proprio perché a rischio estinzione: grazie a Google e Apple si cerca di incoraggiare i nativi americani ad utilizzare la lingua tradizionale nella vita di tutti i giorni.