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Messaggio dell’UEA - Associazione Universale dell’Esperanto, in occasione della Giornata dei Diritti Umani.

Esattamente cento anni fa, il 9 dicembre 1920, undici stati membri della Lega delle Nazioni hanno presentato all’Assemblea un progetto di risoluzione. Il progetto poneva l’attenzione sul bisogno di una soluzione pratica degli ostacoli linguistici che ostacolavano le diverse nazioni, e alludeva ai recenti esperimenti sull’istruzione dell’esperanto nelle scuole. Come risultato, fu richiesta una relazione al vice segretario generale, Inazo Nitobe, ma, nonostante le conclusioni favorevoli della relazione, alla fine la risoluzione non fu approvata.

La presentazione di quel progetto di risoluzione diede tuttavia inizio al collegamento tra il movimento esperantista e le organizzazioni internazionali. Questa vicinanza dura tuttora. Noi siamo fieri riguardo la nostra storia nel sostegno dei diritti umani, della intercomprensione e del nostro costante appoggio al lavoro delle Nazioni Unite. Pregustiamo la continuazione di queste azioni nei prossimi anni.

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Esce su Netflix il film sull'Isola delle Rose

Il regista Sydney Sibilia racconta la repubblica dove si parlava Esperanto

La storia dell'isola-Stato dove l'esperanto era lingua ufficiale diventa un film, dal titolo "L’incredibile storia dell’isola delle Rose", distribuito da Netflix a partire dal 9 dicembre, prodotto da Groenlandia e diretto da Sydney Sibilia, giovane regista della trilogia culto “Smetto quando voglio”. Le vicende riportano gli spettatori indietro nel tempo fino al 1968, anno in cui l'ingegnere bolognese Giorgio Rosa costruì una piccola piattaforma e ne proclamò l'indipendenza.

La Esperanta Respubliko de la Insulo de la Rozoj, pur non riconosciuta da nessun altro Stato, nella sua breve vita (fu occupata e demolita dalle autorità italiane nel 1969) emise anche francobolli e aveva come annullo postale Verda Haveno (Porto Verde). La lingua ufficiale era l'esperanto, vivo e parlato tutt'oggi in tutto il mondo.

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Messaggio dell'Associazione Universale per l’Esperanto in occasione della Giornata delle Nazioni Unite, 24 ottobre 2020

Il 24 ottobre 1945 è la data dell’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite, giorno riconosciuto formalmente come la data di nascita del suddetto organismo internazionale. Settantacinque anni dopo, L’Associazione Universale per l’Esperanto, di cui la Federazione Esperantista Italiana è la sezione italiana, considera quel giorno come uno dei più grandi successi dell'umanità. Attraverso il lavoro delle Nazioni Unite e con la cooperazione dei suoi Stati membri, il mondo ha compiuto passi giganteschi nel campo del rispetto dei diritti umani, del mantenimento della pace e della promozione dello sviluppo sostenibile.


Nonostante gli sforzi delle Nazioni Unite, purtroppo, gli ultimi settantacinque anni non hanno ancora visto la cessazione di tutti i conflitti, il rispetto dei diritti umani in tutto il mondo, o progressi sufficienti per la creazione di un ordine mondiale sostenibile e inclusivo. C’è ancora molto da fare per superare la sfiducia, gli odi e le incomprensioni.
L’Associazione Universale per l’Esperanto e le sue sezioni nazionali sostengono fortemente il lavoro delle Nazioni Unite per trovare soluzioni ai problemi globali, soprattutto nella crisi pandemica che stiamo attraversando. Abbiamo lanciato una campagna sistematica per informare la nostra comunità globale sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e sulla loro importanza, e stiamo moltiplicando i nostri sforzi per mobilitare gli esperantisti in tutto il mondo.


Il raggiungimento di questi obiettivi richiede una comunicazione attiva secondo uno spirito di uguaglianza, lo stesso a cui noi aspiriamo attraverso il nostro uso della lingua internazionale esperanto. La nostra comunità ha sostenuto le Nazioni Unite sin dal suo inizio e continueremo a dare il nostro sostegno, testimoniando come l'uguaglianza di comunicazione sia in grado di promuovere una comprensione equa e sostenibile.

Per la pace in Nagorno Karabah

La Federazione Esperantista Italiana esprime (www.esperanto.it) la sua preoccupazione per la situazione e le tensioni in Nagorno Karabah, sfociate nelle ultime 2 settimane in un conflitto armato con pesanti conseguenze sulla popolazione civile.

Nonostante siano già importanti i risultati raggiunti delle Nazioni Unite durante i primi 75 anni della loro esistenza (risultati della multiforme cooperazione degli Stati membri su questioni di pace, diritti umani e sviluppo, ecc.), sono ancora molte le crisi globali, alimentate da incomprensioni e rivalità nazionali. Quindi  il futuro dell'ONU, e di fatto del nostro pianeta, dipende da una più forte cooperazione multilaterale tra i governi, in cooperazione con la società civile globale.

La risoluzione del Festival Mondiale d'Esperanto, evento svoltosi quest'anno in formato virtuale con la partecipazione di diverse migliaia di persone da 97 paesi e con più di 500 ore di programmi nella lingua internazionale Esperanto, invita tutti a osservare i doveri umani della solidarietà mondiale, della pace e del processo decisionale multilaterale su questioni comuni a tutta l'umanità.

La Federazione Esperantista Italiana incoraggia l'ONU e gli attori interessati alla costruzione della pace negli interessi della salvaguardia della vita umana in Nagorno Karabah e in tutto il mondo. Questo è l'auspicio anche di tutta la comunità esperantista mondiale, che ribadisce la necessità di superare l'odio e costruire il dialogo e la comprensione tra i popoli. 

Salviamo le lingue dal falso progresso

Dal 2001 il 26 settembre è la Giornata europea delle lingue, occasione per sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’apprendimento delle lingue in un'ottica di plurilinguismo e comprensione interculturale.

La lingua esperanto risponde all'esigenza di includere persone e garantire una comunicazione accessibile e sostenibile per tutti. La Federazione Italiana (FEI, www.esperanto.it) partecipa e incoraggia non solo l'insegnamento dell'esperanto ma anche qualsiasi iniziativa che arricchisca le comunità attraverso il plurilinguismo effettivo.

La Federazione Esperantista Italiana sottolinea come sia importante lavorare per preservare la diversità linguistica anche attraverso il contrasto della diffusione del modello dei corsi "solo in inglese" che si sta diffondendo negli atenei italiani. Dietro una facciata di progresso si maschera un pericoloso processo che minaccia di impoverire non solo le lingue meno parlate ma anche tutto il mondo della cultura in generale.

Dichiarazione della Federazione Esperantista Italiana in occasione della Giornata internazionale della Pace 2020

Il tema della Giornata internazionale della Pace di quest'anno, celebrata ogni anno il 21 settembre, è "Costruendo insieme la pace". Nel 2020 ricorre anche il 75° anniversario della fondazione delle Nazioni Unite, istituite secondo la sua Carta, per "salvare le generazioni future dal flagello della guerra".

Il movimento esperantista, di cui la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) è la maggiore espressione in Italia, è una comunità per il dialogo internazionale attraverso la lingua internazionale esperanto, i cui valori fondanti sono conservazione e la promozione della pace. Nell'anno 2020, il Festival mondiale dell'esperanto si è tenuto causa pandemia in formato virtuale con il tema "75 anni delle Nazioni Unite: dialogo e comprensione reciproca in un mondo che cambia". Migliaia di esperti di lingua esperanto provenienti da cento paesi sono stati coinvolti nella discussione, che ha costituito un dialogo diretto e completamente aperto tra pari che trascendeva i continenti. La domanda chiave è stata "Cosa possiamo fare come individui per promuovere la pace e la comprensione e come possiamo aiutare le Nazioni Unite nella ricerca di un mondo migliore, più pacifico e prospero?" Convinti che la pace tra le nazioni parte dal cuore degli individui, gli esperantisti continuano i propri sforzi per porre all'attenzione della società civile la necessità di un dialogo aperto.

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L'Associazione Mondiale per l'Esperanto partner ufficiale di KAEST

La Conferenza sulle applicazioni dell'esperanto nella scienza e nella tecnologia (Konferenco pri Aplikoj de Esperanto en Scienco kaj Tekniko, KAEST) è il più importante evento indipendente sull'uso dell'esperanto per scopi scientifici e professionali. Il primo KAEST ha avuto luogo nel 1978, organizzato dagli esperantisti cechi. Dal 2010 è organizzato dalla società E @ I, che ha co-organizzato con l'Associazione Universale per l'Esperanto (Universala Esperanto Asocio, UEA) e Vinilkosmo il fortunato Congresso Virtuale Mondiale di Esperanto, al quale è ancora possibile partecipare (https://vk.mondafest.net) per usufruire dei contenuti esclusivi fino al 20 nel mese di settembre.

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KAEST 2020: La conferenza 2020 sulle applicazioni dell'esperanto nella scienza e nella tecnologia è virtuale

Dal 1° al 4 ottobre 2020 KAEST (conferenza sulle applicazioni dell'esperanto nella scienza e nella tecnologia) si svolgerà online sulla piattaforma online "Retevent", che ha ospitato questa estate anche il Congresso virtuale dell'UEA e una serie di altri eventi (IJK, SES, VEKI). 

Il tema principale di quest'anno è "Scienza e tecnologia come mezzo per raggiungere uno sviluppo sostenibile". Durante la conferenza virtuale ci saranno lezioni specialistiche in tempo reale con la possibilità di commentare e porre domande ai relatori, tavole rotonde di esperti, corsi di formazione, ecc.

Accanto al tradizionale programma della conferenza scientifica, quest'anno ci sarà anche un seminario AMO dal tema "Realizzare la sostenibilità".

La partecipazione all'evento costa 10 €. Fino al 25 settembre è possibile richiedere l'iscrizione gratuita per la difficile situazione finanziaria. Se si intende tenere una conferenza o condurre una discussione, non bisogna dimenticare di scriverlo sul modulo di registrazione.

(fonte: sezonoj.ru)

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Esperanto e diritti umani: un legame forte e attuale

Ogni anno la comunità esperantista celebra il 15 dicembre, data di nascita di Ludovico Zamenhof, l'autore del primo libro in lingua esperanto. Il 10 dicembre si celebra la Giornata dei diritti umani. Questa è la data del 1948 in cui la Dichiarazione universale dei diritti umani fu accettata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cosa può unire queste due date? Innanzitutto il fatto che già nel 1947 il nuovo statuto dell'Associazione Mondiale per l'Esperanto conteneva una dichiarazione secondo cui il rispetto dei diritti umani è una condizione necessaria per il nostro lavoro come organizzazione non governativa. In secondo luogo il movimento esperantista da sempre promuove la comprensione internazionale, da un lato, e il riconoscimento dei diritti umani universali, dall'altro.

L'esperanto si è diffuso proprio per questo: è una lingua patrimonio di tutta l’umanità e non di un singolo popolo o Paese, attraverso la quale persone di diverse culture possono pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione.

Il richiamo della Carta al "rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, genere, lingua o religione", ci ricorda che l'intolleranza e lo spregio delle differenze linguistiche spesso costituisce la radice della xenofobia e può portare a conflitti violenti tra gli uomini. Questo è il motivo per cui l'Associazione Mondiale per l'Esperanto e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista italiana (www.esperanto.it) promuovono l'uso dell'esperanto e sostengono tutti gli sforzi in direzione dell'uguaglianza, la tolleranza e la pace.

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