Niente inglese, siamo italiani tutti a lezione di russo e cinese

Per lavoro o per passione, nel nostro Paese si registra un boom di richieste per imparare gli "idiomi del futuro". La lingua dei britannici invece è in calo e le scuole offrono corsi a prezzi stracciati per recuperare studenti

Siamo tutti russi, arabi e cinesi. C'è Francesco che ha una moglie russa e sogna di riuscire a dirle "ti amo" senza traduttore. E Marco, architetto, che andrà a vivere negli Emirati ma conosce soltanto una parola: shukran. Oppure Lucia, che deve gestire i rapporti con il mercato cinese. Sono solo alcuni dei tantissimi italiani che, negli ultimi mesi, hanno deciso d'investire il loro tempo nello studio di russo, cinese e arabo. 


È già un boom quello degli idiomi di un futuro che, a quanto pare, è già presente. Difficile fare un calcolo esatto, tra corsi privati, lezioni casalinghe e università, ma si stima siano parecchie decine di migliaia. E continuano ad aumentare. I motivi? Il lavoro, per chi ce l'ha e per chi lo cerca. Ma ci si mette anche il cuore: sono sempre più, infatti, i matrimoni misti. E le scuole d'inglese, costrette a combattere la nuova concorrenza, propongono corsi low cost. 

Dal Sant George Institute di Roma non hanno dubbi: "Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento del 40 per cento di iscritti ai corsi di arabo, cinese e russo. La Cina è sempre più forte economicamente ma molti manager arrivano da noi disperati perché i cinesi non parlano inglese e lavorare con loro è impossibile". Precisa Rossanna Fulchini, responsabile della scuola Alce di Bologna: "Quasi sempre è il business a spingere gli italiani verso queste lingue. Chi studia il mandarino o il russo lo fa perché è in qualche modo coinvolto in attività di import-export, ma ci sono anche molti medici che vanno a lavorare in ospedali all'estero". 

Un target giovane è quello segnalato dall'Istituto di lingua russa di Roma: "Le iscrizioni sono salite del 20 per cento e se prima gli studenti si avvicinavano per interesse culturale, adesso lo fanno per completare la loro formazione universitaria con soggiorni studio all'estero". Diversa la fotografia dell'Associazione Italia-Russia di Milano: "L'età dello studente-tipo è tra i 25 e i 40 anni, il motivo è professionale e la crescita d'iscrizioni nell'ultimo anno è stata del 49 per cento". 

Leggi l'articolo di Irene Maria Scalise - repubblica.it

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