Immagini di antiche incisioni, catturate con una macchina inventata a Oxford, saranno rese pubbliche per una interpretazione «collettiva»

Una delle più antiche lingue scritte dell’uomo potrebbe essere finalmente decifrata, grazie a una macchina inventata a Oxford e a una sorta di crowdsourcing tra gli esperti di civiltà scomparse. 

Internet e una particolare tecnica di fotografia, in effetti, saranno alleati per svelare i segreti di una civiltà etichettata come proto-Elamita, vissuta nell’età del bronzo, tra il 3200 e il 2900 a.c., in quella che è oggi una regione occidentale dell’Iran. Tutto merito della passione-ossessione di Jacob Dahl, direttore del dipartimento di ricerche sul mondo antico della celebre università britannica. Lo studioso si occupa da 10 anni di questa lingua perduta, e ne ha interpretato circa 1.200 segni. Tuttavia, secondo il ricercatore intervistato dalla Bbc , moltissimo resta ancora da scoprire e capire. 

Leggi l'articolo di Claudio Leonardi - lastampa.it