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Messaggio di saluto della Direttrice Generale dell'UNESCO Audrey Azoulayin occasione del Congresso Universale dell'Associazione Mondiale di Esperanto (Lisbona, 29 luglio 2018)

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Sono felice di poter indirizzare queste parole di sostegno ai partecipanti del 103° Congresso Universale dell'UEA. Avete l'opportunità di riunirvi in questa bellissima città di Lisbona, una città con una grande storia, che fu eretta al crocevia di diverse culture, una città aperta al mondo, all'estremità occidentale della penisola iberica. Non ho dubbi che questa cornice eccezionale riuscirà ad ispirarvi degli interscambi fruttuosi. Come sapete, l'UNESCO sostiene l’insegnamento dell'esperanto da molti anni. E' noto che la nostra Organizzazione condivide con il Movimento esperantista dei valori comuni: la speranza nella costruzione di un mondo in pace, la coesistenza armoniosa tra i popoli, il rispetto della diversità culturale, la solidarietà oltre le frontiere. Il cemento di tutti questi valori è la capacità di dialogare, ascoltare, condividere. Le lingue sono il vettore che rende possibile questo dialogo; esse costituiscono quindi lo strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi che noi dobbiamo concretizzare, come anche per difendere i nostri valori.

26 luglio festa dell'esperanto e della giustizia linguistica

Scritto da Amministratore. Archiviato in Notizie

Il 26 luglio 1887, a Varsavia, veniva pubblicato il primo libro nella lingua internazionale esperanto. In questa riccorenza le Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it) sottolinea l'importanza dei diritti linguistici dell'uomo e la necessità di politiche a protezione di essi. Lo scopo dell’esperanto è di essere usato per contatti fra persone di lingue diverse, che così si parlerebbero su un piede di parità. Nessuno si arroghi il diritto di sentirsi superiore a un altro.

La Federazione Esperantista Italiana invita a festeggiare il 26 luglio come la giornata della parità linguistica, e quindi di relazioni giuste fra culture, popoli, etnie.

La comunicazione è equa quando tutti i partecipanti dispongono delle stesse competenze linguistiche. É ovvio che, se alcuni hanno il diritto di parlare nella propria lingua materna mentre altri devono usare una lingua materna altrui, non c'è parità.

La rinascita dell'amazigh

Scritto da Massimo Ripani. Archiviato in Approfondimenti

La lingua amazigh (nota anche come berbero), parlata non solo nell'Africa mediterranea ma anche nel Sahara e in vaste regioni sub-sahariane, sta vivendo un vero e proprio rinascimento. Per conoscere meglio questa sorella dell'antico Egizio e dell'arabo, Disvastigo - Lingue e Culture ha incontrato Ahmed Boukous, rettore dell'IRCAM (l'Istituto Reale della Cultura Amazigh) e Gaouaou Manaa, docente dell'università di Batna (Algeria). Cornice dell'incontro sono state le IV giornate dei diritti linguistici, conferenza internazionale organizzata dall'Associazione LEM-Italia con il patrocinio del Ministero dell’Interno e il sostegno del Consiglio d’Europa.

Esperanto e letteratura: intervista a Mauro Nervi

Scritto da Massimo Ripani. Archiviato in Approfondimenti

Intervista a Mauro Nervi, presidente dell'associazione che riunisce gli scrittori esperantisti.

MR: Ci può spiegare il valore della letteratura nella cultura esperantista?

MN: Dal 24 luglio 2008, l'EVA non esiste più, e dopo un plebiscito pressoché unanime si è trasformata nella Akademio Literatura de Esperanto. In questo modo abbiamo voluto sottolineare che per l'Esperanto la letteratura non è solo una occupazione laterale di alcuni suoi aderenti (come la passione per i gatti, per gli scacchi o per le biciclette), ma appartiene agli aspetti fondativi del movimento stesso: non va dimenticato infatti che Zamenhof ha creato la lingua *per mezzo* della letteratura, come documentano gli stadi precedenti all'Unua Libro.