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Rassegna stampa

Ma in che italiano scrivi?

Scritto da Michele Cortellazzo - ilpiccolo.gelocal.it. Archiviato in Rassegna Stampa

L’entrata della Croazia nell’Ue ripropone il problema della traduzione dei linguaggi istituzionali

Nel 2005 è nata a Bruxelles la Rei, Rete per l’eccellenza dell’italiano istituzionale. È un’iniziativa cresciuta dal basso, anche se si appoggia a una struttura istituzionale, il dipartimento italiano della Direzione generale della traduzione della Commissione europea. L’idea è molto semplice: di fronte alle difficoltà di scrivere testi istituzionali giuridicamente corretti ma al tempo stesso accessibili ai cittadini, una strada da percorrere è quella di condividere problemi e soluzioni tra tutti i professionisti che, a diverso titolo e in diversi luoghi, si occupano della redazione di tali testi.

Al giorno d’oggi le norme che regolano la vita di tutti noi (direttive europee, leggi italiane, leggi regionali, ordinanze comunali) costituiscono un insieme amplissimo e complesso di testi, tutti in qualche misura collegati tra di loro. Il punto di partenza è dato dalle direttive europee, che non nascono in italiano, ma sono traduzioni di testi originariamente concepiti in altre lingue.
Si pongono in continuazione problemi terminologici nel trasporre in italiano nuovi principi istituzionali creati in lingue diverse dalla nostra e su uno sfondo istituzionale diverso da quello italiano. E ci sono delicati problemi di armonizzazione tra il lessico e lo stile dei testi europei e quelli dei testi italiani.

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