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Convegno a difesa della cultura italiana: "La lingua è una mentalità"

Scritto da radiosapienza.net. Archiviato in Rassegna Stampa

 

Roma. Si è svolto nella giornata di ieri, 8 febbraio, il Convegno Internazionalizzazione delle e nella lingua italiana presso la Sala delle Colonne della Camera dei deputati, promosso dall'Associazione Radicale Esperanto (Esperanto Radikala Asocio). Scopo dell'incontro, difendere la lingua italiana, soprattutto all'indomani della decisione del rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, di insegnare dal 2014 non in lingua italiana, bensì in inglese. 

 
Ad aprire il Convegno, l'On. Marco Beltrandi, che lo scorso 21 dicembre ha presentato alla Camera un disegno di legge, C 5683, circa le disposizioni per la valorizzazione e l'internazionalizzazione della lingua italiana e per l'affermazione dei valori di pace, democrazia, progresso e difesa dell'ecosistema linguistico-culturale attraverso la promozione e l'insegnamento della lingua internazionale denominata esperanto. Tale legge dà risposte precise sia alla difesa e valorizzazione della lingua e delle eccellenze italiane che alla costruzione del federalismo europeo e mondiale, che quindi salvaguardi dal monopolio linguistico anglosassone la diversità delle lingue dei popoli del mondo. Diversità linguistica che in Europa è messa a rischio dall'oligopolio anglo-francese-tedesco. A tal proposito, interessante è stato l'intervento del dottor Paolo Gentili, avvocato dello Stato, patrocinatore della causa davanti la Corte di Giustizia Europea sul bando trilingue. Egli chiarisce che altro è la preparazione professionale e altro è la preparazione linguistica: i concorsi generali per l’assunzione di amministratori e di assistenti presso il parlamento europeo debbono accertare soprattutto la prima, e questo è più facile se si lasciano i candidati liberi di esprimersi nelle lingue che conoscono meglio.
 
Illuminate l'intervento di Nyima Dhondup, Presidente della Comunità Tibetana in Italia, che ha parlato del genocidio linguistico-culturale in Tibet per mano della Cina, intenta a estinguere un'intera cultura con una forte valenza storica. Dal febbraio 2009 all'agosto 2012 sono stati ben 51 i tibetani che si sono immolati in nome della libertà culturale e linguistica del Tibet; di questi, ben 41 sono morti in seguito alle proteste. È rammaricante sapere che i sacrifici dei tibetani non hanno portato ancora a un cambio radicale, a causa sia del silenzio dei media sulla questione che, cosa ancor più grave, delle autorità di Pechino, che non permettono a chiunque di poter entrare in Tibet e non rilasciano i permessi necessari a tutti i giornalisti, tanto che diverse organizzazioni umanitarie hanno manifestato più volte il proprio dissenso.
 
Giovanni Fasanella, giornalista e scrittore, autore del libro Il golpe inglese, partendo proprio dal suo volume e riallacciandosi all'egemonia della lingua inglese in Italia a discapito della lingua madre, ha portato al centro del dibattito il "colpo" ininterrotto da parte della diplomazia britannica nei confronti dell'Italia. Attraverso lo studio approfondito e la presentazione di documenti ora non più secretati negli archivi di Londra, l'autore ha ricostruito il più fedelmente possibile gli eventi storici che hanno caratterizzato le lotte segrete per la supremazia energetica da parte degli stati mondiali. In particolar modo tra Inghilterra e Italia. 
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