Cultura

  • Dichiarazione in occasione della Giornata mondiale per la diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, 21 maggio 2021

    L'Associazione Esperantista Mondiale e la sua sezione italiana, la Federazione Esperantista Italiana (www.esperanto.it), partecipano alla Giornata mondiale per la diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, 21 maggio 2021. La pandemia ha avuto un forte e negativo impatto anche sul settore culturale: eventi cancellati, organizzazioni culturali chiuse, pratiche culturali interrotte ecc. creano ovunque danni sociali, economici e politici.


    Secondo la Costituzione dell'UNESCO "la reciproca incomprensione dei popoli è sempre stata, nel corso della storia, l’origine dei sospetti e della diffidenza tra le nazioni". In effetti, la maggior parte dei conflitti nel mondo contengono una dimensione culturale. Pertanto, un dialogo interculturale aperto è necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo.


    La diversità culturale è una forza trainante per lo sviluppo, non solo economico ma anche sociale, intellettuale, emotivo, morale e spirituale. La cultura influenza anche le nostre relazioni con l'ambiente naturale. Per questo motivo, l'UNESCO ha già adottato molte convenzioni, dichiarazioni e raccomandazioni per la promozione della diversità culturale. Alcuni sono disponibili anche in esperanto, come la Dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale.

  • Esce su Netflix il film sull'Isola delle Rose

    Il regista Sydney Sibilia racconta la repubblica dove si parlava Esperanto

    La storia dell'isola-Stato dove l'esperanto era lingua ufficiale diventa un film, dal titolo "L’incredibile storia dell’isola delle Rose", distribuito da Netflix a partire dal 9 dicembre, prodotto da Groenlandia e diretto da Sydney Sibilia, giovane regista della trilogia culto “Smetto quando voglio”. Le vicende riportano gli spettatori indietro nel tempo fino al 1968, anno in cui l'ingegnere bolognese Giorgio Rosa costruì una piccola piattaforma e ne proclamò l'indipendenza.

    La Esperanta Respubliko de la Insulo de la Rozoj, pur non riconosciuta da nessun altro Stato, nella sua breve vita (fu occupata e demolita dalle autorità italiane nel 1969) emise anche francobolli e aveva come annullo postale Verda Haveno (Porto Verde). La lingua ufficiale era l'esperanto, vivo e parlato tutt'oggi in tutto il mondo.

  • La Federazione Esperantista Italiana alla XVIIa Edizione della Fiera del Libro di Imperia

    Da venerdì 25 a domenica 27 maggio 2018 si svolgerà ad Imperia nel centro storico di Porto Maurizio la XVIIa Edizione della Fiera del Libro - Festival della Cultura Mediterranea. Alla manifestazione parteciperà con diversi contributi anche la Federazione Esperantista Italiana.

    Venerdì 25 maggio presso il Caffè del Teatro in via Cascione (h. 18.00) si svolgerà una conferenza su Ludwik Zamenhof e la presentazione del libro "Via Zamenhof, creatore dell'esperanto" del regista e scrittore Roman Dobrzynski. L’opera abbraccia oltre 60 anni di storia europea offrendone un brillante spaccato, dedica molte pagine all'evoluzione dell'esperanto nonché alla vita di Zamenhof, di cui nella prefazione Davide Astori ricorda le celebri parole: "Se non fossi ebreo del ghetto, l'idea di unire oppure no l'umanità non mi avrebbe sfiorato, o almeno non mi avrebbe così costantemente ossessionato durante tutta la mia vita."

  • Tre David di Donatello per l'esperanto

    Premiato "L'incredibile storia dell'Isola delle Rose", il film sull'isola-stato dove l'esperanto era lingua ufficiale

    La Federazione Esperantista Italiana si congratula con il regista, gli attori e le maestranze che hanno realizzato il film "L'incredibile storia dell'Isola delle Rose", vincitore di tre David di Donatello.

    La pellicola, infatti, si è aggiudicata il Premio per la migliore attrice non protagonista, per il migliore attore non protagonista e per i migliori effetti visivi, assegnati rispettivamente a Matilda de Angelis, Fabrizio Bentivoglio e a Stefano Leoni ed Elisabetta Rocca.

    "L'incredibile storia dell'Isola delle Rose" riporta gli spettatori indietro nel tempo fino al 1968, anno in cui l'ingegnere bolognese Giorgio Rosa costruì una piccola piattaforma al largo della costa romagnola, di fronte a Rimini, e ne proclamò l'indipendenza.