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Assegnati i 'Premi Zamenhof'

ANCONA  Nell'elegante cornice del Teatro delle Muse del capoluogo dorico avrà luogo, oggi 13 dicembre alle ore 21.00, la prima edizione del "Premio Zamenhof  le voci della pace", istituito ed organizzato dalla Federazione Esperantista Italiana, che da un anno ha attivato una sede nelle Marche, diretta dal recanatese Marco Menghini. Il significativo riconoscimento verrà pertanto assegnato: a padre Giulio Albanesi "per il suo impegno in soccorso dei deboli e delle vittime delle lotte tribali in Uganda", all'associazione "Medici senza frontiere" "per l'assistenza ai poveri e alle vittime dei conflitti nei paesi del terzo mondo" ed infine alla "Comunità di Sant'Egidio" di Roma "per l'impegno ecumenico a favore della pace e del dialogo tra le religioni e le culture". L'attribuzione è stata decisa da un apposito comitato d'onore, composto da personalità del mondo della cultura. La rinomata associazione nazionale ha voluto istituire questo premio, intitolato al medico oculista polacco Lazaro Zamenhof (18591917), non solo "perché ha il merito  ci chiarisce il professor Aldo Grassini, presidente nazionale della Federazione  di avere creato l'esperanto, ma anche perché è l' esempio di una vita tutta dedicata all'aiuto dei più deboli e alla difesa dei profondi valori di umanità. Nella società d'oggi, in cui la modernità sembra coincidere con il trionfo dell'individualismo e con il primato dell'economia, mentre il paradigma della potenza pretende di sostituirsi ad ogni altro modello, cancellando le diversità ed omologando culture e civiltà meno forti, la nostra istituzione ritiene necessario fare sentire la propria voce in difesa di quei principi, che da sempre costituiscono l'anima del movimento esperantista". In tale ottica il premio intende così contribuire a promuovere una riflessione a tutto campo sui temi di scottante attualità della pace e della comprensione tra i popoli. "Ogni anno  aggiunge Grassini  esso sarà assegnato a tre cittadini italiani che, operando nel campo della solidarietà internazionale, dello spettacolo o della cultura in genere, abbiano illustrato con la propria attività i valori appunto della pace, dell'amicizia fra i popoli, dell'aiuto agli uomini che vivono in paesi fortunati, della tutela delle culture e delle lingue cosiddette minori". Ai premiati verrà donata una bellissima opera del noto scultore Valeriano Trubbiani, che simboleggia la fraternità tra tutti i popoli. "In essa  conclude Grassini  l'artista ha riportato la stella verde del movimento esperantista, che significa l'anelito alla liberazione dalla schiavitù dell'incomprensione linguistica rappresentato dalla Torre di Babele, mentre dalla sua prigionia fuggono cinque animali, tipici dei cinque continenti, quale simbolo dell'umanità intera".

Andrea Recchioni