Anna Maria Campogrande, Presidente di Athena, Associazione per la Difesa e la Promozione delle Lingue ufficiali della Comunità Europea, denuncia in un comunicato stampa la situazione delle famiglie italiane che vivono a Bruxelles, ivi incluse quelle dei funzionari europei: "è una situazione diventata drammatica. I tempi in cui l’Italia era considerato un grande Paese a pieno titolo di parità con Francia, Germania e Regno Unito sono tramontati con il lungo regno di Neil Kinnock in seno alla Commissione Europea."

"Attualmente, molti Italiani per far frequentare ai propri figli una scuola italiana, in condizioni accettabili, sono stati costretti a separarsi dalla famuglia e a rimandare moglie e figli in Italia. La stessa Scuola Europea è diventata, in molti casi, difficile da frequentare anche per i figli dei funzionari europei ammessi in una scuola dicentrata nella zona fiamminga, che costringerebbe i bambini a levatacce incredibili e a un viaggio di un’ora per arrivare a destinazione. La politica che sottende queste discriminazioni mira all’iscrizione dei bambini italiani nelle sezioni privileggiate che hanno come lingua madre l’inglese, il francese e il tedesco.
L’Italia non può continuare ad abbandonare alla deriva tutti gli Italiani all’estero con la politica del “fai da te”. È gran tempo che l’Italia diventi un Paese adulto, responsabile nei condronti dei propri cittadini e in particolare di quelli che operano fuori del territorio nazionale, che rappresentano l’Italia negli innumerevoli settori della vita civile e costituiscono i messaggeri della cultura e dell’identità italiana nel mondo.
"E’ necessario e urgente - conclude la Campo grande - che il Governo italiano predisponga e attui, in tempi brevissimi, una politica di Pubblica Istruzione che incorpori tutti gli Italiani all’estero, tramite l’apertura di scuole italiane ovunque esista una comunità italiana. La negligenza di cui sono oggetto i cittadini italiani all’estero non può durare ulteriormente".

News ITALIA PRESS

13/11/07