La nuova delegata al plurilinguismo, la ticinese Nicoletta Mariolini, dovrebbe beneficiare di una maggiore autonomia nell'attuazione dei progetti legati al suo mandato. Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno adottato tacitamente una mozione del consigliere nazionale Jacques-André Maire (PS/NE). Il Consiglio federale proponeva di accogliere il testo.


La mozione chiedeva pure che il posto di delegato al plurilinguismo non fosse più aggregato all'Ufficio federale del personale (UFPER), al fine di godere di una maggiore libertà di intervento. Secondo Maire, in certe situazioni il mandato del delegato poteva entrare in conflitto di interessi con le attività dell'UFPER dal quale dipendeva e la sua libertà di intervento ne risultava limitata.

Questo auspicio è già stato esaudito, poiché dal primo agosto - data della sua entrata in funzione - Nicoletta Mariolini figurerà nell'organigramma del Dipartimento federale delle finanze (DFF).

La nuova delegata avrà altresì compiti di controllo e di accompagnamento dell'applicazione della legge e dell'ordinanza sulle lingue. Queste attività potrebbero assumere la forma di "osservatorio delle lingue". Il plurilinguismo dovrebbe così essere meglio incoraggiato e valorizzato in seno all'amministrazione federale.

Lunedì il Nazionale - accettando, con 162 voti contro 5, un postulato in favore di una strategia più attiva per migliorare la rappresentanza dei sessi e delle minoranze linguistiche nelle commissioni extraparlamentari - aveva già sostenuto che la nuova delegata al plurilinguismo dovesse svolgere un ruolo determinante in questo ambito e che le sue competenze dovessero essere definite con chiarezza.

Isabelle Moret (PLR/VD) aveva dichiarato che la commissione delle istituzioni politiche intendeva incontrare Nicoletta Mariolini non appena fosse entrata in carica per fare il punto della situazione.


ATS