Globalizzarci salvando l'anima ?
INDICE

1. Globalizzarci salvando l’anima?

2. Difficolta’ con l’inglese?

3. Delegati da tutta Italia al Congresso Mondiale d’Esperanto

4. La lingua europea – utopia o necessita’

5. Approfondimenti disponibili

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GLOBALIZZARCI SALVANDO L'ANIMA ?


Nella rubrica "Pubblico & Privato" che tiene sul Corriere della Sera,
Francesco Alberoni propone di affrettarsi a rendere molto piu' intenso
ed efficiente l'insegnamento dell'inglese in tutte le scuole, perche'
l'inglese e' indispensabile per fare carriera, per usare internet, per
operare nella "new economy", e perche' l'inglese "e' la lingua dell'Unione
Europea" (9 luglio 2001).
Si puo' obiettare che sulla rete, per fortuna, sta aumentando sempre di
piu' l'uso di tutte le lingue; e che nell'Unione Europea le undici lingue
ufficiali hanno pari dignita', almeno in teoria. Ma soprattutto viene spontaneo citare le riflessioni dello stesso Alberoni, che nella stessa rubrica, il 13 dicembre 1999, scriveva :"In questa fase della globalizzazione, la potenza dominante è tale che
alcuni popoli, come l'italiano, perdono la fiducia nella propria lingua.
Non fanno più lo sforzo di creare e di conservare."
"Una lingua non è solo un insieme di parole o una grammatica. E’ un
insieme di modi di vivere, di sentire, di pensare, di concepire le
relazioni fra le persone, i rapporti giuridici, economici, sociali,
i sogni, i progetti di vita, il bene ed il male. I valori."
"Chi perde la propria lingua perde la propria anima. Nel mondo della
globalizzazione, che schiaccia e annulla ogni differenza, i popoli più
piccoli, anche se ricchi di storia e di cultura, rischiano di venir
sommersi, cancellati per sempre. La difesa della lingua, il suo uso e
la sua continua creazione, sono perciò indispensabili per continuare
ad esistere."
Come evitare che la globalizzazione (o, per chi non ama gli eufemismi,
l'americanizzazione) spazzi via tutte le lingue e le culture oggi
esistenti? Si puo' realisticamente fare degli italiani un popolo bilingue
(italiano/inglese), quando cosi' pochi di noi sanno usare bene anche una
lingua sola? E anche ammesso di riuscirci, e' giusto costringere gli
italiani a investire tempo e fatica nello studio di una lingua straniera,
mentre i britannici o gli irlandesi possono restare monolingui e impiegare
le loro energie in altri modi? Se l'Unione Europea nascesse con questi
presupposti ("certi europei sono piu' uguali degli altri..."), ci sarebbe
poco da stare allegri.
Sarebbe meglio usare una lingua internazionale neutrale, che non
privilegiasse nessun popolo. Una specie di esperanto.
Anzi, proprio l'esperanto.
L'esperanto e' una lingua bellissima, relativamente facile e neutrale.
La parla una comunita' internazionale, piccola, ma interessante. Un gruppo
sparso per il mondo, che la adopera negli ambiti piu' vari: scienza,
letteratura, musica, giornalismo, Internet. E anche nel turismo e nella
vita familiare.
Non molti intellettuali studiano seriamente il fenomeno esperanto; ma
quelli che lo hanno fatto, come il sociolinguista Robert Phillipson o il
semiologo Umberto Eco, sono rimasti impressionati.
Imparare l'esperanto e' un'avventura intellettuale entusiasmante. Leggere
la sua letteratura allarga gli orizzonti. Parlarlo con persone di altri paesi e' un'esperienza cosi' particolare, che non cerchero' di descriverla.
Sarebbe bene se anche le istituzioni internazionali - per esempio l'Unione
Europea - si chiedessero se l'esperanto puo' fare al caso loro.
Altrimenti, pazienza. Ma qualcosa bisognera' fare.
Giuseppe Castelli (Dis 002 – 009)


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DIFFICOLTA’ CON l’INGLESE ?

Su Il Corriere del 9 luglio 2001 nell’articolo "Inventiamoci in fretta i maestri di lingua (inglese)" Francesco Alberoni lamenta la scarsa conoscenza degli studenti italiani della lingua inglese che li porrebbe in posizione di forte svantaggio verso i coetanei di altri Paesi europei. A voler credere ad un gruppo di ricercatori italo-britannici coordinati dal Prof Eraldo Paulesu (veggasi Corriere della Sera del 5/3/2000) la difficoltà degli italiani ad apprendere l’inglese dipenderebbe dal fatto che la lingua anglosassone impegnerebbe due aree cerebrali (per via della pronuncia senza regole o quasi) mentre lingue come il tedesco e lo stesso giapponese ne impegnerebbero una sola e sarebbero perciò molto più facili.

Ricerche condotte nell’Istituto di Cibernetica pedagogica dell’università di Paderborn (Germania) hanno posto in evidenza, invece, che gli scolari che avevano seguito un corso di esperanto per due anni ed uno di inglese per altri due anni conoscevano l’inglese molto meglio di chi lo aveva studiato per quattro ed una" commissione sulla lingua internazionale" istituita ,su tale scorta, dal Ministero della Pubblica Istruzione italiano ha riconosciuto anni fa il valore propedeutico della lingua esperanto, che avrebbe potuto pertanto facilitare gli scolari italiani ad apprendere le lingue straniere nonostante l’handicap di cui sopra. Studiare l’esperanto quindi rende più facile imparare l’inglese. Una rivista tedesca , Spot On, diretta ai giovani che studiano l’ inglese riporta un simpatico articolo intitolato I GIOVANI VOGLIONO UNA LINGUA MONDIALE DEMOCRATICA : ESPERANTO : MEGLIO DELL’INGLESE? In esso Rolf, uno studente di Mewbury (Inghilterra), afferma: "Con l’inglese sono un turista, con l’esperanto sono un amico partecipe. L’esperanto non è contro l’inglese. Trovo che le due lingue sono parimenti le più potenti lingue del mondo". Spot On è una rivista che si trova in tutte le edicole tedesche. Da noi in Italia si è persino sentito dire da un cattedratico intervistato alla radio: siccome l’esperanto non si parla in nessuna nazione noi non lo consideriamo una lingua.

Giorgio Bronzetti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dis 002 – 010)

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Delegati da tutta Italia al Congresso Mondiale d’Esperanto

Circa un centinaio di delegati provenienti da ogni angolo della penisola saranno presenti ai lavori dell’86mo Congresso Mondiale d’Esperanto che si svolgerà a Zagabria dal 21 al 28 luglio e che si prevede sarà visitato da almeno 5000 delegati in rappresentanza di tutti i Paesi della terra.

Con le inevitabili interruzioni degli anni delle due grandi guerre, dal 1905, in cui si svolse il primo congresso a Boulogne sur Mere, ad oggi si sono tenuti ben 85 congressi mondiali, due anche in Italia (1935 Roma, 1955 Bologna) con programmi intensi di attività culturali e di incontri professionali. Il tema centrale di quest’anno "Cultura del dialogo- dialogo tra le culture" riconferma l’impegno del mondo esperantista verso la democrazia linguistica e l’educazione transnazionale, non legata a una definitiva visione del mondo come con l’educazione realizzata attraverso una lingua etnica.

Parallelamente si svolgerà nella stessa capitale croata il 34mo Congresso Internazionale dei Bambini, nella Città dei Ragazzi circondata da boschi, dove tanti bambini, molti dei quali conoscono l’Esperanto dalla nascita, scopriranno il meraviglioso mondo senza frontiere dove nessun Paese è straniero.(gb Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) (Dis 002 – 011)

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"La lingua europea- utopia o necessità?"

è il tema del simposio di linguisti, sociologi e politici che avrà luogo a Zagabria dal 27 al 28 luglio 2001 organizzato dall’associazione per una Coscienza Europea di Maribor e di Zagabria e dall’accademia per i Diritti Linguistici di Bruxelles, sotto gli auspici del Ministero per la Cultura della repubblica Croata.

Sono annunciate comunicazioni su:

A) La lingua come segno di identità e pluridentità dei singoli

B) B) La sicurezza linguistica e le fonti dei conflitti etnici

C) C) Educazione alla coscienza europea e parità di diritti dei popoli e minoranze nelle scuole degli Stati dell’Ue.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Dis 002 – 012)

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DISVASTIGO L’AGENZIA
DEL PROGETTO ESPERANTO
V.le Aldo Moro 37