Approfondimenti

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    L'UEA è diventata lo sponsor ufficiale di Amikumu

    Scritto da Redazione.

    Amikumu M
    Dopo varie discussioni e trattative, l'Associazione Universale d'Esperanto (Universala Esperanto-Asocio, UEA) ha deciso di sostenere ufficialmente il nuovo progetto Amikumu, diventandone sponsor ufficiale. Il progetto si propone di creare e sviluppare un'applicazione per i telefoni cellulari, che consente agli utenti di trovare parlanti della lingua scelta nella propria prossimità.
     
    "L'utilità di questo programma di esperantisti è chiaro", ha commentato Mark Fettes, il Presidente della UEA. "In un certo senso si tratta di un aggiornamento del vecchio servizio della UEA, la rete dei delegati, che mirava anche a facilitare i contatti tra le persone durante il viaggio o su interessi comuni."
     
    Gli sviluppatori di Amikumu sono due dei più noti attivisti online della generazione internet: Chuck Smith, scelto nel 2015 come esperantista dell'anno, e Evildea (Richard Delamore), il più visto youtuber esperantista.
     
    "Amikumu è rivolto non solo agli esperantisti", spiega Evildea. "E' aperto ai parlanti di tutte le 7.000 lingue вуд mondo (ed anche più di 100 lingue dei segni).
     
    Due settimane fa, la squadra di Amikumu ha lanciato una raccolta fondi attraverso il sito Kickstarter, che ha già portato più di € 25.000. Il successo della raccolta deriva in gran parte dal fatto che il programma è benvenuto non solo tra gli esperantisti, ma anche poliglotti, sordi e parlanti di lingue minoritarie.
     
    "Siamo lieti di collaborare a un progetto, in modo conforme ai valori del Manifesto di Praga", ha aggiunto Fettes. "Siamo anche molto grati ai donatori, che come noi hanno deciso di sostenere la quadra di Amikumu."

    "La lingvovendejo" di Massimo Acciai

    Scritto da Davide Zingone.

    La Lingvovendejo

    La Lingvovendejo, di Massimo Acciai, FEI 2016, è una raccolta di 24 racconti scritti in Esperanto. Il libro presenta da subito una certa omogeneità, dovuta essenzialmente al fatto che i racconti, di lunghezza variabile da poche righe a diverse pagine, evidenziano una serie di caratteristiche comuni. Innanzitutto, il genere: il fantastico. L'autore, fiorentino classe 1975, si è laureato in Lettere nel 2001 con una tesi sulla fantascienza, genere di cui è da sempre cultore. I racconti, che talvolta attingono da esperienze autobiografiche, strizzano volentieri l'occhio alla produzione di maestri del calibro di Asimov e di Aldous Huxley. Si nota immediatamente, poi, la presenza costante dell'oggetto libro, inteso ora come elemento della conoscenza, ora come scrigno che racchiude misteri che incutono timore e curiosità al contempo, più spesso come compagno di vita dei personaggi, fino ad assurgere in alcuni casi a vero protagonista delle vicende narrate. In La Legantovendejo, per esempio, il protagonista ha quasi un rapporto di tipo sessuale, certamente sensuale con il libro: "Simono ege frenezis pri la libroj. Maro da libroj, ja tiu estis la maro en kiun li ŝatis enprofundiĝi". Non sorprende, allora, la successiva suddivisione dei libri in nuovi, e quindi vergini, ed usati, e quindi impuri perchè impregnati della vita del precedente possessore. E' interessante notare che in questo racconto viene invertito il rapporto lettore-libro: sono, infatti, i libri a scegliere i propri lettori. Ma il vero collante di tutta l'opera è la stessa cifra stilistica dell'autore: attraverso la sua prosa chiara e senza fronzoli, che fa uso di un esperanto scorrevole e preciso, macchiato qua e là da qualche italianismo veniale, Acciai vuole più suggerire che raccontare, instillare dubbi più che cercare risposte, mentre la narrazione lascia spesso spazio alla riflessione filosofica, escatologica se si vuole, come in La Urbo, in 2084e in Memoraĵoj de evoluinta kvarmanulo. Spesso manca azione, non c'è caratterizzazione psicologica dei personaggi: è centrale, invece, l'occasione che permette all'inconsueto, al fantastico di manifestarsi, come in La aŭtoŝoseo o La viro kiu evitis la Morton. Il racconto che da' il titolo all'intera raccolta, invece, La lingvovendejo è un divertito omaggio a tutte le lingue, naturali o pianificate, vive o morte. Da segnalare, infine, la delicata Blua Luno, in cui la piccola Kamila, bambina di un futuro remoto, domanda alla madre cosa sia la Luna dopo aver ascoltato la canzone Blue Moon, ed il buon uso del dialogo in Vespermanĝo kun la diablo.

    Gli altri racconti, soprattutto i più brevi, sembrano purtroppo degli sterili riempitivi: c'è qualche buona idea che meritava un approfondimento maggiore, come in Eraroj, ma quasi sempre danno l'impressione di essere semplici esercitazioni di scrittura fini a se stesse, come La kafo o La perfekta momento, forse elucubrazioni troppo intime per poter richiamare l'attenzione del lettore. La loro inclusione, probabilmente, sottrae valore ad una raccolta che, nel complesso, lascia intravedere la stoffa di un autore che potrà regalarci opere di ben altro spessore in futuro. Ne siamo certi.

    A Parma il Premio Canuto

    Scritto da Redazione.

    Mercoledì 19 ottobre 2016 (h. 10.30) a Parma presso l'Aula C del Plesso d’Azeglio (Via D’Azeglio, 85) si terrà la cerimonia di consegna del Premio di laurea per la migliore tesi di laurea in “Interlinguistica ed Esperantologia” dedicato alla memoria di Giorgio Canuto, rettore dell’Università di Parma e presidente della Associazione Mondiale di Esperanto.
     
    La cerimonia si aprirà con i saluti di Giuseppe Gilberto Biondi, Direttore del Dipartimento di Antichistica, Lingue, Educazione, Filosofia - A.L.E.F. dell'Università di Parma, e di Michela Lipari, Presidente della Federazione Esperantista Italiana. Presenterà Davide Astori, docente del Dipartimento A.L.E.F.. Quest’anno il Premio sarà conferito al Dott. Cesare Novara per la sua tesi “Proposte di riconoscimento legale dell’esperanto in Italia”. Assegna il premio padre Gustavo Zanoli, Presidente dell’Associazione Esperanto ‘G. Canuto’ di Parma
    .
    Chiuderà la mattinata Giordano Formizzi, già docente dell'Università di Verona con la prolusione “La ricerca della lingua universale da Comenio a Zamenhof".
     
    Seguirà nel pomeriggio, dalle ore 16,00 nell'Aula Cavalieri del Palazzo Centrale (Via Università, 12) la tavola rotonda “Esperanto e spiritualità”.

    I diritti linguistici devono esser parte dell'agenda politica

    Scritto da Redazione.

    Dal 2001 l’Europa dedica la giornata del 26 settembre ad una delle sue tante ricchezze, quella linguistica. La Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) partecipa alle celebrazioni ed invita le
    istituzioni europee a tenere alta l'attenzione riguardo i diritti linguistici e la loro concreta applicazione e fruizione.
     
    Riprendendo le parole del premio Nobel recentemente scomparso Reinhardt Selten durante i festeggiamenti per i 50 anni del trattato di Roma: "Il predominio di una lingua nazionale sulle altre non può essere una soluzione. Nessuna nazione può essere messa in condizioni di inferiorità.Una lingua pianificata facile da imparare come l’esperanto permette
    una soluzione neutrale del problema linguistico. Una seconda lingua straniera si impara molto più facilmente della prima. L’effetto seconda lingua è così forte che è più vantaggioso imparare prima l’esperanto e poi una lingua nazionale che questa lingua straniera da sola."
     
    La Federazione Esperantista Italiana sostiene la necessità di una politica linguistica sostenibile in grado di garantire la governabilità dell'Unione ma anche di fornire ai suoi cittadini tutti gli strumenti per partecipare pienamente in tutte le sfere della vita dell'Unione. Essa ricorda l'importanza del plurilinguismo, della diversità culturale, dell'intercomprensione tra i popoli e dello studio delle lingue. Questi sono i pilastri fondamentali del movimento a sostegno della lingua internazionale esperanto, diffusasi proprio per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente.
     

    Nuovo libro in esperanto

    Scritto da Redazione.

    La Lingvovendejo

    La lingvovendejo

    Massimo Acciai

    FEI, 2016

    8 euro




    È uscito nell’estate 2016 il primo libro di racconti interamente in esperanto dello scrittore fiorentino Massimo Acciai, già autore di una quindicina di libri in italiano che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, presentato al congresso italiano a Frascati e, il 27 ottobre, al Museo Casa di Dante a Firenze (evento in collaborazione con il Museo Casa di Dante, l’Associazione Esperantista Fiorentina e la FEI). “La lingvovendejo”, neologismo creato dallo stesso Acciai, comprende venticinque racconti in buona parte originali di genere prevalentemente fantastico e surreale: si va dalla fantascienza classica di “Blua luno” e “La lasta nokto”, all’horror di “Vespermangxo kun la diablo” e “Nokta vojagxo”, al racconto fantastico-umoristico di “Eraroj” e “La lingvovendejo” (il racconto breve che dà il titolo alla raccolta). L’autore ama i libri e ama le lingue; da queste due passioni nasce questo godibilissimo libro, ricco di riferimenti letterari e di ironia, di invenzioni fantastiche e di riflessioni cosmiche, per trascorrere qualche ora fuori dalla realtà quotidiana, in un mondo di sogno che saprà stupire e regalare brividi.

    Ricordando Selten, premio Nobel ed esperantista

    Scritto da Redazione.

    Selten
    Il 23 agosto la comunità esperantista ha perso il suo più eminente scienziato con la scomparsa del Prof. Reinhard Selten, nato il 5 ottobre 1930. E' stato docente presso la Libera Università di Berlino nel 1969-1972, presso l'Università di Bielefeld nel 1972-1984 e dal 1984 presso l'Università di Bonn. Dal 2006-2014 ha condotto un progetto di ricerca su​ll'economia sperimentale dell'Accademia del Nordreno-Westfalia delle Scienze e delle Arti. Undici sono state le università​ che gli hanno​ conferito la laurea honoris causa.
     
    Nell'ottobre 1994 Selten è stato dichiarato, con due economisti americani, vincitore del premio Nobel per l'economia per il suo straordinario contributo alla teoria dei giochi. Nella sua vasta bibliografia scientifica, soprattutto in tedesco e in inglese, ha scritto insieme a Jonathan Pool "Ĉu mi lernu Esperanton? Enkonduko en la teorion de lingvaj ludoj" (Posso imparare l'Esperanto? Introduzione alla teoria dei giochi linguistici, 1982).
     
    Sotto la redazione di Selten è apparso in più lingue lo studio "I costi della (non) comunicazione europea" nel 1997. Con Helmar Frank, ha pubblicato il libro Für Zweisprachigkeit in Europa (Per il bilinguismo in Europa, 2005). Presso il Parlamento europeo ha sostenuto la validità dell'Esperanto durante il suo discorso del 9 maggio 2007, tenuto come ospite in occasione del 50° anniversario del Trattato di Roma.

    La rivista "Esperanto" ha un nuovo redattore

    Scritto da Redazione.

    Tra i sei candidati alla successione di Fabrício Valle nella redazione della rivista 'Esperanto', il Consiglio dell'Associazione Mondiale d'Esperanto (UEA) ha scelto Attila Kaszás.
     
    "Siamo molto soddisfatti per la qualità delle persone che si sono proposte per questo ruolo importante", ha commentato il Presidente dell'UEA, Mark Fettes. "Ancora una volta la nostra comunità ha mostrato quanto il talento si riesce ancora a nutrire. Il redattore è un membro chiave della nostra squadra, e prevedo che Attila contribuirà su più aspetti al nostro lavoro per il rinnovo della Associazione."
     
     
    Professionalmente, Kaszás ha lavorato presso agenzie governative, organizzazioni non governative e società commerciali in vari campi: le politiche giovanili, la gestione ambientale e le relazioni internazionali. Lui ora sta facendo studi di dottorato sulla democrazia elettronica. Membro del comitato ungherese dell'UNICEF e membro del consiglio dell'Associazione degli esperti elettorali europee, ha anche imparatofinora per passione quattordici lingue, e viaggiato, complessivamente in più di quaranta paesi.
     
    Kaszás sarà il nuovo direttore della rivista dal numero di maggio di quest'anno. "Durante le ultime settimane ho riflettuto costantemente sulla rivista, sono pieno di idee, argomenti, intestazioni, piani".

    Oggi la giornata della letteratura in esperanto

    Scritto da Redazione.

    Gli esperantisti celebrano oggi 15 dicembre la giornata della loro letteratura. Le prime opere in esperanto sono dello stesso Zamenhof, che presentando la propria lingua al mondo, aveva pubblicato anche traduzioni e testi originali in esperanto. Gli autori di riferimento nel mondo esperantista sono tanti, provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture. Il risultato della loro opera è una letteratura che si caratterizza per la sua multiculturalità, la varietà di temi, di storie, di stili. 
    Prima ancora di diventare giornata della letteratura esperantista, il 15 dicembre è la data di nascita di Ludvig Zamenhof, il polacco che nel 1887 ha lanciato questa lingua, diffusasi in tutto al mondo come strumento neutrale di comunicazione tra persone di diverse cultura. Zamenhof nel 1959 è stato riconosciuto dall'Unesco come “una delle grandi personalità dell'Umanità". L'anno prossimo, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione,la scienza e la cultura omaggerà ancora una volta Zamenhof. Durante la 38° Conferenza Generale chiusasi il 18 novembre è stata ufficializzata la decisione di inserire il 100° anniversario della morte di Ludovico Zamenhof (14 aprile 2017) tra i 53 anniversari con cui l'UNESCO sarà "associata" nel periodo 2016-2017. 
     
    Quest'anno il 15 dicembre ha ancora maggior significato. E' stata infatti finalmente pubblicata la "Historio de la Esperanta literaturo", una preziosa opera che attraversa in 54 capitoli tutta la storia della letteratura in esperanto. Un'impresa, di cui si può fregiare l'Italia. Carlo Minnaja e Giorgio Silfer hanno lavorato ai testi, Perla Martinelli alla copertina ed all'assistenza tecnica, Laura Gilda Paccagnella all'impaginazione, alle illustrazioni ed agli indici, Nicola Minnaja e Michela Lipari alla revisione della maggior parte dei capitoli, la ditta Globalprint di Davide Cappelletti di Gorgonzola alla stampa.