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    Lingue minoritarie:con la morte di Hazel Sampson è a rischio l’idioma Klallam

    Scritto da Redazione on . Postato in Rassegna Stampa

    E’ morta qualche giorno alla veneranda età di 103 anni, Hazel Sampson, una delle ultime persone al mondo parlanti in lingua Klallam, l’idioma appartenente ad una tribù di nativi americani del Pacifico nord-orientale. La signora Sampson, deceduta in una clinica di Port Angels, nello stato di Washington, ha usato l’inglese per tutta la vita come seconda lingua, privilegiando sempre la sua lingua nativa, derivante dal ceppo linguistico Salish, una delle ramificazioni delle lingue dei nativi americani, collocabile nella zona degli Stati Uniti nord-occidentali, al confine con il Canada. La lingua Klallam apparteneva a ben quattro tribù della regione con leggere differenze, la signora Sampson era l’ultima superstite di una delle quattro tribù Klallam per la precisione faceva parte del gruppo del Basso Elwha Klallam. Questa divisione in 4 differenti gruppi non è stata mai condivisa dalla signora Sampson, in ogni caso i membri discendenti degli altri “sottogruppi” sono all’incirca 1700, ma la maggior parte di loro non parla correntemente la lingua Klallam, nonostante negli ultimi anni,anche attraverso un’attenta opera di sensibilizzazione, sia stato inserito l’insegnamento del Klallam nelle scuole della regione. Il marito della signora Sampson, il signor Edward Sampson,, scomparso nel 1995, diede un importante contributo alla compilazione del Dizionario Klallam-Inglese, pubblicato soltanto nel 2012. Il progetto, reso possibile grazie al passaggio di una legge che consentiva finanziamenti federali per attività legate alle minoranze linguistiche negli Usa, il Native American Languages ​​Act, fu voluto dal linguista Timothy Montler dell’Università del North Texas e da Jamie Valadez insegnante di lingua Klallam in una scuola superiore di Port Angels.

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