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Una comasca si batte per l’italiano in Svizzera

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Il dibattito oltre frontiera

Maria Antonietta Terzoli in prima linea a Basilea per la lingua di Dante
C’è una comasca che si batte in prima linea per difendere la lingua italiana in Svizzera. È la studiosa di Carlo Emilio Gadda, Maria Antonietta Terzoli, docente di Italianistica all’Università di Basilea. Fa parte del nutrito gruppo di intellettuali che si impegnano a favore della lingua di Dante Alighieri, che è nazionale nella Confederazione ma soffre di complesso d’inferiorità. Il gruppo chiede a gran voce misure concrete di difesa.

Ha lanciato una petizione a margine delle giornate su italianità e plurilinguismo nel municipio e nell’Università di Basilea il 16 e il 17 novembre scorsi. “L’italiano in Svizzera: lusso o necessità?” era il titolo del convegno, mentre la petizione s’intitola “Italicità: non solo Svizzera italiana”. «Il plurilinguismo fu instaurato nel 1848 dai padri della Costituzione della Confederazione Svizzera ed era considerato come irrinunciabile per la coesione del Paese», si legge nel testo che sottolinea la preoccupazione di molti italofoni per il «deprezzamento dell’italiano in Svizzera» che sarebbe «una netta violazione della Costituzione della Confederazione».

Leggi l'articolo di Lorenzo Morandotti - corrierecomo.it