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Il ritorno di Gulliver

Scritto da Redazione on .

Ancora nell’orbita di Literatura Mondo gravitava Sándor Szathmari, pure ungherese, residente in quella parte di Ungheria che dopo la fine della prima guerra mondiate aveva optato per la cittadinanza romena, e quindi, appartenente, in questo nuovo stato, ad una minoranza sia etnica che linguistica, mal vista dalla maggioranza romena.; questo l’aveva avvicinato all’esperanto, e addirittura a scrivere un romanzo in esperanto, da tradurre in ungherese in un secondo tempo, come difatti avvenne. Trovò l’ispirazione in un noto romanzo inglese. ! viaggi di Gulliver , con l’intenzione di piegarlo alle proprie esperienze di vita, sia religiose (a sfondo cristiano), sia politiche (per breve tempo era stato comunista). Nasce così Vojaĝo al Kazoĥinio, in cui un nuovo Gulliver racconta in prima persona le sue esperienze dopo un naufragio della sua nave nel 1935, durante la guerra fr Italia ed Etiopia. Questo naufragio lo fa approdare in un’isola scnosciuta, la Kasokhina appunto, nome che nella lingua dei dei “kasokhinesi” significail paese degli uomini che onoscono la quintessenza dell’esssere umano”.La vita dei Kasokhinesi è prganizzata secondo una logica ferrea ognuno produce quanto può, preleva dalla produzione comune quanto gli serve; non ci sono crisi finanziarie, sono rimossi i conflitti; non esistono gerarchie,inon esiste religione, non esiste formalismo; l’eutanasi a è la conclusione normale della vita, i cadaveri saranno poi utilizzatiper le esercitazioni degli studenti di medicina. L l’atto sessuale non porrta piacere, e si pratica solo per garantire la continuità della speci; e i figli apparterranno alla comunità. Quando Gulliver cerca di raccontare eventi della storia umana, incontra una critica spietata: per loro quegli uomini si comportavano in maniera irrazionale, e non ha assolutamente senso interessarsi delle loro gesta, e nemmeno ricordarle, o peggo ancora raccontarle. Gulliver, ahilui, si innamora, e trova una scappatoia: sulla stessa isola vive anche un altro popolo, i “bekhinesi”, lui riceve il permesso di inserirsi fra loro, questi hanno il diritto di vivere sotto il controllo dei kasokhinesi, ma possono dare libero sfogo ai propri sentimenti; superstizioni, riti e e conflitti per futili motivisono la regola. Il romanzo così si snoda fra l’utppia e la satira, a seconda delle persone via via incontrate. Alla fine Gulliver cerca di sedare un conflitto, e viene condannato al rogo; riesce a fuggire portando con sé i suoi appunti, e scrive il romanzo.   

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