Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento.

Gli imperi del futuro sono quelli della mente.
           Winston Churchill, Harvard University, 6.9.1943

Camera dei Deputati - Sala delle Colonne
Via Poli 18, Roma. Venerdì 8 febbraio 2013 dalle ore 10.00 alle 19.00 circa - prenotazioni entro il 5 FEBBRAIO
Segreteria organizzativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 0668.97.97.97 cel. 3477.60.87.56 fax 0623312033
La sala ha una capienza di 90 posti

 


Ore 10. Benvenuto dell'On. Marco Beltrandi, Un Convegno di scopo per una legge di scopo*.
10,15. Giorgio Pagano, giornalista, redattore e conduttore della rubrica di Radio Radicale "Democrazialinguistica.it" presenta il programma del Convegno.
10,20. Nyima Dhondup, Presidente della Comunità Tibetana in Italia.
Il genocidio linguistico-culturale in Tibet.

MISTIFICAZIONE, MENZOGNA, COLONIZZAZIONE
L'impero della mente.
Man mano che le parole nella propria lingua perdono significato,
le persone perdono la propria libertà.

10,45. Robert Phillipson, Professore emerito della Business School di Copenhagen.
Americanizzazione e inglesizzazione come processo di conquista mondiale.
Documentario ridotto e adattato da Elisa Porfiri.
11,00. Giovanni Fasanella, giornalista e scrittore autore del libro Il golpe inglese.
Il golpe inglese e i clienti dell'informazione italiana.
11,15. Il genocidio linguistico italiano parte dal Politecnico di Milano.

Illustrazione del caso
I giovani lombardi non potranno più laurearsi nella loro lingua madre nel proprio paese natio dal 2014, anno in cui il Politecnico di Milano abolirà ogni corso di laurea magistrale in lingua italiana. Per farlo, dovranno spostarsi al Politecnico di Torino. Essendo 3.700 ogni anno gli iscritti alla laurea magistrale, il costo annuale di questo esodo universitario verso Torino sarebbe di 7.215.000 euro (abbonamento ferroviario mensile MI-TO-MI, 195 € x 10 mesi x 3.700) con una perdita giornaliera di 14.800 ore per il tragitto...
La "Gibilterra meneghina" disporrà dello spazio sconfinato del quale di fatto il Politecnico dispone sul suolo italiano, con una non trascurabile differenza: Gibilterra ha 27.000 abitanti, gli studenti del Politecnico sono in media 40.000 per ogni ciclo quinquennale. E se i 6,5 kmq di superficie coperta dall'enclave britannica in territorio spagnolo sembrano molti, si può ricordare che solo le sedi periferiche del Politecnico a Piacenza e Lecco occupano, rispettivamente 7.000 e 40.000 mq. Briciole rispetto agli enormi agglomerati di Bovisa, interi quartieri, o della sede centrale del Polimi che si estende per l'intera zona metropolitana originaria della città degli studi, etc. Solo nell'ultimo anno, la superficie destinata ad uso abitativo è stata incrementata di 50.000 mq, a dimostrazione della continua espansione territoriale dell'istituzione.
Altri dati, questa volta economici: nell'anno accademico 2010/2011, gli iscritti ad un un corso di laurea specialistico o magistrale sono stati circa 12.800. Se consideriamo che un corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni (già di fatto disponibile quasi interamente in inglese) conta 26 esami distribuiti nel biennio, è ovvio che assumendo, in via puramente ipotetica, un solo libro di testo per esame e un costo medio di 20 euro, si ottiene una spaventosa perdita economica potenziale per l'editoria in lingua italiana di circa € 6.640.000. Nell'anno accademico 2012-2013, i corsi di laurea magistrale attivati sono stati 39. L'inglesizzazione dell'Ateneo meneghino prevede a bilancio la perdita di € 3.200.000.
Ma in quale direzione va una simile "follia", come l'ha definita il Giudice della Corte costituzionale Grossi? È innegabile che nel medio-lungo termine s'intenda eliminare la lingua italiana anche dal triennio: non ha senso insegnare in inglese al livello più alto, quello che a rigore necessita anche della terminologia più sofisticata, senza che questa abbia solide fondamenta sul precedente ciclo didattico. Inoltre, come potranno gli studenti essere in grado di affrontare in modo paritario concorsi regolari o gli stessi esami di Stato per l'accesso alla professione tenuti sul suolo italiano e, quindi, nella lingua nazionale?
È questa una via tracciata per la fuga dei cervelli dall'Italia, dato che questi ultimi non avranno più lo strumentario teorico-concettuale per operare nel nostro Paese. Ma c'è di più: costruire una nuova regione padano-cisalpina di oltre 100.000 kmq, evidentemente anglofona, progetto già annunciato dall'attuale Rettore del Politecnico Giovanni Azzone nel discorso inaugurale dell'anno accademico numero 150 del 7 Ottobre scorso. Non è altro che la Secessione per via linguistica!
11,18. Paolo Grossi, Giudice della Corte Costituzionale (intervento registrato).
11,25. Massimo Arcangeli, linguista e giornalista.
Dal solo inglese dalle elementari a quello del Polimi passando per il CLIL: il processo di smantellamento dell'italiano.
11,35. Áron Lukács, economista.
Gli aspetti economici della disuguaglianza linguistica.
Documentario, ridotto e adattato da Flavio Carlini.
La tassa linguistica inglese ha un costo colossale, equivalente a 26 volte i miliardi erogati ai partiti dal 1994 ad oggi, ogni anno però, e non in 17 anni. Mentre ammontano a 2,3 miliardi di euro i soldi erogati ai partiti dal 1994 ad oggi in Italia, la colonizzazione linguistica inglese costa agli italiani ogni anno 60 miliardi di euro. Cifra destinata a crescere di gran lunga con gli attentati linguistici alla nostra lingua come quello del Politecnico milanese.
11,50. Martina Mazzotta, Direttrice editoriale della Mazzotta Editore.
Mentre a Timbuctu bruciano i libri in Italia distruggono le case editrici.
12,00. Umberto Carpi, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
Non possiamo consentire ad altri ciò che non abbiamo consentito ai tedeschi con la Resistenza.
12,10. Dario Fo, scrittore, attore e scenografo, già studente del Politecnico di Milano, Premio Nobel per la letteratura nel 1997 (intervento registrato).
12,15. Daniele Mazzacani, economista, Inglesorum e democrazia.

ATTENTATI AI DIRITTI LINGUISTICI DEGLI ITALIANI: la via giudiziaria in Italia e in Europa.
12,25. Nicola Da Settimo, Avv. patrocinatore del ricorso presso il Tar Toscana dell'ERA contro il Comune di Lucca.
12,35. Maria Agostina Cabiddu, docente del Politecnico di Milano, Avv. patrocinatore del ricorso presso il Tar Lombardia di 100 docenti del Polimi.
12,45. Martina Mazzotta, Direttrice editoriale delle Edizioni Mazzotta.
12,55. Paolo Gentili, Avvocato dello Stato, patrocinatore della causa davanti la Corte di Giustizia Europea sul bando trilingue.
13,10. Spazio domande del pubblico agli intervenuti della mattinata.
Chiusura lavori del mattino: ore 13,30.

Ripresa pomeridiana dei lavori.
14,30. Apertura Tavola di Fibonacci.
I POLI DEL BELLO E DEL BUONO
Rilancio mondiale dell'eccellenza italiana
Dal "Made in Italy" al "Fatto in Italia".

Presenta e coordina Giorgio Pagano.
Locutori
Accademia d'Arte drammatica, Corrado Veneziano, docente di dizione, regista teatrale e scrittore - Accademia delle Belle Arti di Roma, Direttore Gerardo Lo Russo - Società Dante Alighieri, Segretario Generale Alessandro Masi - Gambero Rosso, Dott. Carlo Ottaviano - HLTRU, Bernardo Magnini,  coautore de La lingua italiana nell'era digitale - Italradio, Paolo Morandotti, coordinatore scientifico, portale delle Radio italiane all'estero - Museo italiano-americano, Umberto Mucci, Rappresentante in Italia - Università dei Sapori, On. Prof. Annalisa Fioroni - Università che vogliamo, Prof. Mario Fiorentini.

Interlocutori
On. Marco Beltrandi - Pino Caruso attore e scrittore - Luciano De Crescenzo scrittore, regista, attore e conduttore televisivo - Claudio Giovanardi, autore de L'italiano nel mondo - On. Roberto Menia, aderente alla petizione "No Question Time" - Pietro Trifone, Docente Storia della lingua italiana a Tor Vergata - Andrea Verde, giornalista residente in Francia.

Spazio domande del pubblico
17. Chiusura della Tavola di Fibonacci.

17. Apertura della Sezione Senza lingua federale europea il monopolio anglofono e la scomparsa delle altre lingue è certa e la distruzione del cammino unitario europeo anche.
In Europa il genocidio linguistico nell'istruzione sta avvenendo attraverso l'imposizione generalizzata della lingua inglese, assicurando così il predominio ai popoli anglosassoni, la negazione di pari competitività e opportunità per i nostri giovani e la progressiva distruzione delle altre lingue e degli altri popoli. Viatico ne sono stati il multilinguismo e il plurilinguismo: da una lingua bisogna pur cominciare... Così si è giunti alla situazione odierna di monopolio anglofono europeo, mitigato da un blando oligopolio franco-tedesco, laddove, peraltro, la Gran Bretagna ha abolito la lingua straniera obbligatoria nelle proprie scuole dal 2004, ha mantenuto la sua moneta competitrice con l'Euro, annacquato al ribasso qualsiasi accordo europeo in chiave unitaria e, con Cameron, si appresta a lasciare l'UE. Senza la Gran Bretagna la deriva monopolistica anglofona delle nostre istituzioni metterebbe a nudo la realtà di un intero continente-colonia e le sue classi dirigenti, sia intellettuali che politiche, asservite e collaborazioniste contro gli interessi, l'indipendenza e la libertà dei propri popoli.
Presiede Daniela Giglioli, Presidente dell'Associazione Radicale Esperanto
Per un federalismo linguistico europeo e mondiale
17,10. Il genocidio linguistico nell'istruzione.
Prof.ssa Tove Skutnabb-Kangas, linguista presso l'Università di Roskilde, Danimarca (intervento registrato).
17,30. Esperanto lingua dell'esercito americano dagli anni `50 ai `70.
Documentario originale statunitense.
17,45. L'Esperanto: le dicerie e la realtà. Documentario, ridotto e adattato da Flavio Carlini.
18,00. Esperanto certificato, Dott.ssa Monia Chimienti, Responsabile organizzativa certificazioni dell'Associazione Radicale Esperanto.
18,05. MIUR: 18 anni di antidemocrazia linguistica. La disattesa Circolare n. 126 del 1995 con annesso Studio sull'Esperanto.
Lapo Orlandi, Associazione Radicale Esperanto.
18,15. Rappresentante MIUR, Nominativo ancora non comunicato.
18,20. Non ci danno possibilità in Italia? Prendiamoci l'Europa! Nascita del patriottismo indipendente europeo.
Giorgio Pagano, Segretario Associazione Radicale Esperanto.
18,30. Il Sud per il SUdE (Stati Uniti d'Europa).
Nicolò Cristaldi, Sindaco di Mazara del Vallo, città dell'Esperanto.
Conclusioni
18,45. Marco Pannella, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

Nota: dal 1993 la battaglia per il diritto alla lingua e alla Lingua Internazionale (detta Esperanto) è battaglia Radicale.
Dal 1987, l'Associazione Radicale Esperanto promuove l'Esperanto come diritto dell'umanità per tutelare la diversità linguistico-culturale mondiale e lotta all'analfabetismo mondiale, specie femminile.
Ore 19 circa chiusura lavori

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* Proposta di legge C. 5683 "Disposizioni per la valorizzazione e l'internazionalizzazione della lingua italiana e per l'affermazione dei valori di pace, democrazia, progresso e difesa dell'ecosistema linguistico-culturale attraverso la promozione e l'insegnamento della lingua internazionale denominata esperanto", presentata il 21 dicembre 2012 a prima Firma Beltrandi .

Articolo 1

1. La lingua italiana è un elemento fondante della personalità e del patrimonio della Repubblica italiana.

2. La Repubblica si impegna a tutelare il diritto dei cittadini italiani all'istruzione e alla  comprensione in lingua italiana e all'utilizzo della lingua italiana in ogni ambito della vita politica, sociale e culturale della Repubblica. La Repubblica si impegna a promuovere la organizzazione e la riorganizzazione di Istituti, Università, Enti dell'Eccellenza italiana nel campo scientifico, artistico, artigianale e culinario in veri e propri "Poli del Bello" quali Centri di attrazione mondiale del Bello e del Buono.
3. La Repubblica si impegna all'attuazione di politiche protettive della lingua italiana e delle minoranze linguistiche, per la difesa della diversità linguistico-culturale, le pari opportunità e per l'affermazione di valori di pace, democrazia e progresso, anche in sede europea e transnazionale, attraverso la promozione e l'insegnamento di una lingua transnazionale, non etnica, ispirata all'equità nelle comunicazioni. Tale lingua viene individuata nella Lingua Internazionale (detta Esperanto).