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Il Nobel Reinhard Selten, la teoria dei giochi e le aste Umts

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Il Nobel Reinhard Selten, la teoria dei giochi e le aste Umts

 

Che cos'hanno in comune le astruse teorie dei giochi e dell'economia sperimentale con le concretissime aste miliardarie delle frequenze e gli operatori di Telecom? Molto più di quanto non si pensi: il professore tedesco Reinhard Selten, 72 anni, esperantista, Nobel per l'economia 1994 proprio per il suo contributo alla teoria dei giochi (con il celeberrimo John Nash, ispiratore del film A Beautiful Mind , e con John Harsanyi), è impegnato oggi a sviluppare con crescente enfasi i suoi studi nella nuova economia sperimentale. Un ramo dell'economia per cui sono stati appena assegnati i Nobel a Vernon Smith e Daniel Kahneman e di cui Selten si considera un «pioniere» («Il primo paper di Smith sull'argomento è del 1961, il mio del 1959», puntualizza). Ma Selten è anche diventato, proprio per queste conoscenze, consulente di quattro importanti gruppi di telecomunicazioni (in Germania, Gran Bretagna e Olanda) nelle gare per le frequenze. «Tutto è iniziato proprio nel '94 - rivela Selten, di passaggio a Milano allo Iulm - dopo il Nobel per la teoria dei giochi», sotto il cui nome allegro si nasconde un complesso sistema economico-matematico per studiare l'interazione tra soggetti razionali e l'interdipendenza delle loro decisioni, nonché per prevederne il risultato e formulare la migliore strategia. «All'inizio era una teoria basata su assunti di sola razionalità: ma oggi si è dimostrato che la gente e le società sono meno razionali di quanto si pensasse. L'economia sperimentale, che ormai influenza la teoria dei giochi, tiene conto di questa irrazionalità perché studia in laboratorio il comportamento effettivo dei soggetti riproducendo la situazione reale, ad esempio un'asta delle frequenze».

E Selten, che fino al 1994 era considerato un puro economista accademico («Nessuno nell'industria pensava potessi fare qualcosa di utile»), si è trovato a consigliare i top manager dei gruppi su questioni molto concrete. «Non certo sugli aspetti finanziari e di prezzo - mette le mani avanti il professore - ma su questioni strategiche riguardanti la formulazione della proposta per l'asta, la scelta di questo o quel lotto di frequenze, faccende comunque importanti». Qualche nome di società? «Non posso, le teorie sperimentali e dei giochi vengono usate da sempre più aziende che però non amano farlo sapere, è un vantaggio competitivo - dice Selten -. Posso dire che in Germania praticamente tutti mi hanno chiesto come consulente, e ho dovuto scegliere. E che in Usa molte aziende hanno "sperimentalisti" interni o esterni. La Gm, ad esempio». I governi? «In Usa sperimentalisti e teorici dei giochi sono utilizzati come consulenti, in Europa no, da noi pensano di sapere già tutto».