Il linguista Guy Deutscher ci porta alla scoperta delle stranezze e delle sorprese delle lingue del mondo

Guy Deutscher è un linguista israeliano, docente presso l’università di Manchester, e il suo saggio La lingua colora il mondo , edito da Bollati Boringhieri, è un libro divertentissimo.

La sfida tra natura è cultura è una bagarre che dura ormai da un paio di secoli: per i sostenitori della cultura, il mondo è quello che le nostre conoscenze ci impongono di vedere. Per i sostenitori della natura, il mondo è quello che noi vediamo effettivamente. La tesi di Deutscher è che la lingua (cioè la cultura) influenzi il nostro modo di vedere il mondo almeno tanto quanto il mondo influenza il nostro modo di usare la lingua: la verità, come sempre, sta nel mezzo. Ecco cinque esempi fra i più sorprendenti:

1. Esiste una lingua in cui mentire è difficilissimo. La parlano i matses, una tribù di circa 2500 individui che vive nella foresta tropicale, lungo un affluente del Rio delle Amazzoni. Così come in italiano siamo obbligati a coniugare i verbi secondo il tempo, il modo e la persona, così i matses sono obbligati a coniugare i verbi in relazione al modo in cui sono venuti a conoscenza dei fatti (un’esperienza diretta, una congettura o un’inferenza empirica) e a quando questo è successo, cioè se nel passato recente o in uno remoto. Un esempio? Se chiedeste a un matses quanti siano i suoi figli, vi risponderà “ce n’erano due (per esperienza diretta, nel recente passato)”. O traducendo in maniera più libera, “ce n’erano due l’ultima volta che ho controllato”. Un caso in cui la cultura ha un'importanza decisiva nella percezione del mondo e della vita di coppia.

Leggi l'articolo di Giulio Passerini - cultura.panorama.it