ESSA PERMETTE CONTATTI DEMOCRATICI PONENDO I PARLANTI TUTTI SULLO STESSO PIANO

PARLAMENTARI SVIZZERI PROPONGONO IL NOBEL PER LA PACE PER L’ASSOCIAZIONE UNIVERSALE DI ESPERANTO

 

Culture(06/12/2007) - L´Esperanto può essere considerata la lingua della pace. Essa permette contatti democratici ponendo i parlanti tutti sullo stesso piano, dato che non è legata politicamente o storicamente a nessuno stato. L´Esperanto si insegna nei campi di rifugiati in Afghanistan sotto il nome di "lingua della pace". Permette di uscire dagli schemi di ostilità di origine storica. Utilizzato in campi giovanili giapponesi e coreani, dà luogo a nuovi contatti da eguale a eguale. Insegnato parallelamente alla informatica, permette a rappresentanti di popoli indigeni di scambiare le loro esperienze sulla conservazione e la restaurazione dei loro diritti. L´UNESCO ha riconosciuto che l´Esperanto persegue i suoi stessi fini: la circolazione libera della informazione in generale e il progresso nei campi della educazione, delle scienze e della cultura. Per questa ragione, nel 1954 e 1985, questa organizzazione mondiale ha approvato due risoluzioni che richiamavano l´attenzione sulle iniziative positive della Associazione Universale di Esperanto (UEA). Nel 2008, questa associazione (che fu fondata a Ginevra nel 1908) celebrerà il suo centesimo anniversario. Per questa ragione e per le ragioni sopra citate, essa viene proposta per la assegnazione del Premio Nobel per la Pace. Questa proposta può essere avanzata solo da parlamentari degli Stati riconosciuti. È quel che hanno fatto i parlamentari svizzeri Gisela Ory e Francine John-Calame

 

 

 

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