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Rassegna stampa

Accisa sull'alcole, il burocratese, i gusti linguistici

Scritto da Ant.Mar. - insuafavella.blogspot.com. Archiviato in Rassegna Stampa

Prendete una bottiglia nuova di grappa o di qualche altro superalcolico. Vi accorgerete che sopra il tappo è incollata una striscia di carta simile a quella che sui trova sui pacchetti di sigarette. Cosa sia questa strisciolina di carta c’è scritto sopra:

“Accisa sull’alcole etilico. Bevande alcoliche contrassegno di stato”

RIMASUGLI: nel linguaggio burocratico (cosiddetto burocratese), una delle declinazioni più brutte e diaboliche della lingua italiana moderna, oltre ai vari giri di parole inutili, c’è la tendenza a usare parole desuete, probabilmente perché si percepiscono come più esatte. Tra le altre caratteristiche tragicomiche di questo linguaggio vi sono alcune piccole forme, ereditate da secoli passati, e oggi talmente in disuso da risultare incomprensibili.

È il caso del lì anteposto alla data: “Roma, lì 27-4-1990”. Oggi si trova sistematicamente con l’accento: è cioè interpretato come indicante il luogo di redazione del docuento. Come dire Roma, proprio lì. In realtà si tratta di un articolo, come si usava secoli orsono, quando i numeri avevano bisogno dell’articolo plurale. Oggi diremmo “i 27 gennaio”, allora dicevano “li 27 gennaro”, come dicevano “li cani”.

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