Corsica chiede coufficialità della sua lingua alla Francia. Ed Eva Klotz (SF) una riforma dell’UE

Importante iniziativa legislativa in Corsica. Per rispondere ai progetti sul futuro istituzionale dell’isola e della sua autonomia, il Consiglio regionale ha elaborato una proposta di legge destinata a mutare la legislazione francese ma, soprattutto, a creare un vero e proprio statuto a parte per la lingua Corsa (parlata persino in Sardegna, come si menziona nel rapporto).
E’ l’esito di un dibattito aperto da 15 mesi, che vede coinvolta la Francia, uno Stato-nazione in cui esiste da sempre una cultura fortemente legata al potere centrale, tanto che il principio di “eguaglianza” è attualmente una imposizione molto forte, che compromette i rapporti tra gli enti locali e il potere dello Stato. Perché per “eguaglianza” lo spirito costituzionale francese non intende il principio dell’unità nella diversità, ma estende semplicemente i caratteri della francofonia a tutti, assimilando e marginalizzando le minoranze.
Si tratta di una situazione simile a quella della Sardegna, che motiva i Corsi ad accusare lo Stato francese di applicare da quasi duecento anni il diritto comune del territorio continentale francofono anche per l’isola, in cui si soffre una condizione di sottosviluppo. Un documento di riforma e anche di protesta dell’accademia Corsa a Parigi venne già presentato nel 2011, sollevando non poche riflessioni sullo stato della bassa sovranità dell’isola.

Leggi l'articolo di Roberto Melis - sanatzione.eu

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